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Il Regno Unito forse in una seconda recessione?

Il Regno Unito forse in una seconda recessione?

L’economia si è ridotta più del previsto negli ultimi tre mesi del 2011, aumentando i timori che il Regno Unito stia tornando in recessione. C’è stata una contrazione dello 0,3 per cento tra ottobre e dicembre, secondo l’Office for National Statistics, un dato peggiore rispetto alla stima precedente di un calo dello 0,2 per cento.

La revisione al ribasso è arrivata dopo che dei dati statistici hanno identificato un calo maggiore del previsto nel settore dei trasporti, delle comunicazioni e del settore dei servizi al business, così come quello dei servizi finanziari. Le statistiche inoltre sottolineato una diminuzione delle finanze delle famiglie, il cui reddito disponibile reale è in diminuzione dello 0,2 per cento su base di tre mesi e del 1,2 per cento su base annuale.

La debolezza evidenziata in questi dati, in combinazione con la scarsa produzione e con le basse vendite al dettaglio, rendono più probabile che l’economia si contragga nei primi tre mesi di quest’anno, cosa che metterebbe il Regno Unito in una recessione tecnica.

Sono inoltre cambiate le stime di crescita del paese. Nel primo trimestre la crescita dell’anno è stata rivista al ribasso allo 0,2 per cento, mentre nel secondo trimestre è stata rivista verso il basso con una contrazione dello 0,1 per cento. La crescita nel terzo trimestre è stata rivista ed è prevista pari allo 0,6 per cento. Il risultato di tutti questi cambiamenti è che ora il paese dovrebbe avere una crescita totale più bassa.

Se questi dati dovessero essere confermati, il Regno Unito sarà ufficialmente di nuovo in recessione, la seconda in soli tre anni. Tuttavia, la maggior parte degli analisti, incoraggiati dai dati forti che arrivano dalle imprese, prevedono che l’economia tornerà ad avere un modesto aumento nel corso dei primi tre mesi di quest’anno.

Importanti dati da tenere in considerazione per fare trading sulla sterlina inglese, che potrebbe risentirne negativamente.

Regno Unito, l’inflazione rallenta

Regno Unito, l’inflazione rallenta

L’inflazione nel Regno Unito si è ancora una volta attenuata nel mese di febbraio, portando al ribasso le spese per l’energia elettrica e il gas. L’indice dei prezzi al consumo per il mese di febbraio ha registrato un aumento del 3,4 per cento, in calo dal 3,6 per cento di gennaio ma superiore alla previsione media del 3,3 per cento. Oltre ai costi energetici in calo, anche il calo del costo del settore della ricreazione e cultura, oltre che quello dei trasporti, hanno contribuito ad una crescita minore.

L’inflazione dei prezzi al consumo è scesa un po’ meno di quanto sperato per il mese di febbraio, il che alimenta la preoccupazione che l’inflazione si dimostrerà più difficile da combattere, rispetto a quanto sperato, nei prossimi mesi, soprattutto alla luce dei prezzi del petrolio. I prezzi della benzina hanno raggiunto infatti un livello record nel mese di marzo. Mese su mese, l’aumento dei prezzi al consumo è stato dello 0,6 per cento, in calo dello 0,7 per cento nello stesso periodo dello scorso anno.

Nell’ambito delle categorie che compongono l’indice, i prezzi di abbigliamento e delle calzature, che di solito mostrano un aumento nel mese di febbraio a causa delle vendite fatte registrare a gennaio, sono aumentate del 2,9 per cento. Relativamente al settore dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche, c’è stato un aumento più modesto, pari ad 1,2 per cento.

I contributi più significativi al calo dei prezzi al consumo è attribuibile anche ai servizi abitativi e a quelli per la casa, in cui i prezzi sono diminuiti dello 0,3 per cento tra gennaio e febbraio.

A contribuire alle varie riduzioni dei prezzi sono stati anche le tariffe dei trasporti su strada e delle tariffe aeree, che sono scesi dell’1,6 per cento nel mese di febbraio dopo essere saliti bruscamente nello stesso mese dell’anno scorso, nel 2011.

Regno Unito, si parla di ulteriori stimoli monetari

Regno Unito, si parla di ulteriori stimoli monetari

Sembra che il comitato di politica monetaria, noto anche come MPC, in Inghilterra ritenga che l’economia abbia bisogno di uno stimolo ancora più grande di iniezione di denaro rispetto alle 50 miliardi di sterline di cui si parlava qualche tempo fa nel paese di sua Maestà. Ora si parla di 75 miliardi di sterline di quantitative easing. Ma non tutti i membri del MPC sono d’accordo.

La decisione ha sorpreso gli analisti, che si aspettavano che alcuni membri potessero votare per un aumento più piccolo. Questo ha portato la sterlina a cadere a quota 1,5668 contro il dollaro e a quota 1,1825 contro l’euro. L’economia del Regno Unito è ancora in una situazione molto precaria, non vi è stato un gran recupero da quella che è stata una delle più profonde recessioni nella storia del paese. La politica monetaria ha dunque bisogno di rilanciare la domanda il più rapidamente possibile.

