Il Bonus casa è entrato in una fase piuttosto complessa. Ma ora un chiarimento delle Entrate risulta assai utile.
La stretta sulla cessione dei crediti sta mettendo in crisi i cantieri italiani. Inizialmente lo stop aveva fatto dire a molti che il bonus casa sarebbe anche potuto arrivare al capolinea ma poi è arrivata la nuova normativa che consente le cessioni multiple. Cessioni multiple, ma soltanto fino ad un massimo di 3 e soltanto presso istituti selezionati.
Il problema della nuova normativa però è l’estrema durezza nei confronti dei tecnici che fanno l’asseverazione dei costi. Addirittura 5 anni di carcere sono previsti come pena massima per chi sbaglia. Una durezza estrema e molto criticata che secondo molti peserà come una zavorra sui nuovi bonus casa. Inoltre c’è sempre la questione dei forti rincari delle materie prime che rende i bonus decisamente molto meno appetibili rispetto al passato.
Ma un recente chiarimento dell’Agenzia delle Entrate può essere utile a fare luce su una questione rilevante. Il Decreto antifrode ormai sembra storia antica benché le novità che ha introdotto sono assolutamente attuali. Il decreto antifrode è stata la prima misura varata dal governo per contrastare la vera e propria ondata di truffe nate attorno al bonus casa. Ormai è chiaro che addirittura 4,4 miliardi di frodi sono state sicuramente messe in cantiere attorno ai bonus dell’edilizia.
Se questa amara scoperta avrebbe portato poi al blocco della cessione Multipla dei crediti, è stato proprio il decreto antifrode ad inaugurare una stagione di durezza nei confronti dei bonus dell’edilizia. Ma recentemente proprio il decreto antifrode è stato oggetto di un nuovo chiarimento da parte delle Entrate. Un contribuente ha posto un quesito all’interpello al sito ufficiale Fiscooggi. Questo quesito è stata l’occasione per un chiarimento relativamente al Decreto antifrodi. Innanzitutto si ricorda che il super bonus con detrazione diretta non ha effettivamente bisogno del visto di conformità.
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Una puntualizzazione che col caos normativo al quale stiamo assistendo è comunque sia importante rimarcare. Infatti il visto di conformità diventa obbligatorio soltanto nel caso di cessione del credito e sconto in fattura. Dunque se la rivista ufficiale del Fisco ha sentito la necessità di rimarcare questo è perchè evidentemente come da molti sottolineato, le troppe riforme della materia hanno creato davvero tanta confusione.
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