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Fisco

Se muore un genitore hai 8 adempimenti da fare adesso | Attenzione a non sbagliare

Alla morte di un genitore, nonostante il lutto, ci sono delle pratiche di burocrazia da sbrigare. Alcune di queste sono molto insidiose.

La morte di un genitore è senza dubbio una tragedia, ma non c’è neanche il tempo di elaborare il lutto che subito lo Stato chiede di andare avanti con la burocrazia. Le pratiche per gli adempimenti non sono semplici da capire, quindi meglio partire avvantaggiati.

Alla dipartita di un genitore ci sono 8 adempimenti da rispettare – ANSA – ilovetrading.it

Gli adempimenti da rispettare in caso di morte di un genitore sono in tutto 8. Si tratta di adempimenti burocratici da fare per confermare con lo Stato che la persona in questione è deceduta e si deve procedere con tutte le dovute cancellazioni dai registri pubblici. Inoltre questi adempimenti servono anche nell’ottica del passaggio delle proprietà terrene del defunto agli eredi, per questo è bene completarli il prima possibile per potersene liberare rapidamente. La legge italiana comunque impone di completare questi adempimenti entro i tempi previsti, altrimenti si possono incontrare dei problemi di natura penale.

Gli 8 adempimenti da completare alla morte di un genitore sono:

  • organizzazione del funerale a seguito della dichiarazione del decesso da parte del medico;
  • dichiarazione di successione e relativa registrazione all’Agenzia delle Entrate;
  • comunicazione del decesso all’INPS con presentazione del certificato di morte;
  • comunicazione del decesso del parente a banca o Poste Italiane, in modo che venga bloccato il conto corrente in attesa della successione dei beni;
  • fare la disdetta dei contratti per la fornitura di luce, acqua e gas intestati al defunto;
  • passaggio di proprietà, vendita o successione di auto o altri veicoli di proprietà del defunto;
  • comunicazione del decesso alle autorità competenti nel caso di possesso di armi.

L’importante è fare con ordine, ecco come fare tutto nel minor tempo possibile

In realtà molte delle comunicazioni possono essere fatte contemporaneamente. Le comunicazioni della morte di un contribuente all’Agenzia delle Entrate e all’INPS sono quelle da fare per prime, visto che queste comunicazioni e conseguenti processi burocratici ci renderanno possessori di alcuni documenti importanti per fare tutto quello che segue. Il documento più importante è il certificato di morte, che è la necessario per eseguire tutte le procedure successive.

Il funerale del deceduto è il passaggio meno importante a fini burocratici – ANSA – ilovetrading.it

Con il certificato di morte è possibile dimostrare giuridicamente il decesso della persona e quindi procedere con tutte le comunicazioni del caso. Quella all’Agenzia delle Entrate e alla banca sono particolarmente importante per attivare i meccanismi della successione dei beni. In particolare perché la banca deve bloccare il conto corrente del defunto per poter evitare truffe e gli eredi devono rivolgersi all’Agenzia delle Entrate prima di poter procedere con la successione dei beni lasciati.

Il meccanismo della legge di successione

In Italia è previsto che l’apertura del testamento per la successione possa avvenire in un qualunque momento, ma la successione vera e propria deve essere approvata dall’Agenzia delle Entrate. Questo perché anche il patrimonio in successione viene tassato e ha bisogno di alcuni procedimenti burocratici per poter avvenire.

Al momento della morte di una persona il notaio a cui è stato consegnato il testamento deve contattare tutti gli eredi designati e procedere alla lettura. Nel caso non sia presenta un testamento del defunto si procede alla successione agli eredi come previsto dalla legge italiana.

Riccardo Magliano

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