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UE, inizia la due giorni di meeting

UE, inizia la due giorni di meeting

Il Presidente della Commissione europea Barroso ha chiesto ai paesi della zona euro di prendere una decisione in merito alla crisi del debito in Grecia. Jose Manuel Barroso ha detto che una giusta risposta è una prova di impegno dei leader europei per la stabilità finanziaria. Sono le parole che accompagnano l’inizio della due giorni di vertice a Bruxelles.

Ma la Germania, la più grande economia della zona euro, sta bloccando un metting dell’ultimo minuto dei leader della zona euro, dato che il paese tedesco vorrebbe che il Fondo monetario internazionale possa svolgere un ruolo chiave. L’euro sta vivendo una fase incerta e a facilitare l’incertezza c’è anche il fatto che la Francia e la Spagna hanno chiesto un incontro all’ultimo minuto dei leader della zona euro, prima o durante il vertice UE, quello che la Germania vorrebbe impedire. Il primo ministro olandese ha descritto questo incontro come rischioso, mentre un alto funzionario tedesco ha insistito sul fatto che qualsiasi accordo dovrebbe includere delle condizioni dure per evitare che si ripeta in futuro la storia della crisi greca.

Non è formalmente nell’agenda del Vertice, ma la Grecia è nella mente di tutti. Con i contribuenti tedeschi che si oppongono ferocemente al salvataggio del debito di un paese dominato, il Cancelliere Angela Merkel vuole che il Fondo monetario internazionale prenda l’iniziativa creando un pacchetto comune con l’UE. Sarebbe la prima volta che un paese della zona euro è salvato da Washington, e alcuni temono che questo potrebbe indebolirebbe ulteriormente l’euro.

Dunque il presidente della Commissione europea ha lanciato un appello urgente ai leader dell’UE, al fine di creare una rete di sicurezza per la Grecia. José Manuel Barroso, ex primo ministro del Portogallo, paese in cui il debito è stato declassato nella giornata di ieri, ha detto che i timori che la crisi greca sta cominciando a diffondersi sono sempre più concreti.

L’euro scende a causa delle speculazioni

L’euro scende a causa delle speculazioni

Il dollaro ha raggiunto il massimo da tre settimane a questa parte contro l’euro a seguito del fatto che tra i leader dell’Unione europea ci sono delle speculazioni sugli accordi di pacchetti di aiuti per la Grecia. Questo ha alimentato la domanda del biglietto verde come una moneta rifugio.

La valuta statunitense è avanzata anche rispetto a 15 delle 16 principali valute mondiali, dopo che il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet ha parlato dicendosi contrario al fatto di offrire prestiti ad un basso tasso di interesse. Anche il franco svizzero è stato molto vicino a raggiungere il suo record personale contro l’euro.

Secondo gli economisti ci sono delle preoccupazioni sul fatto che l’UE non possa dare un contributo finanziario alla Grecia. L’incertezza sembra essere di peso sul sentiment della valuta europea, dunque c’è chi preferisce acquistare dollaro oppure lo yen, che sono viste come valute più sicure.

Il primo ministro greco George Papandreou ha detto che il suo paese ricorrerà al Fondo monetario internazionale per ottenere gli aiuti richiesti, se ciò dovesse essere necessario. Dal canto suo Trichet dice che non ci dovrebbe essere alcun elemento di sussidio né di concessione in un prestito potenziale per la Grecia.

Dei segnali contrastanti arrivano da parte dei leader europei, prima del vertice previsto tra tre giorni per studiare come poter calare il debito greco, che ha spinto il rendimento delle obbligazioni a 10 anni poco al di sotto del 6,5 per cento di ieri, il valore più alto dallo scorso 25 febbraio.

Sicuramente le discussioni sulla politica della Grecia e sulle situazioni da adottare che vengono fatte tra i membri dell’Unione europea possono continuare a pesare sull’euro. In questo modo c’è dunque chi preferisce investire in attività meno rischiose.

Rimaniamo in attesa del vertice per sapere e capire come potrebbe muoversi la nostra valuta in futuro.

L’UE aiuterà la Grecia

L’UE aiuterà la Grecia

Sembra che i ministri delle finanze della zona euro probabilmente il prossimo lunedì stringeranno un accordo per aiutare finanziariamente la Grecia, qualora sia necessario. I responsabili politici hanno discusso un eventuale sostegno finanziario, anche se fino ad ora ma hanno fornito questo sostegno solo a parole. La Germania, il paese chiave di qualsiasi accordo, ha resistito fino ad ora agli appelli di aiuto.

Secondo una fonte, sembra che l’UE dovrebbe essere in grado di accordarsi sui principi di realizzazione, in zona euro, di tali interventi coordinati. Finoad ora la Grecia ha annunciato delle misure per ridurre il suo deficit di bilancio entro il limite dell’8,7 % del PIL entro questo anno, dal 12,7 % registrato nel 2009. La conseguenza di queste misura, come sappiamo, hanno dato vita a proteste di piazza e a scioperi.

