Il mercato del forex è unico tra tutti i mercati finanziari del mondo, nel senso che non c’è bisogno di attendere che il mercato salga per avere delle occasioni di guadagnare denaro. Il Range trading è una strategia che si avvale dei movimenti di bassa volatilità del mercato valutario, quando siamo davanti ad un trend laterale.
Su un grafico con andamento laterale, infatti, ci sono delle linee di supporto e di resistenza che si formano e che delimitano il prezzo delle coppie di valute, portandolo a rimbalzare all’interno di queste linee di supporto e di resistenza, fino a tornare sempre verso il punto a metà strada. I trader possono prendere denaro in queste situazioni, comprando vicino al livello di supporto e vendendo vicino al livello di resistenza, piuttosto che cercare di prendere un break out.
La prima cosa è scegliere la giusta coppia di valute. In genere, bisogna cercare delle coppie che hanno un basso tasso di interesse. Un buon esempio di questo è la coppia di valute EUR / CHF. La maggior parte delle esportazioni svizzere vanno verso l’Unione europea e la Svizzera è circondata geograficamente da parte dell’Unione europea.
Determinare il livello di supporto e di resistenza. Questi livelli possono essere scelti con dei valori che possono essere calcolati anche con degli appositi strumenti, come le Bollinger Bands o i livelli di Fibonacci.
Nelle posizioni lunghe, bisogna fissare dei limiti nella parte superiore della resistenza e al di sotto del livello di supporto. Questo è importante per non rischiare troppo se il mercato non va come previsto.
Non bisogna essere avidi, piuttosto porsi degli obiettivi concreti da ogni posizione. Seguite con attenzione la strategia del trading range al fine di avere un guadagno. Per chi volesse fare trading in questo modo, ricordate che anche se si potrebbe essere in grado di fare denaro sulle tendenze, potreste anche andare in confusione.
Abbiamo iniziato a parlare, nello scorso articolo, di cosa lo scalper dovrebbe fare per poter operare in maniera efficace sul mercato. Abbiamo anche parlato del fatto che ci sono una serie di valori macro economici che questo tipo di investitore dovrebbe tenere in considerazione. La ragione per la quale i mercati vengono influenzati così pesantemente dai dati macro economici è perché questi sono delle indicazioni accurate ed affidabili della forza o della debolezza economica di un paese.
Le statistiche sono elaborate ed analizzate utilizzando delle formule molto complesse, che è quasi impossibile manipolare. Queste cifre sono sia trasparenti che a disposizione di tutti allo stesso tempo, per cui vi è un senso generale nel fatto che il mercato valutario sia un campo dove giocano sia gli investitori grandi che quelli piccoli.
Queste statistiche sono in genere rilasciate intorno allo stesso periodo di tempo, ogni mese, con l’eccezione di quei dati che vengono rilasciati trimestralmente, come il PIL, e distribuiti da tutti i principali attori del mercato.
Tuttavia, un rapporto positivo o negativo sulla disoccupazione non significa necessariamente una modifica dei tassi di cambio. Ad esempio, se si assume che un investitore sia interessato al tasso di cambio tra il dollaro e l’euro e i dati trimestrali del PIL hanno mostrato un forte aumento, pari al 5%, dell’economia americana, ma un aumento del 2% per la zona euro, un commerciante Forex inesperto potrebbe supporre che il dollaro dovrebbe aumentatare contro l’euro.
Purtroppo non è così semplice, dato che le cifre in sé non riescono a spostare i tassi di cambio. In realtà, è la percezione e le aspettative del mercato che faranno muovere i tassi. Quindi, anche se l’economia statunitense è cresciuta più rapidamente della zona euro, il dollaro potrebbe ancora perdere terreno nei confronti dell’euro sul mercato dei cambi. L’economia americana poteva infatti avere una previsione di crescita del 7,5%, mentre la zona euro aveva delle aspettative di crescita molto basse e attese attorno all’1%. Pertanto l’economia statunitense è cresciuta a circa la metà del tasso atteso, mentre la zona euro è cresciuta del doppio rispetto a quanto atteso, quindi, è più probabile che il dollaro perda terreno nei confronti dell’euro.
Negli scorsi articoli abbiamo parlato delle posizioni aperte in favore del trend e di quelle aperte contro il trend stesso. Ora ci chiediamo quanto tempo conviene tenere aperta una posizione per chi fa trend following, ovvero fa trading in favore del trend.
La risposta esatta non c’è, almeno non una risposta valida per tutti. Per essere esatti conviene mantenerla il più a lungo possibile, fino a quando si riescono a mantenere le motivazioni che ci hanno portato ad aprire quella data posizione.
Se il trader non riesce più ad identificare le ragioni per cui ha aperto la posizione o se non crede, per qualche ragione, che la posizione debba più essere tenuta aperta, si possono usare degli schemi tecnici al fine di trovare il punto perfetto di uscita. Anche se il trader è a conoscenza di dati fondamentali molto importanti ed è in grado di valutarli in modo corretto, l’analisi tecnica può fornirgli un sistema molto utile di preallarme.
