La notizia che ha capeggiato ieri, in tutto il mondo, è la grave crisi finanziaria nella quale sta versando Dubai World, la holding statale degli Emirati Arabi Uniti, che sta costruendo degli immobili di assoluto pregio negli Emirati, da vendere a facoltosi che hanno intenzione di acquistrae lì la “casa delle vacanze”. Facendo un breve riepilogo, Dubai World ha chiesto ai suoi creditori una piccola moratoria, ovvero un ritardo dei pagamento di circa 6 mesi. Il totale dei debiti che stanno affondando Dubai World è pari a 59 miliardi di euro. La giornata di ieri ha visto la chiusura delle borse europee in assoluto rosso. Wall Street, ieri, era rimasta chiusa per le festivita del Thanksgiving Day, oggi invece è il Black Friday, ovvero il giorno in cui negli USA inizia lo shopping natalizio, dunque vedremo come gli acquisti influenzeranno borsa e valuta.
Per quanto riguarda la giornata di trading di oggi, la borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso in conseguenza delle preoccupazioni che arrivano dal Golfo Persico.
Da tenere d’occhio in maniera particolare il settore bancario, dato che Credit Suisse ha stimato in 40 miliardi di dollari il contributo che le banche europee sarebbero disposte a versare nelle casse di Dubai World per salvarla dal tracollo. Tra le banche che sono più a rischio, dato che sono molto legate in partecipazioni nell’azienda araba, vediamo la HSBC e la Royal Bank of Scotland, tra le altre. La conseguenza delle perdite di Dubai World è da vedere anche in termini di aumento degli accantonamenti da parte delle banche. Dunque, in termini di investimenti Forex, stiamo attenti all’andamento della borsa di Londra, dove queste banche sono quotate, e al conseguente andamento della sterlina inglese.
Nel momento in cui stiamo scrivendo, le borse europee sono in andamento variabile, con Londra che perde lo 0,05% e Parigi che invece sta guadagnando lo 0,15%.
Nello scorso articolo abbiamo visto come poter fare trading usando i pivot point. Per chi non lo sapesse, i pivot point sono sostanzialmente dei punti a partire dai quali possiamo determinare con chiarezza dei livelli di entrata e di uscita dal mercato. Ci sono diversi modi per poter fare trading con i pivot point, vediamo ora quali sono i migliori in certe situazioni e perché alcuni di essi, invece, sarebbero meglio da evitare.
Iniziamo con il Breakout trading. Se durante il giorno il valore del prezzo è stato sempre al di sotto del pivot point, siamo alle ricerca di un punto di ingresso. Un canale, formato in maniera da cercare un punto di ingresso nel momento in cui il prezzo rompe il canale stesso, ci consentirebbe di aprire una posizione con stop loss appena sopra la linea superiore del canale, ponendoci come obiettivo S1. Il problema è che durante il giorno S1 è stato molto vicino al livello di breakout, dunque non vi era abbastanza margine per entrare nel trade. Questa è tuttavia una buona tecnica di entrata e solo perché non è stata adatta per questo giorno, non significa che non lo sarà adatto per un altro.
Il Pullback trading è forse una delle migliori tecniche di trading con i pivot point. Il mercato rompe il livello S1 e torna indietro. Un ordine di entrata può essere fatto al di sotto del livello di pullback, che in questo caso è stato il valore minimo raggiunto prima del ritorno del prezzo.
Il trading basato sui livelli di resistenza si ha se il mercato ha cominciato a muoversi fino al livello S1 e ha creato un canale. In questo caso possiamo entrare nel mercato appena sopra la linea superiore del canale, ponendo uno stop loss appena sotto la linea inferiore del canale stesso.
Come vediamo, ci sono diversi modi per fare trading con i pivot point, dobbiamo solo scegliere quello giusto per un dato giorno di trading.
Chiudiamo questa serie di strategie di trading con l’operatività da mettere in pratica nel momento in cui ci troviamo di fronte ad un titolo che apre la nuova giornata di contrattazioni in Partial Gap Down, ovvero con un prezzo di apertura che è inferiore rispetto al prezzo di chiusura della giornata precedente.
Per poter operare long quando siamo davanti a questo tipo di gap, dobbiamo come al solito osservare l’andanmento del trade durante la prima ora di contrattazione, per poi impostare un grafico di time frame pari ad un minuto ed attenedere che il valore del prezzo del titolo arrivi circa ad un paio di tick al di sopra del valore massimo ottenuto durante i primi 60 minuti di contrattazione.
Se invece siamo di fronte ad un titolo che continua a scendere dopo aver aperto in Partial Gap Down, prima di entrare nel trade bisogna sempre attendere la fine della prima ora di contrattazione e, solo quando il prezzo corrente è al di sotto del valore minimo che è stato raggiunto durante la prima ora di contrattazione.
