Alcuni di voi avranno sentito parlare del forex swing come uno dei modi con cui è possibile fare trading sul mercato delle valute. Ma cos’è precisamente lo swing forex? Si tratta dell’inversione a U di una posizione in un certo periodo di tempo. Lo swing trading non deve essere confuso con l’inversione del trading, dato che lo swing è solo per un tempo breve periodo, mentre un’inversione di trading è un cambiamento di tendenza che ha degli effetti a lungo termine.
Fondamentalmente ecco come si può collocare lo swing trading nel forex. Nella prima fase si cerca di aprire una posizione in base, ad esempio, ai valori del trend che si verificano nel corso della giornata. In genere, se si opera durante l’orario di apertura della borsa di Londra o di quella di New York, si avrà la possibilità di sfruttare un maggior numero di oscillazioni.
La seconda fase consiste nel trovare lo swing. C’è bisogno, per fare questo, di usare un indicatore di oscillazione, come l’RSI o lo stocastico, che permetta di aiutare ad identificare lo swing stesso. Un altro ottimo strumento in questo senso è quello che permette di identificare una situazione di ipervenduto o di ipercomprato.
La terza fase consiste nel trovare dei livelli di supporto e di resistenza importanti, come ad esempio il livello di Fibonacci o pivot point, il che aiuta a trovare il perfetto punto di uscita.
La quarta fase consiste nell’attesa di una pausa nella tendenza attualmente in corso per poi entrare in una posizione.
L’uso di una strategia come questa può portare ad avere un interessante guadagno, ma la cosa migliore da fare è quella di fare prima pratica con un conto di prova. Dato che si tratta di una strategia che va contro il trend principale, potrebbe comportare dei rischi maggiori rispetto ad una strategia che, invece, segue il trend.
Nello scorso articolo abbiamo visto gli oscillatori, degli strumenti decisamente utili per fare trading nel Forex. Oggi vediamo gli ndicatori di momentum, un altro tipo di oscillatori, che sono distinguibili in strumenti molto popolari, come il MACD, l’ADX, il Momentum, il ROC, il Money Flow e molti altri. Gli indicatori di momentum funzionano meglio nei mercati in trend al fine di misurare la forza o la debolezza del trend.
Un indicatore di momentum produrrà dei falsi segnali in un mercato instabile e fara andare il trader overtrade se non si sta attenti. Quindi, se il mercato è in determinate condizioni, i trader non dovrebbero fare affidamento sull’indicatore grafico. È inoltre necessario fare attenzione ai segnali che ci indicano di non fare trading. Un segnale di acquisto generato da un MACD in una zona di supporto e in una tendenza rialzista, è un buon segnale di entrata. Tuttavia, un segnale di vendita derivante dal MACD può essere un’indicazione di presa di profitti, soprattutto se il segnale va contro la tendenza prevalente del mercato.
Occorre prendersi il giusto tempo per valutare globalmente un trade quando si usano questi indicatori grafici. Bisogna essere molto oggettivi con le valutazioni che si fanno e essere rigorosi nella disciplina della gestione del rischio. Alla fine, riuscire ad apprendere e ad utilizzare le informazioni che si hanno ci permette di fare in maniera corretta la nostra analisi e di poter avere un grande vantaggio a nostro favore.
A differenza di altri indicatori, con gli oscillatori che non c’è bisogno di sedersi davanti al pc tutto il giorno in attesa di un segnale. È infatti possibile configurare facilmente tali oscillatori in maniera da far aprire loro automaticamente una posizione quando le condizioni del mercato sono quelle corrette.
L’uso degli oscillatori nel proprio trading funziona praticamente con ogni coppia di valute sulla quale si voglia fare trading.
Imparare a leggere in maniera corretta gli indicatori ti farà diventare un trader profittevole. Ci sono due tipi di indicatori tecnici: l’indicatore di momentum e gli oscillatori. E ‘importante imparare ad usare entrambi gli indicatori sui grafici Forex al fine di capire come aprire posizioni. Imparare a conoscere le differenze e scegliere l’indicatore giusto per le condizioni di mercato in cui siamo, è una cosa altrettanto fondamentale, così come la scelta della giusta coppia di forex su cui fare trading. Non si può sottolineare abbastanza l’importanza di seguire queste due semplici regole.
Molte volte siamo tentati di entrare in una posizione solo perché in questo momento si sta muovendo e non vogliamo assolutamente perdere l’occasione. Conoscere gli indicatori ci permette di aprire delle posizioni meno rischiose, ma attenzione perché utilizzare l’indicatore sbagliato può portare a dei falsi segnali.