Se l’azione dei prezzi suggerisce fortemente che ci sia qualche errore di prospettiva fondamentale, è possibile usare i segnali tecnici come un’occasione per rivalutare e per riesaminare la sua decisione di base.
I migliori strumenti tecnici per seguire la linea di tendenza sono forniti dalle medie mobili e dalle tabelle dei prezzi semplici. I grafici a barre, le candele e molti altri strumenti possono essere altrettanto utili se impiegati con le medie mobili. E ‘anche possibile utilizzare il movimento crossover, oltre a tanti altri metodi. Ma indipendentemente da quale strumento tecnico si scegliere di utilizzare è necessario assicurarsi di non complicare la base della propria strategia, dato che si sta seguendo una tendenza.
Mantenere dunque la posizione per il tempo giusto è una cosa molto importante per poter riuscire a trarre il massimo dalla posizione aperta, senza rischiare di perdere denaro da posizioni chiuse troppo presto.
Come si fa per usare il trend following? Ovvero, in che maniera possiamo fare trading seguendo il trend in corso ed averne dei profitti? Sicuramente bisogna familiarizzare con il quadro generale del mercato e capire ciò che spinge gli operatori a fare determinate cose piuttosto che altre. A questo punto bisogna riconoscere la fase del ciclo economico.
La tendenza che bisogna cercare è diversa da una tendenza che può derivare da delle fluttuazioni casuali di prezzo. I movimenti di prezzo, in assenza di qualsiasi indicatore tecnico, possono essere ancora riconosciuti come una tendenza. In altre parole, vi è una certa convinzione che l’azione dei prezzi permette al trader di identificare facilmente un trend.
A seconda del tipo di tendenza, ovvero se si ha un trend al ribasso o meno, i punti più alti e più bassi successivi dovrebbero costituire una salita o una discesa del modello, con poche irregolarità. Ma questo caso è spesso una rarità e il trader ha bisogno di usare degli schemi tecnici, anche con una convinzione che forse può essere acquisita soltanto attraverso l’analisi fondamentale.
Anche se la tendenza può essere identificata visivamente, a volte conviene utilizzare anche degli strumenti tecnici, questo per il semplice fatto che, anche se possiamo notare l’esistenza di un trend, c’è comunque bisogno di avere degli strumenti tecnici, che possano anche confermare quanto abbiamo capito fino ad un dato momento.
Riuscire a prevede i punti di inversione del mercato basandosi solo su una base tecnica è una cosa difficile e che difficilmente ha successo. Le vere inversioni dei trend si possono identificare con un’analisi fondamentale. Nonostante questo l’analisi tecnica viene usata per capire quando aprire una posizione o quando chiuderne una già aperta. Queste sono cose necessarie e vantaggiose.
Ecco dunque il principio fondamentale di una strategia che segue il trend: riconoscere la tendenza, identificare i movimenti in contro tendenza ed usarli per entrare in una posizione in direzione del trend.
Se il mercato è in una situazione di trend i prezzi mantengono la loro direzione anche se il loro tasso di variazione è più lento. Alla fine i prezzi accelereranno mano a mano che si segue la linea di tendenza, fino ad invertire nuovamente la direzione del trend, annullando una eventuale divergenza osservata in questo processo. Come tale, le divergenze possono creare dei falsi segnali che inducono in errore i trader che non riescono a riconoscere quando una tendenza è a posto.
Diamo un’occhiata ad alcuni esempi di trading reale per illustrare l’applicazione pratica degli strumenti a nostra disposizione per vedere come possono essere utilizzati per evitare il paradosso trend / no-trend. Tra gli esempi che possiamo vedere il MACD potrà essere utilizzato per indicare il moto dei prezzi, anche se è possibile usare anche altri oscillatori, a seconda delle preferenze di ognuno.
L’analisi della linea di tendenza rivela anche dei movimenti di prezzo della durata di più giorni, identificato delle linee di tendenza. Attenzione a usare un solo indicatore, dato che in alcune occasioni si potrebbe essere tentati di entrare in una posizione sbagliata. Successivamente l’azione dei prezzi ci permette di anticipare le mosse del mercato.
Una ottima interazione è quella che c’è tra ADX e il MACD, dove l’assenza di una tendenza indica ai trader che dovrebbero concentrarsi sulla dinamica sottostante per valutare la direzione dei prezzi. Diamo poi un’occhiata a un esempio in cui una tendenza è presente.
I mercati finanziari sono intrinsecamente degli ambienti dinamici. Da nessuna parte questa considerazione è più evidente che nello studio del paradosso trend / no trend. Le regole di trading che si applicano un giorno potrebbero essere obsoleto già entro il giorno successivo. Il concetto di analisi tecnica suggerisce agli operatori che devono utilizzare degli strumenti tecnici e dinamici per adattarsi ai mercati in continua evoluzione.