Gli economisti e gli esperti del settore sono molto preoccupati del fatto che i problemi della Grecia potrebbero minare la fiducia nell’euro. Inoltre questo potrebbe contribuire ad aggravare ancora di più i problemi per altri paesi della zona euro fortemente indebitati, come ad esempio il Portogallo o la Spagna.

Secondo l’Ue, tra gli strumenti considerati per aiutare la Grecia, ci sono sia i prestiti bilaterali che le garanzie sui prestiti. La decisione politica dovrebbe essere presa nella giornata di oggi e la Germania ha la chiave in questo momento. I sondaggi mostrano che la Germania si oppone fermamente al salvataggio della Grecia.

In una mossa che è in grado di attenuare le preoccupazioni tedesche relativamente alla spesa per salvare la Grecia, la Commissione Europa ha detto che presto si dovrebbe presentare una proposta di una maggiore cooperazione economica tra i paesi della zona euro e una più stretta sorveglianza delle loro performance.

Il ministro dell’Economia francese, Christine Lagarde, ha detto che la situazioen della Grecia è dietro il miglioramento della situazione dei mercati.

Allo studio un fondo comune europeo

Allo studio un fondo comune europeo

Il braccio esecutivo dell’Unione europea ha detto che si sta preparando a delle proposte che potrebbero portare alla creazione di un fondo di salvataggio per la zona euro, destinato ad aiutare finanziariamente i paesi che si trovano in difficoltà.

I primi commenti riguardano il fatto che questa decisione potrebbe essere il segnale di come si stia tentando di accelerare gli sforzi per affrontare le carenze importanti della zona euro. L’UE infatti non ha nessuna istituzione in grado di salvare i paesi in difficoltà, dunque si sta intanto parlando nel tentativo di elaborare una proposta per un tale organismo.

Una tale mossa potrebbe essere un passo verso un maggiore coordinamento dei bilanci pubblici, che gli economisti vedono come essenziale per evitare future crisi e garantire la sopravvivenza a lungo termine della moneta comune.

Secondo il primo ministro greco George Papandreou, un fondo monetario europeo potrebbe essere un modo per porre una soluzione al problema e dare una risposta coordinata.

Subito alcuni grandi hanno dato il loro assenso, come il cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha ribadito il suo appoggio a un fondo europeo. E’ un passo importante perché, fino ad ora, la Germania è stata vista come il principale ostacolo alla creazione di questo fondo. C’è chi pensa invece che piuttosto che un fondo monetario europeo, le norme di bilancio dovrebbero essere rafforzate e applicate in maniera rigorosa.

La Francia ha detto di voler studiare l’idea di un fondo monetario europeo, ma che esso dovrebbe far parte di un più ampio dibattito sul miglioramento della gestione della zona euro.

Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha affermato che c’è consapevolezza che l’UE non dispone degli strumenti per prevenire e controllare in modo efficace queste crisi, dunque i paesi più vulnerabili vengono attaccati.

Grecia e Portogallo pronti a scendere in piazza

Grecia e Portogallo pronti a scendere in piazza

Dei manifestanti in Grecia hanno fatto sentire la loro voce davanti al ministero delle Finanze, nella capitale del paese ellenico, bloccando le strade del centro della città. Anche le scuole e gli ospedali sono stati chiusi in seguito alla decisione dei sindacati di intensificare le proteste contro i tagli al disavanzo pubblico.

Ad Atene circa 200 membri del gruppo dell’Unione PAME, in linea con il Partito Comunista, hanno occuparono l’edificio, mentre dei manifestanti hanno protestato nella vicina General Accounting Office. Un altro gruppo ha bloccato una strada centrale.

Il primo ministro greco George Papandreou ha annunciato ieri una manovra da 4,8 miliardi di euro che ha l’obiettivo di tagliare il disavanzo del paese, mentre cerca di convincere l’Unione europea e gli investitori che il divario del bilancio si può colmare. I funzionari europei hanno apprezzato le mosse del paese, che comprendono anche una riduzione del 30 per cento relativamente al pagamento dei bonus sullo stipendio dei dipendenti pubblici.

Secondo i protestanti le misure sono gravemente inique, dunque il paese si prepara ad uno sciopero di 24 ore. Il popolo infatti deve pagare per la crisi.

Le decisioni presa da Papandreou comprendono una riduzione della spesa per l’istruzione e un aumento del valore aggiunto delle imposte, così come i tagli ai bonus versati ai dipendenti pubblici e il congelamento delle pensioni. Le misure dovrebbero essere votate oggi in Parlamento.

Il principale sindacato dei lavoratori pubblici, ADEDY, ha chiamato uno sciopero del lavoro della durata di tre ore, mentre si organizza una manifestazione di protesta nel centro della città. La maggior parte dei servizi pubblici di trasporto faranno uno sciopero di 24 ore, dunque saranno fermi tram, servizi ferroviari e autobus, così come la metropolitana.

Allo stesso modo anche il Portogallo farà sentire la sua voce, con uno sciopero di 24 ore per protestare contro il blocco dei salari, che fa parte degli sforzi del governo per convincere l’Unione europea e gli investitori che si può limare il deficit di bilancio.

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