I vestiti non durano per sempre e ogni tanto si vuole fare spazio nell’armadio. Anziché gettare tutto però esistono soluzioni più convenienti.
A primavera si mettono via i vestiti pesanti per recuperare i capi estivi. A questo punto ogni anno inizia il dilemma su cosa indossare ancora e cosa ormai ha fatto il suo corso. Se la pila dei vestiti scartati si fa alta l’idea migliore però è pensare di guadagnarci qualcosa invece di regalarli. Gettarli è proprio l’ultima opzione da considerare perché lo smaltimento diretto degli abiti rappresenta una grossa impronta ambientale. La maggior parte dei vestiti infatti finisce in discarica o all’inceneritore.
Una soluzione di stampo americano riguarda l’organizzazione di una festa per lo scambio dei vestiti (Swap Party). Ogni invitato porta i capi che non vuole più mettere e ne sceglie uno fra quelli degli altri. Per chi non amasse il baratto si può sempre fissare una quota di partecipazione e un numero massimo di vestiti da portare a casa.
Qualcosa si può guadagnare anche rivolgendosi ai negozi dell’usato della propria città. L’angolo vestiti di questi esercizi è ben fornito e ai commercianti non dispiace riassortirlo con capi in buone condizioni. Per vendere gli abiti tramite questi negozi si utilizza di solito la formula del conto vendita, ossia senza pagamento anticipato. Chi ha portato i capi di abbigliamento o altri oggetti otterrà una quota solo in caso di vendita effettiva.
In caso di mancanza di tempo ci si può sempre affidare al proprio smartphone e scaricare applicazioni per rivenderli come Vinted o Vestiaire Collective. La prima in particolare vanta una community di milioni di persone molto attiva dove possono bastare poche ore per svuotare l’armadio dagli eccessi. Si possono vendere articoli di ogni sia in Italia che all’estero.
Certo occorre prestare attenzione ai malintenzionati e accettare solo transazioni interne all’app. Chi propone accordi di altro tipo chiaramente ha qualcosa da nascondere e quindi in caso succedesse conviene passare subito al prossimo acquirente.
Infine c’è anche la possibilità che magari la maglietta, la felpa o i jeans di turno semplicemente abbiano bisogno di qualche ritocco. Ad esempio dei pantaloni lunghi potrebbero venire tagliati per ricavarne degli shorts e fare ancora fare la loro figura. Se si ha un parente o un amico in grado di cucire si può dare una seconda vita a tanti abiti rovinati.
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