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La politica monetaria, parte 4

La politica monetaria, parte 4

Terminiamo in questo articolo il discorso sulla politica monetaria, che abbiamo iniziato negli scorsi articoli e che abbiamo capito essere molto importante, se non addirittura fondamentale, per poter avere successo nel nostro trading.

All’interno della politica monetaria ci sono i tassi di riferimento, uno degli strumenti più importanti che regolano l’attività economica di una banca centrale. Essi consentiranno di sostenere la crescita, ma anche di poter lottare contro l’inflazione.

Infatti, più i tassi di interesse sono bassi e più una banca può offrire ai propri clienti dei prestiti con tassi di interesse bassi e vantaggiosi. Così, l’economia di un paese diventerà più forte, aumentando la liquidità nel circuito finanziario.

Al contrario, un aumento dei tassi avrà lo scopo di limitare la domanda di liquidità da parte delle banche. L’obiettivo è quello di lottare contro l’inflazione, al fine di evitare un eccessivo surriscaldamento dell’economia.

Va inoltre osservato che i tassi d’interesse influenzano direttamente il valore di una moneta. Infatti, più una valuta è remunerata, dunque ha un alto tasso di interesse, maggiore è la domanda di moneta.

Anche i requisiti delle riserve sono importanti. In questo caso parliamo delle riserve di liquidità che le istituzioni finanziarie devono depositare presso la banca centrale. Il sistema prevedere dei requisiti minimi per le riserve, al fine di stabilizzare il tasso di interesse del mercato monetario, di creare o di ingrandire un bisogno strutturale di rifinanziamento e di contribuire, se necessario, al controllo della crescita monetaria.

L’importo della riserva dovuta da ciascuna istituzione è determinata sulla base di una percentuale dei depositi in essere.

Ad esempio, se una banca ha 1 miliardo di euro di depositi e il tasso di riserva obbligatoria è del 10%, la banca stessa dovrà depositare necessariamente 100 milioni.

Le riserve sono remunerate ad un tasso corrispondente al tasso di interesse medio del periodo in cui sono tenute dalla banca centrale. Nel corso del 2010 tale remunerazione è stata dell’1%.

La politica monetaria, parte 3

La politica monetaria, parte 3

Andiamo a vedere altre operazioni che solitamente le banche centrali fanno in termini di politica monetaria, sempre molto importanti per il nostro mercato delle valute. Si parla di operazioni su iniziativa, ovvero quelle operazioni che vengono messe in essere con lo scopo di fornire o di assorbire liquidità overnight, ma fatte anche al fine di segnalare l’orientamento generale della politica monetaria e per una certa vigilanza del mercato e dei suoi tassi, giorno dopo giorno.

Parlando di politica di credito, ovvero di impostazione dei tassi di interesse, possiamo dire che questi tassi sono tre. Si parla così del tasso di rifinanziamento, utilizzato durante le operazioni di mercato aperto. Questo tasso determina il costo del credito che le banche centrali forniscono alle banche commerciali in cambio di attività idonee. Tale costo varia a seconda della quantità di credito che la banca centrale vuole distribuire.

C’è poi il tasso di rifinanziamento marginale, che le controparti possono utilizzare per ottenere liquidità overnight dalla banca centrale a fronte di attività idonee. Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale costituisce in genere un limite massimo sul mercato giornaliero dei tassi di interesse. Questo tasso sarà utilizzato solo in casi di emergenza, dato che le banche commerciali potranno utilizzarlo solo se il mercato interbancario si illiquida, ovvero perde denaro, come ad esempio è accaduto durante la crisi dei mutui subprime.

Infine, si parla di tasso di impianto, ovvero quello richiesto per costituire dei depositi overnight presso le banche centrali. Il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale ha in genere un limite minimo per il mercato overnight. Tale limite corrisponde al tasso pagato sui depositi dalla banca centrale alle banche commerciali. Questo tasso è inferiore al tasso di rifinanziamento. Questa soluzione non è adottata da tutte le banche, ad esempio basta notare che la Fed non paga i depositi delle banche commerciali, mentre la BCE lo fa.

FED, riviste le stime di crescita economica

FED, riviste le stime di crescita economica

Il dollaro ha perso terreno nei confronti dell’euro dopo che nella giornata di ieri la Federal Reserve ha rilasciato una visione leggermente più cauta dell’andamento dell’economia degli Stati Uniti, appesantita ancora e di nuovo dal bassissimo tasso di interesse e portando gli investitori a vendere il biglietto verde in favore di attività più rischiose ma d’altra parte più redditizie.

L’euro supera dunque saldamente il livello di 1,23 dollari dopo che nella mattinata di ieri era sceso anche al di 1,22 dollari.

La dichiarazione della Fed suggerisce che i tassi d’interesse potranno rimanere così bassi ancora per un lungo periodo, dando dunque abbondante liquidità per gli investimenti in asset più rischiosi. Sono le parole di alcuni esperti del settore.

Ma come si è comportato il biglietto verde anche contro le altre valute in seguito alla dichiarazione della FED? Nella sessione pomeridiana di ieri l’euro era circa a quota 1,2320 dollari, contro 1,2270 della giornata precedente. Il dollaro è in calo contro lo yen giapponese. La valuta nipponica ha guadagnato anche contro l’euro. La sterlina britannica ha guadagnato terreno nei confronti del dollaro USA, mentre contro il franco svizzero, il dollaro era in calo.