E’ inoltre stato dipinto un quadro più diviso. Lasciando intendere che il programma di QE potrebbe per ora essere finito, alcuni membri del MPC hanno suggerito che si potrebbe anche pensare di non intraprendere alcuna ulteriore azione nel mese inglese, mantenendo l’orientamento attuale della politica monetaria.

C’è infatti il rischio che, qualora l’aumento da 75 miliardi di sterline potesse passare, si potrebbe inviare il messaggio sbagliato al mercato, con conseguente calo della sterline inglese. Date le aspettative del mercato, un maggiore incremento del valore del denaro che verrà immesso nel mercato potrebbe indicare che la situazione economica è più debole di quanto sia in realtà. Ecco perché c’è ancora chi pensa a come poter fare e in che maniera poter operare.

Nonostante la reazione della sterlina a questa notizia, il MPC ha convenuto che sembra probabile una crescita nel primo trimestre del 2012 e che tale crescita potrebbe essere più forte di quanto si era inizialmente previsto, ecco che l’economia dovrebbe rafforzarsi gradualmente.

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere, parte 2

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere, parte 2

Continuando a parlare di banche e di settore immobiliare nel Regno Unito, vediamo che tra le banche più convenienti, alla fine, risulta esserci la scozzese Halifax, istituto di credito che ha contribuito a sostenere la domanda in un momento difficile del mercato. La caduta dei prezzi delle case e i tagli ai tassi dei mutui negli ultimi anni hanno determinato un significativo miglioramento nella economicità alloggi per coloro che sono in grado di aumentare il deposito necessario per richiedere un finanziamento.

I pagamenti ipotecari per un mutuatario tipico, prima casa, ora è al minimo dal 1997, in proporzione al reddito. Il netto miglioramento nella economicità è stato un fattore chiave a sostegno della domanda di case nel 2011, fattore fondamentale per l’economia e per una ripresa della stessa. La prospettiva che i tassi base da parte della banca di Inghilterra verranno tenuti al minimo ancora nel prossimo futuro, almeno fino al 2016, dovrebbe mantenere la convenienza a livelli favorevoli anche in questo anno. Questo dovrebbe sostenere il mercato nei prossimi 12 mesi, contribuendo a compensare l’impatto delle pressioni negative dovute alla crisi economica delle famiglie, sia per quanto riguarda le finanze che per l’incertezza sulle prospettive economiche.

Nonostante le occasioni diventano sempre più accessibili, sono state espresse delle preoccupazioni sul fatto che i mutuatari si troveranno ad affrontare una lotta più grande per poter soddisfare degli stretti criteri di finanziamento quest’anno, nonostante la disponibilità più ampia di offerte di finanziamento. All’inizio di questo mese, infatti, la Banca d’Inghilterra ha detto che potrebbero esserci delle regole di prestito più severe.

In ogni caso il settore immobiliare è fondamentale in ogni paese e la richiesta di finanziamenti a tassi più agevolati permette di avere un interessante modo per investire il proprio denaro. L’acquisto di case è fondamentale per indicare il benessere di un paese. Certo, ci sono anche altri fattori, come i consumi quotidiani, ma il settore immobiliare è stato un fattore critico e chiave della crisi, sia negli USA che in zona euro.

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere

Le rate del mutuo, per i nuovi mutuatari di Gran Bretagna e Scozia, hanno raggiunto i loro livelli più convenienti da 14 anni a questa parte, con i pagamenti che, in alcune zone della Scozia e dell’Inghilterra settentrionale, si trovano a meno di un quinto di quanto pagato precedentemente. Le rate del mutuo per i nuovi mutuatari, in media, è sceso nel corso del quarto trimestre 2011.

Questo segna la percentuale di interesse più bassa dalla primavera del 1997. Lo studio ha evidenziato una chiara spaccatura tra nord e sud, con le aree meno accessibili che si trovano ovviamente a Londra e nel sud-est. Kensington e Chelsea, a Londra, sono i distretti di Londra dove si ottengono ancora oggi i prestiti a tassi decisamente meno convenienti.

Le aree scozzesi di East Ayrshire, West Dunbartonshire e North Ayrshire, sono risultati i primi tre distretti più convenienti del Regno Unito. In tutto il paese, che secondo gli esperti si trova ad affrontare una nuova fase di recessione, le rate del mutuo sono quasi dimezzate, soprattutto in rapporto al picco che era stato registrato nel 2007. Anche i prezzi delle case sono scesi, insieme ai tassi ipotecari.

Su base regionale, la Scozia ha le case più accessibili nel corso dell’ultimo trimestre del 2011, mentre tra le case meno accessibili vediamo quelle a Londra, ma ovviamente dipende dalle zone. Yorkshire e Humberside, oltre che l’Irlanda del Nord, sono le zone in cui i pagamenti dei mutui sono più abbordabili, mentre i pagamenti nel sud-est sono tipicamente più alti e arrivano a coprire, per ogni rata, circa 1/3 del reddito.

Gli istituti di credito offrono oggi  alcuni dei tassi di interesse più economici in assoluto, dato che la Banca d’Inghilterra ha deciso di mantenere il tasso di base ad uno storico 0,5% , il minimo da diversi anni. Tale tasso sarà mantenuto ancora per diverso tempo.

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