Il nodo pensioni è ancora una parte importante degli interventi del Governo. A causa dell’età alcuni potrebbero perdere degli anni preziosi.
A far discutere molti in attesa della meritata pensione è di nuovo la legge Fornero che sembra costerà ad alcuni lavoratori fino a 2 anni di pensione. Questo problema è insito nella legge pensionistica e colpirà persone nate in una determinata data.

La riforma della legge pensionistica è stata nuovamente posticipata. Il Governo ha dichiarato che non ci sarà alcuna nuova riforma delle pensioni fino al 2026, quindi anche per i prossimi anni dovremo accontentarci della legge Fornero, che in tanti disprezzano per via delle lentezza con cui permette ai lavoratori di andare in pensione e per il calcolo contributivo degli assegni pensionistici, considerati troppo bassi. Anche il prossimo anno, quindi, ci aspettano diverse problematiche sul fronte pensioni a cominciare dall’acquisizione del diritto di ritirarsi dal proprio lavoro, che continuerà ad avere dei requisiti molto lunghi nel tempo. Attualmente il requisito per la pensione di vecchiaia è fissato a 67 anni di età e 20 anni di contributi.
Questa tuttavia non è l’unica misura di pensionamento disponibile pur essendo la più sicura e duratura, nonché quella più ricca. Per evitare che molti lavoratori, soprattutto quelli che fanno lavori più gravosi, debbano aspettare fino a 67 anni di lasciarsi alle spalle il lavoro, i Governi degli ultimi anni hanno messo in gioco una serie di misure di pensionamento anticipato. Queste servono come via d’uscita alternativa per permettere un ritiro dal mondo del lavoro in attesa della pensione vera e propria. Una di queste misure inserite quest’anno è Quota 103, che permette il ritiro dal mondo del lavoro a 62 anni di età con 41 anni di contributi alle spalle.
Il problema dei due anni mancanti
Nonostante queste misure, tuttavia, la Legge Fornero potrebbe comunque dare delle noie ai lavoratori. Questo perché Quota 103 non è stata ancora rinnovata per il 2024 e c’è una concreta possibilità che non sia affatto rinnovata.

La notizia sarebbe pessima per tutti coloro che speravano nella misura per poter andare in pensione in anticipo, in particolare per coloro che quest’anno o il prossimo compiono gli anni necessari per avere accesso alla misura.
A meno che non ci siano delle novità dell’ultimo momento è possibile che chi aveva programmato di andare in pensione anticipata con Quota 103 l’anno prossimo non possa farlo, anzi, dovrà probabilmente attendere il prossimo annuncio di una misura di pensionamento anticipato. Alternativamente si dovrà aspettare di completare i requisiti necessari per la pensione di vecchiaia.
Quali persone saranno svantaggiate nel 2024
A pagare per la mancata riconferma di Quota 103 nel 2024 sono le persone nate nel 1961 che con la misura sarebbero potute andare in pensione l’anno prossimo. A meno che il Governo non intervenga con una nuova misura di pensionamento anticipato queste persone perderanno alcuni anni prima della pensione.
Questo sempre in attesa della tanto decantata riforma del sistema pensionistico. Si attende la riforma ormai da anni, ma per il momento le parti in causa non hanno ancora trovato un accordo su come impostare una nuova legge in questo senso. Occorrerà attendere fino al prossimo tentativo del Governo Meloni, che ha promesso, in base agli accordi sul PNRR, di procedere con la nuova legge nel 2026.