L’indicatore momentum, che permette di capire la direzione del trend, ne misura anche la forza. Il Momentum è una misura del tasso di variazione di prezzo. Conoscere l’andamento del trend è molto importante,dato che una forza maggiore suggerisce la sua continuazione, mentre una diminuzione di tale forza potrebbe indicare una pausa, ovvero un andamento laterale, oppure un’inversione del trend stesso.
Gli oscillatori sono degli indicatori molto vantaggiosi quando si tratta di capire l’andamento di una tendenza che non può essere facilmente osservabile guardando un grafico. Gli oscillatori più comuni sono l’oscillatore Stocastico, l’RSI e il CCI.
Gli oscillatori misurano anche le situazioni di ipercomprato e di ipervenduto. Il problema con questo tipo di indicatori è che in un forte trend rialzista i prezzi entrano un una fase di ipercomprato in maniera molto veloce. Nonostante questo, essendo il trend in salita, vendere non è una buona idea, altrimenti si potrebbe rischiare di toccare lo stop loss. Lo stesso accade con i trend al ribasso, quando sono forti portano velocemente ad una situazione di ipervenduto. Ecco perché gli analisti tecnici usano una varietà di oscillatori.
La volatilità è una misura della tendenza di una data coppia di valute ad oscillare in un range di prezzi definito, durante un determinato periodo di tempo. La volatilità ha diversi utilizzi e interpretazioni possibili.
In primo luogo, il grado di volatilità del prezzo di una coppia di valute in particolare può essere usato per determinare se si può investire in tale coppia di valute o meno. Un basso livello di volatilità può suggerire che una coppia di valute tenderà a mantenere la propria tendenza di fondo, mentre un alto grado di volatilità può suggerire che una coppia di valute si muove molto sulla sua tendenza.
Sapere questa cosa può essere utile per l’integrazione, nel proprio trading, di strategie di investimento che considerino la volatilità in diversi modi, tra cui la probabilità che ci sia una variazione di prezzo e un cambiamento di tendenza, durante il periodo in cui facciamo trading.
In secondo luogo, quando una coppia di valute tende ad avere un certo range di volatilità per un periodo prolungato di tempo, può significare che ci sarà a breve un cambiamento di tendenza. Se il prezzo dovesse rompere la gamma dei prezzi della volatilità, che ha mantenuto per un certo periodo, la cosa può significare che presto potrebbe esserci un andamento del prezzo nella direzione della rottura.
In terzo luogo, il riconoscimento dei cicli di volatilità può essere utile per determinare i tempi appropriati per anticipare un breakout dei prezzi. Le valute hanno infatti dei cicli con un alto grado di regolarità. Proprio la volatilità può essere decisamente interessante per creare una sorta di indicazione per il trader per capire dove e come muoversi.
La volatilità, che molti trader guardano come nemica, è in realtà una grande compagna per chi fa trading, dato che permette di operare con maggior cognizione di causa.
Abbiamo parlato di arbitraggio nello scorso articolo, definendolo come una cosa che bisogna fare subito per guadagnare denaro dato che ha una durata molto breve. Ci si potrebbe chiedere allora come i trader riescono ad identificare queste opportunità visto che il lasso di tempo disponibile è molto breve, e i calcoli sono intricati.
Riuscite ad immaginare un trader a fissare una tabella dei tassi di cambio freneticamente toccando la calcolatrice cercando di trovare una tale opportunità? Decisamente no. L’arbitraggio è reso possibile dall’uso di un software in grado di analizzare il mercato e di informare immediatamente il commerciante di questa opportunità. Tale software è spesso fornito dai broker o può essere acquistato o scaricato in modo indipendente.
Esistono anche delle versioni che possono essere usate direttamente online, alcune delle quali sono gratuite. La cosa importante da ricordare è che per essere in grado di prendere parte all’arbitraggio è vitale disporre di un feed live dei tassi di cambio e di una solida connessione ad Internet, molto affidabile.
Come potete vedere servono tre diverse posizioni per realizzare 43,23 dollari di profitto, come abbiamo visto nello scorso articolo. Questa strategia non è affatto limitata a sole 3 posizioni, dato che è possibile coinvolgere un qualsiasi numero di transazioni con un qualsiasi numero di coppie di valute.
Per poter fare soldi con l’arbitraggio è necessario avere un equilibrio commerciale o essere disposti a sfruttare l’account molto pesantemente. Per la maggior parte delle volte, infatti, l’arbitraggio è solo una piccola parte di come opera un trader esperto nel mercato delle valute. Per un trader inesperto, invece, l’arbitraggio non è un modello commerciale ideale per iniziare, così come non è nemmeno la migliore opzione per fare reddito sostenibile in maniera continua, dedicandosi per la maggior parte del tempo solo ad esso. Deve piuttosto essere visto come un modo per poter guadagnare denaro extra.