Vediamo che cosa cambia nel 2023 relativamente alle pensioni anticipate.
Innanzitutto bisogna sottolineare che non tutte le pensioni sono necessariamente connesse all’età del lavoratore.
Infatti tanti Italiani vorrebbero andare in pensione prima dei fatidici 67 anni ma dal 2023 questo sarà effettivamente possibile. Come sappiamo in Italia per andare in pensione c’è bisogno di raggiungere teoricamente i 67 anni e i 20 anni di contributi.
Questi due forti paletti per andare in pensione valgono in linea di principio per tutti.
Ma la normativa sulle pensioni anticipate è molto ricca e complessa e vediamo che cosa cambia. Innanzitutto c’è la possibilità di sfruttare la quota 41 per i precoci e anche nel 2023 si potrà sfruttare questa opportunità. Tra l’altro proprio nel 2023 i contributi figurativi dovrebbero diventare molto più amichevoli per i pensionati. Infatti proprio dal 2023 appare quasi certo che il riscatto della laurea sarà gratuito. Quindi per tanti lavoratori arrivano 4-5 anni di contributi extra gratis. Questa è una vera e propria rivoluzione ma il presidente dell’INPS Pasquale Tridico è da tempo che l’aveva anticipata.
Quindi con la riforma delle pensioni tantissimi tipi di contributi figurativi potranno aggiungersi a quelli già attivi. Ma ricordiamo che già adesso il servizio militare, il servizio civile, le aspettative per cariche elettive o elettorali o sindacali, le maternità e tante altre situazioni della vita possono sfruttare la contribuzione figurativa. Quindi da contribuzione figurativa se oggi è una grande opportunità per andare in pensione, dal 2023 potrà arricchirsi di tante nuove fattispecie. Eppure nel 2023 con 35 anni di contributi si potrà andare in pensione anche prima dei 60 anni. Infatti anche senza riforma delle pensioni con la quota 41 per i precoci si va in pensione senza limiti anagrafici anche nel 2023.
Quindi nel 2023 ci sarà la doppia via via per andare in pensione prima, sia grazie alla quota 41 per i precoci che anche grazie ai nuovi scivoli che quasi certamente la riforma del governo meloni prevedrà. Infatti si vocifera con grande insistenza di scivoli già dai 63 o 64 anni proprio come quelli anticipati dal presidente Pasquale Tridico in queste settimane. Insomma con la riforma delle pensioni tante cose possono cambiare. Ma i temi caldi sono quelli della pensione a 63-64 anni e dell’aumento delle pensioni minime a 1000 euro. Tanti sperano che dal prossimo anno effettivamente si potrà andare in pensione poco dopo i sessant’anni ma non mancano le polemiche. Infatti molto sostengono che il centrodestra non troverà le coperture per molte delle sue promesse.
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