L’ICE Dollar Index, che riproduce il valore del dollaro contro un paniere ponderato di valute, era anche in calo.

I funzionari della Fed che hanno declassato le prospettive per l’economia statunitense, indicano dunque che i tassi di interesse a breve termine potrebbero restare a tale livello record fino al prossimo anno, al fine di sostenere la crescita del paese.

Inoltre, considerando il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti, questo dovrebbe rimanere elevato ancora per un po’. Allo stesso modo, si prevede che l’inflazione possa rimanere bassa. La FED si dice dunque convinta del fatto che non c’è ragione nell’aumentare i tassi di interesse immediatamente, dato che questo potrebbe influire negativamente sul dollaro.

Come i tassi di interesse e la bilancia commerciale influiscono sul Forex

Come i tassi di interesse e la bilancia commerciale influiscono sul Forex

Sappiamo che l’offerta di moneta è determinata dai tassi di interesse e che le variazioni degli stessi hanno effetti che sono continui per tutto il periodo di tempo determinato dalle politiche delle banche centrali. E’ una cosa che abbiamo visto negli scorsi articoli. Ora siamo pronti a costruire una strategia di investimento nel mercato delle valute. Sappiamo che la condizione base è quella di vendere una moneta la cui banca centrale ha stabilito dei tassi di interesse bassi, mentre si comprano quelle in cui la banca centrale ha stabilito dei tassi più alti.

Questa operazione viene chiamata carry trade. Mentre colui che fa trading al dettaglio acquisterà valuta ad alto rendimento, anche con l’obiettivo di tenerla per un periodo di tempo lungo, proprio per guadagnare sulla differenza dei tassi di interesse, gli attori più importanti, coem le imprese commerciali, gli hedge funds e le banche, utilizzeranno la moneta per finanziare altri investimenti. Il carry trade è un ottimo modo di sfruttare le tendenze dei tassi di interesse per fare profitti nel mercato delle valute.

Anche la bilancia dei pagamenti è un altro fattore che occorre prendere in considerazione. La bilancia dei pagamenti è il bilancio di una nazione, ovvero la differenza tra entrate e uscite. A che cosa serve la bilancia dei pagamenti per chi fa forex? Tale valore è praticamente alla stregua del bilancio aziendale per chi opera in borsa. E’ praticamente la misura più completa per valutare la salute economica di una nazione.

Il saldo commerciale è la componente più elementare della bilancia, ed è la differenza tra la somma delle importazioni e quella delle esportazioni, sia di beni che di servizi. Un valore positivo indica un avanzo, mentre un valore negativo indica un disavanzo e significa che la nazione sta importando più di quanto possa vendere.

Nel prossimo articolo continueremo a vedere in che maniera la bilancia commerciale si forma e come essa può influire sull’andamento delle valute.

L’influenza dell’inflazione sui tassi di interesse

L’influenza dell’inflazione sui tassi di interesse

Indipendentemente dei principi della banca centrale in questione, l’inflazione gioca sempre un ruolo cruciale nel determinare la direzione delle politiche delle banche centrali. Inoltre, a prescindere da ciò che si dice durante la comunicazione degli obiettivi, le banche centrali non possono mai essere completamente insensibili alle aspettative e alle richieste di politici, imprenditori e consumatori in generale.

Così, esaminando le decisioni storiche delle banche centrali relativamente all’andamento dei tassi di interesse, troviamo che queste attribuiscono un valore molto grande alla crescita del PIL e all’andamento dell’economia.

Andando a guardare l’andamento dei tassi di interesse, un trader deve necessariamente considerare sempre l’inflazione, almeno durante i periodi di crescita economica sana e forte. Se invece si stanno vivendo dei tempi difficili dal punto di vista economico, allora l’inflazione dovrebbe, più o meno, essere ignorata, in favore di altri dati, come ad esempio quelli delle statistiche sulla disoccupazione. Le banche centrali non possono infatti subire gli effetti di un’elevata disoccupazione. Per questo motivo in questi periodi i tassi di interesse sono molto probabilmente destinati a scendere.

Come si possono usare le variazioni dei tassi di interesse e le tendenze per fare degli investimenti a lungo termine?

La chiave per la realizzazione di investimenti di successo nel mercato del forex sta nella capacità di isolare i dati rilevanti per la nostra analisi. Ogni trader ha tanti dati economici che può prendere in considerazione. Tali dati sono “frammentati”, nel senso che arrivano da più paesi e fanno parte di un tutto. Per questo motivo il trader dovrebbe prendere delle decisioni solo dopo che è stato in grado di ricostruire questo tutto.

Il periodo di tempo durante il quale gli effetti delle variazioni dei tassi di interesse sono sentiti sul mercato termina nel momento in cui le banche centrali invertono le politiche fatte. Dunque l’effetto di un cambiamento nella politica economica della banca durerà fino a quando tale politica non verrà variata. Il tasso di interesse non è dunque un evento, ma ha effetti per tutto il periodo di tempo durante il quale la banca centrale lo mantiene.

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