L-Shadow R-Shadow

Le Migliori Piattaforme Professionali per Fare Trading Online

Easy Trader

Piattaforma per principianti o traders alle prime armi.


eToro
Trading Semplicissimo Leva fino a 1:400 Account da 50$

Medium Trader

Piattaforma per traders di medio livello.


SAXO BANK
Trading Medi InvestitoriPossibilità di scalpingStop Loss/Take Profit

Heavy Trader

Piattaforma per Pro. ( + 10 Operazioni al giorno).


PLUS 500
Trading dai grafici Possibilità di Hedging Ins. ingresso/Stop/Limit

Margini di Garanzia Ridotti - Basse Commissioni sull'eseguito

» zona euro

I Brokers Consigliati:

L’asta dei titoli italiani va male e l’euro scende

L’asta dei titoli italiani va male e l’euro scende

L’euro è sceso ampiamente durante la sessione di ieri a causa della domanda molto debole derivante dall’asta dei titoli di debito italiano, il che ha aggiunto delle preoccupazioni circa il debito della zona euro, con il sentiment del mercato che già si trova in bilico tra i vari salvataggi.

I commercianti hanno spazzato via i guadagni delle borse europee, che in gran parte hanno seguito l’andamento delle borse del ​​giorno precedente. I partecipanti al mercato, compresi i trader di ritorno dal lunedì di vacanza inglese, si sono concentrati sulle divisioni tra i vari paesi della zona euro e su come risolvere i problemi del debito dell’intero blocco, soprattutto in seguito ai risultati deludenti di cui abbiamo detto sopra.

L’asta italiana è stata relativamente povera e di questo il mercato è molto sensibile, in quanto permette di far vedere un prossimo punto di riferimento per i rischi legati al debito della zona euro, che ora interessa sempre di più l’Italia. I trader hanno detto che la Banca centrale europea ha acquistato una notevole quantità di titoli di debito italiano a 10 anni, in un rinnovato tentativo di sostenere il mercato.

Ma il problema del debito e le sue preoccupazioni continuato a perseguitare la zona euro, ancora in merito alla Grecia. Alcuni paesi chiedono infatti delle garanzie collaterali, che potrebbero mettere a repentaglio la zona euro e i suoi tentativi di salvare Atene dal default.

Dal punto di vista del dollaro, la valuta USA è salita dello 0,5 per cento contro un paniere di valute, aiutato anche dagli investitori che sono alla ricerca di un rifugio sicuro per il loro denaro, anche se molti nel mercato vedono una probabilità crescente di un altro quantitative easing da parte della banca centrale statunitense.

Il QE dovrebbe inondare il sistema finanziario con nuovi dollari, facendo perdere valore alla valuta USA. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha infatti riconosciuto una ripresa economica più lenta del previsto.

L’euro nel lungo periodo

L’euro nel lungo periodo

La situazione in zona euro non è delle migliori, anzi. La Grecia ha preso il suo finanziamento e ora si tenta di salvare le banche della zona euro. Andando a vedere un quadro a più lungo termine per la moneta comune, possiamo vedere che questo è ancora molto cupo.

Potenzialmente la valuta unica potrebbe trovarsi in una situazione molto peggiore di quella di adesso prima di iniziare a migliorare. L’euro è diminuito di oltre il 6% contro il dollaro durante la scorsa settimana. Siamo ai livelli più alti in termini di calo contro il dollaro fatti mai registrare in una sola settimana di trading, appena un filo quel 6,8% di calo fatto segnare ad ottobre 2008, in piena crisi finanziaria mondiale.

Ora l’euro è nella mani della BCE. Se si continua a perseguire la strada intrapresa fino ad ora e a dire che tutto è sotto controllo e che le cose vanno bene, allora la crisi del debito sovrano potrebbe diffondersi anche nel settore privato e potrebbe trascinare l’intera economia mondiale in una fase di grave crisi.

Intanto i posti di lavoro USA la scorsa settimana sono stati migliori del previsto. La crisi in zona euro si è ovviamente estesa anche presso altri mercati finanziari globali anche se non dovrebbe intaccare la crescita globale. Alcune valute strettamente legate alla crescita globale, infatti, come il dollaro neozelandese e il real brasiliano, si sono rafforzate nei confronti della valuta statunitense.

Gli investitori ancora puntano forte contro la nostra valuta. Con l’indebolimento del valore dell’ICE Dollar Index, l’indice che valuta il biglietto verde contro le altre valute mondiali, il PowerShares US Dollar Index Bearish Fund di Deutsche Bank è aumentato dello 0,51% verso la fine della scorsa settimana, mentre PowerShares US Dollar Index Bullish Fund, sempre di Deutsche Bank, è sceso dello 0,45%. Questi due fondi, che sono negoziati in borsa, sono basati sugli indici della Deutsche Bank sulla valuta a termine, la cui composizione rispecchia quella dell’ICE Dollar Index.

