Il Governo torna a parlare di riforma pensioni, insistendo sui temi di Quota 103, Quota 41 e l’Ape sociale estesa o potenziata. Ecco che cosa potrebbe cambiare.
L’APE sociale è un anticipo della pensione a carico dello Stato italiano. Tale anticipo viene erogato dall’INPS a favore di specifiche categorie di soggetti che abbiano maturato, al momento della domanda, sessantatré anni di età e un’anzianità contributiva tra i trenta e i trentasei anni, ma solo in presenza di particolari condizioni.

In pratica categorie che oggi hanno diritto a sfruttare questo canale di pensionamento anticipato sono gli invalidi che hanno almeno il 74% di disabilità certificata dalle commissioni mediche ASL e i cosiddetti caregiver, cioè quei soggetti che da almeno sei mesi assistono un parente stretto convivente disabile almeno al 74%. Possono sfruttare l’APE sociale anche i disoccupati e i lavoratori con una professione considerata gravosa.
Così com’è adesso l’APE sociale viene avvertita come una misura piuttosto penalizzante per i lavoratori che vi hanno optato. Innanzitutto perché non prevede tredicesima mensilità. In più non contempla le maggiorazioni e non ha l’integrazione al trattamento minimo. Non è finita: con l’APE sociale non sono previsti gli assegni per il nucleo familiare. Inoltre non può superare i 1.500 euro al mese e la misura non è reversibile al coniuge in caso di decesso del beneficiario.
Ciò che è forse più grave è che la misura non si indicizza all’inflazione anno dopo anno. In pratica ciò che un lavoratore prende nel momento in cui esce dal lavoro con l’APE sarà ciò che percepirà fino ai sessantasette anni, al momento della domanda di pensione di vecchiaia ordinaria.
APE sociale potenziata: cosa potrebbe cambiare
Il Governo sta dunque lavorando a delle modifiche sia per estendere la platea dei beneficiari del canale di uscita sia per rendere la misura un po’ più equa. L’APE sociale potenziata dovrebbe essere introdotta nel 2024, e vi potranno accedere molte più categorie rispetto a oggi.

Di recente il ministro Maria Elvira Calderone ha dichiarato che l’attuale sistema legato all’APE sociale potrebbe essere esteso, fornendo una flessibilità pensionistica più ampia. Prima però bisognerà studiare la sostenibilità di forme di anticipo pensionistico, per promuovere il ricambio generazionale e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
Solo dopo questi calcoli sarà dunque possibile capire come e quanto la misura sarà estesa, e quali nuovi vantaggi potranno essere associati all’opportunità. La possibile estensione dell’APE sociale è di certo uno dei temi principali in discussione nel dibattito sulla riforma pensionistica.