Comuni, Regioni e pubbliche amministazioni mettono a disposizione dei non autosufficienti i nuovi buoni servizio. Cosa sono e a chi vengono destinati?
I buoni di servizio vanno intesi come titoli economici destinati allâacquisto di servizi sanitari o socio-assistenziali. I beneficiari devono essere riconosciuti dalle pubbliche amministrazioni tramite requisiti chiari. Ovviamente, anche le societĂ che offrono lâerogazione di questi servizi devono essere accreditate.
Questi buoni servizio per la non autosufficienza sono attivi in molte Regioni dâItalia, diciamo quasi tutti, ma non rispettano sempre una impostazione simile. In alcune Regioni, per esempio, vengono destinati come fondi per gli asili nido o contributi e sconti per accedere a una struttura specializzata.
In altre Regioni vengono associati allâassegno di cura. In genere, lâammontare massimo del buono è pari a 700 euro mensili, per un totale di dodici mensilitĂ . I richiedenti devono presentare domanda di partecipazione, sulle piattaforme comunicate dalle amministrazioni.
I servizi offerti rimandano al pagamento dellâassistenza domiciliare, della retta di centri diurni socio assistenziali autorizzati e servizi semiresidenziali autorizzati. E poi di un assistente familiare, con cui è stato sottoscritto un regolare contratto di lavoro. Valgono anche come contributo per il caregiver.
La persona non autosufficiente, destinataria del servizio, deve avere una certificazione da parte dellâUnitĂ Valutativa Multidimensionale (U.V.M) che attesti la non autosufficienza, oppure, in alternativa, avere uno stato di invaliditĂ certificato al 100%.
I buoni servizio sono attivi in Valle dâAosta sotto forma di contributo per il fabbisogno dei servizi domiciliari di non autosufficienti. In Piemonte valgono come buoni per le residenze degli anziani e contributo di 600 euro per un anno.
Invece, in Lombardia il contributo sale fino a 1.100 euro se lâassistenza è data presso il proprio domicilio, e diventa di 600 euro, se il disabile frequenta un centro o un istituto. In Veneto è unâimpegnativo per le cure domiciliari. Diventa assegno di cura anche in Trentino. In Liguria il buono è offerto solo a chi sceglie le cure domiciliari.
In Friuli e Emilia Romagna câè il classico buono da 700 euro. La Regione Toscana offre buoni servizio da 200 a 800 euro. Nelle Marche câè lâassegno di cura per anziani non autosufficienti (200 euro di contributo al mese). In Umbria ci sono buoni da 500 euro circa. Nel Lazio i buoni servizio riguardano solo lâassistenza alle persone non autosufficienti, con contributo da 700 euro al mese, per dodici mesi, anche per i caregiver di familiari non autosufficienti. LâAbruzzo offre 400 euro per un anno.
In Sardegna è previsto un contributo pari a 3.000 euro allâanno. Il Molise dĂ assegni da 200 a 600 euro. In Campania esiste un voucher di 750 euro ai caregiver familiari delle persone con disabilitĂ . In Puglia sono previsti sconti per accedere a istituti e strutture sanitarie specializzate. In Basilicata i buoni servizio di importo non superiore a 3.600 euro sono offerti per ogni nucleo familiare. La Regione Calabria offre assegni da 300 a 500 euro. In Sicilia i buoni sono da 300 a 500 euro.
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