La situazione in zona euro

La situazione in zona euro

L’euro è avanzatato nei confronti del dollaro durante la giornata di ieri, rimbalzando dai minimi di 14 mesi, nutrendo speranze che il pacchetto di salvataggio greco possa finalmente portare gli aiuti giusti alla nazione in termini di liquidità.

L’ottimismo è aumentato quando il Parlamento tedesco ha dato il via libera al contributo. Con diverse riunioni ad alto livello previste per il fine settimana, il cui obiettivo è quello di affrontare il debito della zona euro e la crisi dei mercati finanziari, che sono ancora molto nervosi, l’euro è stato scambiato in maniera molto contrastante durante la sessione di ieri.

La Banca centrale europea non ha voluto commentare il fatto che sia stata considerata una speciale linea di credito per le banche in Europa, dove sono aumentati i tassi di prestito interbancario e si teme il contagio della crisi del debito sovrano. Nonostante il guadagno dell’euro rispetto al dollaro, la nostra valuta ha vissuto la peggiore settimana dai massimi della crisi globale, più precisamente dallo scorso mese di ottobre 2008. Chiaramente, la fiducia degli investitori ha lasciato l’euro in ombra.

Anche la sterlina britannica è scesa molto, in seguito al fatto che nessun chiaro vincitore potrebbe emergere dalle elezioni generali del paese. Tuttavia, la possibilità di discussioni tra i partiti conservatori e liberali democratici sulla formazione di un governo ha aiutato in qualche modo la sterlina e riprendersi.

La giornata di ieri è stata anche caratterizzata da una forte volatilità, in quanto gli investitori hanno reagito ad un miscuglio di notizie, di rapporti economici e di chiacchiere di mercato. La Grecia si è concentrata sul fronte valutario, il sentiment è in miglioramento ma restano dei dubbi. Gli investitori sono ancora preoccupati per i dettagli del pacchetto di salvataggio e per la diffusione dei problemi della Grecia verso altri paesi della zona euro, come il Portogallo. Il sentiment generale del mercato resta fragile in mezzo a tutte queste preoccupazioni per la salute del sistema bancario europeo.

Euro, la crisi è profonda

Euro, la crisi è profonda

Di fronte alle più gravi tensioni economiche che la zona economica europea ha vissuto sin dalla sua nascita, 11 anni fa, sembra che l’UE stia tenendo bene, anche se l’uscita di alcuni dei suoi membri più deboli non si può escludere a lungo termine. Soprattutto durante la settimana appena passata ci sono stati tanti timori degli investitori che i paesi fortemente indebitati non riescano a far fronte alle esigenze di bilancio.

Molti analisti si aspettano che l’Unione europea, o il Fondo monetario internazionale, che ha detto di voler aiutare la Grecia se venisse richiesto, possano intervenire con qualche tipo di aiuto in favore dei membri più deboli, qualora ciò risulti necessario per mantenere la zona europea intatta.

Ma le economie sono molto divergenti, così tanto che, anche se i membri deboli venissero salvati, i loro problemi potrebbero poi danneggiare la crescita dell’intera zona per anni. Questo in teoria potrebbe indurli ad abbandonare la zona euro entro questo decennio, se i costi di adesione dovessero divenire troppo alti.

Le carenze dei membri più deboli della zona europea erano stati mascherati, durante i primi anni, da un contesto globale favorevole. A seguito della crisi finanziaria che c’è stata dal 2007 al 2009, sono venuti i “nodi al pettine”. Il debito pubblico e il livello di disoccupazione sono saliti molto in alto, così tanto che i paesi hanno bisogno di una notevole crescita per poterli ridurre. Ma come membri della zona euro non possono né tagliare i tassi di interesse né svalutare le loro monete.

Ecco dunque che la camicia di forza monetaria può diventare ancora più severa. Il processo di lasciare la zona euro, tuttavia, potrebbe essere molto difficile da mettere in pratica. Tra le molte sfide che i paesi più poveri devono affrontare ci sono anche la fuga di capitali verso remunerazioni più alte.

News Aggiornate

I Love Trading - Trading Online e Forex

Disclaimer

Nessuno dei prodotti di trading on line offerti tramite le pagine di questo sito rappresenta e/o non deve essere considerato incitazione al pubblico risparmio, o sollecitazione ad investire in prodotti finanziari di alcun tipo. Il trading on line in valute è estremamente rischioso. Prima di effettuare trading on line in valute reali, è necessario comprendere a fondo i rischi connessi a tale attività anche in funzione alla propria situazione patrimoniale e reddituale.