Come al solito, conviene sempre impostare uno stop loss per proteggere il nostro capitale. Lo stop loss dovrebbe essere pari a circa il 10% del valore del prezzo di entrata dell’operazione.
Andando short i volumi devono anche confermare il movimento del prezzo. Sicuramente la conferma dei volumi nei confronti del prezzo riesce a ridurre il rischio dell’operazione aperta.
Con questo articolo completiamo l’esauriente analisi delle tecniche di trading che possiamo mettere in pratica nel momento in cui ci troviamo davanti ad un gap, ovvero ad una differenza di prezzo tra chiusura del giorno precedente ed apertura di oggi. Fare trading con i gap, come possiamo vedere, è molto semplice, dato che non ci sono previsioni o calcoli da fare, ma allo stesso tempo molto efficace.
Se stiamo cercando un sistema di trading che sia allo stesso tempo semplice e ci permetta di acquistare o di vendere allo scoperto un titolo azionario, allora sicuramente possiamo operare con i gap. Sostanzialmente, questo metodo consiste nel trovare quei titoli che aprono una nuova sessione di trading con un gap, rispetto al valore di chiusura della sessione precedente, e di guardare il loro andamento durante la prima ora di contrattazione.
Prima di andare avanti con la spiegazione di questo metodo di trading, cerchiamo di definire un gap. Sostanzialmente, abbiamo un gap quando c’è differenza tra il prezzo di chiusura di un titolo e il suo prezzo di apertura nella sessione di trading immediatamente successiva. Solitamente si dice che ci sono quattro diversi tipi di gap: Common, Breakaway, Continuation e Exhaustion. In realtà è possibile identificare la tipologia di gap solo dopo che il pattern si è ben definito, ovvero dopo che il trend si è iniziato a muovere rispetto al suo valore di apertura, al ribasso oppure al ribasso.
La differenza nella tipologia di gap è più utile per chi fa trading operativo sul lungo periodo, dato che indicano chiaramente in che direzione si sta muovendo un trend. Al contrario, per un trader short term offrono indicazioni minori.
Possiamo vedere anche altre quattro tipologie di gap. Si parla di Full Gap Up per indicare quel gap derivante dal fatto che il prezzo di apertura di una data azione è maggiore rispetto al prezzo di chiusura del giorno precedente.
Il contrario è il Full Gap Down, che si ha nel momento in cui il valore di apertura di un dato titolo è minore rispetto al valore di chiusura del giorno precedente.

Partial Gap Up è la condizione nella quale il prezzo di apertura di oggi è maggiore della chiusura di ieri ma minore del massimo di ieri.
Infine, Partial Gap Down è la condizione nella quale il prezzo di apertura di oggi è minore rispetto al close di ieri ma non anche al minimo di ieri.
Nel momento stesso in cui ci si trova ad operare in borsa oppure nel Forex, c’è la necessità di sviluppare un sistema di trading. Sostanzialmente, si parla di sistema di trading nel momento in cui si usano delle regole ben definite circa la decisione del momento ideale per entrare in una posizione oppure per uscirne. Nel caso del Forex, inoltre, il sistema di trading ha anche la funzione aggiuntiva di aiutarci a decidere se entrare in una posizione buy, ovvero al rialzo, oppure sell, al ribasso. Lo scopo principale di un sistema di trading è sicuramente quello di creare una strategia che possa portare dei profitti all’investitore, sia nel medio che nel lungo periodo.
L’obiettivo principale della creazione di un sistema di trading è sicuramente quello dell’utile. Abbiamo anche detto che un buon sistema di trading deve essere in grado di garantirci un utile nel medio e nel lungo periodo. Come facciamo per sapere quanto dura un medio periodo oppure quanto dura un lungo periodo? Non c’è un’indicazione specifica in merito. Possiamo sostanzialmente dire che la lunghezza del periodo, per il nostro concetto di sistema di trading, si basa sulla lunghezza delle barre e non anche sulla durata temporale.
Le barre sono i momenti in cui noi possiamo stabilire un prezzo di apertura e un prezzo di chiusura. Ad esempio, con delle barre a cinque minuti, ogni cinque minuti noi possiamo dire che il prezzo di apertura della barra è stato di TOT mentre quello di chiusura è stato di un altro TOT. Allo stesso modo possiamo ragionare anche con delle barre a un’ora o a un giorno. Possiamo dunque dire che un orizzonte temporale di medio lungo periodo deve essere di circa 200 barre, senza curarci della durata di ognuna di esse. A seconda del metodo di trading di ognuno, possiamo stabilire una maggiore o minore durata delle barre stesse.