Gli USA creano posti di lavoro
Dopo quattro anni dall’inizio della Grande Recessione che ha colpito e distrutto 8,7 milioni di posti di lavoro, gli Stati Uniti possono essere finalmente nuovamente in un ciclo di crescita dell’occupazione. La nazione ha aggiunto 200.000 posti di lavoro nel mese di dicembre, in un impeto di assunzioni, che ha spinto il tasso di disoccupazione giù di due passi, all’8,5 per cento, il valore più basso da quasi tre anni, portando gli economisti a concludere che un miglioramento nel mercato del lavoro potrebbe essere ancora in corso.
E’ il sesto mese consecutivo che l’economia ha aggiunto almeno 100.000 posti di lavoro, la striscia più lunga dal 2006. L’economia ha aggiunto dei posti di lavoro ogni mese. Il tasso di disoccupazione, che ha raggiunto un picco del 10,1 per cento nel mese di ottobre 2009 ed era pari al 9,1 per cento all’inizio dello scorso anno, è caduto per quattro mesi in fila.
Quando più americani hanno un lavoro, si hanno più soldi da spendere. Maggiori sono i soldi nell’economia, più vendite ci saranno e le aziende saranno disposte ad assumere ancora di più. Questo significa più posti di lavoro, più spesa e più richiesta per le imprese. Il che porta ad assumere ancora di più, oltre che a far salire la domanda.
Questo è il contrario del circolo vizioso che ha preso piede durante la Grande Recessione, dove tante persone hanno perso posti di lavoro e hanno speso meno soldi, quindi le aziende sono state costrette a licenziare.
Il mercato del lavoro è in via di guarigione, ma c’è ancora molta strada da fare. Infatti, l’economia ha aggiunto 1,6 milioni di posti di lavoro nel 2011, più dei 940.000 posti di lavoro aggiunti nel corso del 2010, ma meno degli oltre 5 milioni di posti di lavoro perduti nel 2009.
Ci vorranno altri 6 milioni di posti di lavoro in più per portare gli Stati Uniti alla situazione che c’era nel dicembre 2007, quando è iniziata la recessione.


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