Con i cambiamenti di marzo, è possibile che l’importo dell’Assegno unico venga sbagliato. Ecco il metodo per controllare che sia tutto a posto.
L’Assegno unico universale si è rinnovato a marzo 2023. Questo ha significato un ricalcolo generale di tutti gli importi in base al nuovo documento ISEE presentato per quest’anno. Per verificare che sia tutto in regola potete utilizzare la piattaforma online dell’INPS.
Per molte famiglie l’Assegno unico universale è assolutamente indispensabile. Si tratta del miglior aiuto economico per le famiglie ad oggi in forza all’ordinamento italiano, nonché uno dei punti su cui il Governo ha puntato maggiormente nella sua operazione di assistenza. L’assegno garantisce un sussidio mensile alle famiglie con figli dall’importo che si aggira intorno ai 150 euro per ogni figlio minorenne o fino a 21 anni nelle giuste condizioni. Il calcolo dell’importo è però fatto in base al reddito familiare dichiarato sul documento ISEE su cui si basa l’assegno unico. A sua volta il documento ISEE ha valore annuale e deve essere rinnovato.
L’ISEE 2022 è scaduto a gennaio 2023, ma il nuovo ciclo dell’Assegno unico non termina a gennaio, ma a marzo dello stesso anno. Questo significa che fino alla mensilità di febbraio 2023 l’assegno unico percepito è quello il cui importo è calcolato sull’ISEE del 2022, mentre da marzo in avanti si avrà l’importo calcolato sullo stesso certificato, ma aggiornato all’anno 2023. Tutti coloro che hanno aggiornato il proprio documento ISEE e continueranno ad avere l’Assegno unico universale nel 2023 possono avere delle variazioni nell’importo, ma il passaggio da un assegno all’altro potrebbe aver lasciato qualche errore.
A marzo 2023 c’è anche un secondo fattore che cambia l’importo del bonus: la rivalutazione. Come le pensioni, anche l’Assegno unico ha subito la rivalutazione anti inflazione del 7,3%. Questo porta tutti i percettori di assegno unico ad avere un aumento di importo da 3 a 12 euro al mese, a seconda del reddito familiare indicato sull’ISEE. Qualora questi valore non fossero riscontrabili sull’assegno percepito o nel caso in cui un percettore pensi che ci sia stato qualche errore, esiste un sistema semplice e rapido per controllare che tutto stia filando come dovrebbe.
Il metodo è semplicemente quello di accedere alla propria area personale sulla piattaforma online dell’INPS. L’ente incaricato di erogare questo bonus è quello da interpellare quando si ha la sensazione che qualcosa non vada. Nella propria area personale, sotto la voce dedicata all’assegno si potranno trovare tutte le informazioni e i calcoli di cui si ha bisogno per capire se la rivalutazione è stata calcolata oppure no.
Essendo quello della rivalutazione un aumento in percentuale è chiaro che chi aveva già un importo alto precedentemente riceverà un aumento proporzionalmente alto. Nel caso specifico a ricevere gli aumenti maggiori sono i redditi più bassi, da 0 a 15.000 euro ISEE.
Gli aumenti minori vanno a coloro che hanno un reddito più alto, superiore a 40.000 euro ISEE, che percepiscono l’importo minimo dell’assegno. Al pari di questi ultimi ci sono coloro che non hanno aggiornato l’ISEE alla data del 28 febbraio e che percepiranno l’importo minimo fino alla presentazione corretta del documento.
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