Ci sono importanti novità per quanto riguarda i pellet. Adesso i prezzi scendono e i cittadini possono respirare. Cosa conviene
La crisi energetica che l’Europa sta affrontando da oltre un anno si è rivelata la più grave degli ultimi tempi. I prezzi delle bollette energetiche sono schizzati alle stelle, mettendo a dura prova le tasche dei consumatori, così come il costo delle materie prime per il riscaldamento domestico.
Tuttavia, c’è una notizia positiva in arrivo per coloro che utilizzano i pellet come combustibile. I prezzi di questa materia prima utile al riscaldamento domestico stanno finalmente iniziando a scendere. Nel resto dell’articolo, esploreremo le ragioni di questa tendenza e forniremo consigli su cosa fare in questa situazione critica.
L’inverno appena trascorso è stato un periodo di grande difficoltà per molti, a causa dei prezzi esorbitanti del riscaldamento. Le bollette hanno raggiunto cifre inaccessibili per molti cittadini, creando una situazione di disagio diffuso. Tuttavia, una buona notizia arriva dal settore dei pellet. Finalmente, i prezzi di questo combustibile si stanno abbassando, offrendo opportunità interessanti per coloro che utilizzano stufe a pellet per il loro riscaldamento domestico. Nel resto dell’articolo, approfondiremo le ragioni di questa discesa dei prezzi e forniremo informazioni utili per sfruttare al meglio questa opportunità.
Secondo l’AIEL, l’Associazione Italiana per le energie agroforestali, i prezzi del pellet sono diminuiti del 17% rispetto a dicembre. Questo si traduce in un risparmio di 1,70 euro su un sacchetto da 15 kg, con un costo medio attuale di 9,21 euro. La riduzione è dovuta all’abbassamento dell’IVA al 10% introdotto dalla legge di bilancio 2023. È consigliabile acquistare il pellet durante i periodi prestagionali e prestare attenzione all’imballaggio, che può incidere fino a 26-30 euro a tonnellata. È importante mantenere pulita la stufa e programmare una manutenzione annuale da un tecnico qualificato. Durante l’accensione, impostare il bruciatore alla massima potenza per ottimizzare il consumo.
Negli ultimi mesi, il passaggio dell’IVA sul pellet dal 22% al 10%, voluto dal governo Meloni, ha contribuito a una riduzione dei prezzi. Tuttavia, non è stato l’unico fattore che ha spinto verso il ribasso. La preoccupazione dei produttori di pellet di non riuscire a vendere il proprio prodotto e la diminuzione del prezzo del gas naturale hanno anch’essi contribuito a questo calo. Molti grossisti si sono trovati con i depositi pieni e la paura di non recuperare gli investimenti ha giocato un ruolo importante insieme alla diminuzione dei costi del legno, che ha subito una flessione dopo i recenti aumenti.
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