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In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere, parte 2

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere, parte 2

Continuando a parlare di banche e di settore immobiliare nel Regno Unito, vediamo che tra le banche più convenienti, alla fine, risulta esserci la scozzese Halifax, istituto di credito che ha contribuito a sostenere la domanda in un momento difficile del mercato. La caduta dei prezzi delle case e i tagli ai tassi dei mutui negli ultimi anni hanno determinato un significativo miglioramento nella economicità alloggi per coloro che sono in grado di aumentare il deposito necessario per richiedere un finanziamento.

I pagamenti ipotecari per un mutuatario tipico, prima casa, ora è al minimo dal 1997, in proporzione al reddito. Il netto miglioramento nella economicità è stato un fattore chiave a sostegno della domanda di case nel 2011, fattore fondamentale per l’economia e per una ripresa della stessa. La prospettiva che i tassi base da parte della banca di Inghilterra verranno tenuti al minimo ancora nel prossimo futuro, almeno fino al 2016, dovrebbe mantenere la convenienza a livelli favorevoli anche in questo anno. Questo dovrebbe sostenere il mercato nei prossimi 12 mesi, contribuendo a compensare l’impatto delle pressioni negative dovute alla crisi economica delle famiglie, sia per quanto riguarda le finanze che per l’incertezza sulle prospettive economiche.

Nonostante le occasioni diventano sempre più accessibili, sono state espresse delle preoccupazioni sul fatto che i mutuatari si troveranno ad affrontare una lotta più grande per poter soddisfare degli stretti criteri di finanziamento quest’anno, nonostante la disponibilità più ampia di offerte di finanziamento. All’inizio di questo mese, infatti, la Banca d’Inghilterra ha detto che potrebbero esserci delle regole di prestito più severe.

In ogni caso il settore immobiliare è fondamentale in ogni paese e la richiesta di finanziamenti a tassi più agevolati permette di avere un interessante modo per investire il proprio denaro. L’acquisto di case è fondamentale per indicare il benessere di un paese. Certo, ci sono anche altri fattori, come i consumi quotidiani, ma il settore immobiliare è stato un fattore critico e chiave della crisi, sia negli USA che in zona euro.

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere

In Inghilterra i mutui costano di meno, dunque il settore immobiliare può crescere

Le rate del mutuo, per i nuovi mutuatari di Gran Bretagna e Scozia, hanno raggiunto i loro livelli più convenienti da 14 anni a questa parte, con i pagamenti che, in alcune zone della Scozia e dell’Inghilterra settentrionale, si trovano a meno di un quinto di quanto pagato precedentemente. Le rate del mutuo per i nuovi mutuatari, in media, è sceso nel corso del quarto trimestre 2011.

Questo segna la percentuale di interesse più bassa dalla primavera del 1997. Lo studio ha evidenziato una chiara spaccatura tra nord e sud, con le aree meno accessibili che si trovano ovviamente a Londra e nel sud-est. Kensington e Chelsea, a Londra, sono i distretti di Londra dove si ottengono ancora oggi i prestiti a tassi decisamente meno convenienti.

Le aree scozzesi di East Ayrshire, West Dunbartonshire e North Ayrshire, sono risultati i primi tre distretti più convenienti del Regno Unito. In tutto il paese, che secondo gli esperti si trova ad affrontare una nuova fase di recessione, le rate del mutuo sono quasi dimezzate, soprattutto in rapporto al picco che era stato registrato nel 2007. Anche i prezzi delle case sono scesi, insieme ai tassi ipotecari.

Su base regionale, la Scozia ha le case più accessibili nel corso dell’ultimo trimestre del 2011, mentre tra le case meno accessibili vediamo quelle a Londra, ma ovviamente dipende dalle zone. Yorkshire e Humberside, oltre che l’Irlanda del Nord, sono le zone in cui i pagamenti dei mutui sono più abbordabili, mentre i pagamenti nel sud-est sono tipicamente più alti e arrivano a coprire, per ogni rata, circa 1/3 del reddito.

Gli istituti di credito offrono oggi  alcuni dei tassi di interesse più economici in assoluto, dato che la Banca d’Inghilterra ha deciso di mantenere il tasso di base ad uno storico 0,5% , il minimo da diversi anni. Tale tasso sarà mantenuto ancora per diverso tempo.

Regno Unito, il mercato del lavoro sarà in crisi nel 2012

Regno Unito, il mercato del lavoro sarà in crisi nel 2012

I proprietari delle piccole imprese si troveranno ad affrontare un aumento della pressione per creare posti di lavoro nel corso del prossimo anno. Lo fa sapere il Chartered Institute of Personnel and Development, che prevede che il 2012 porterà un ulteriore aumento della disoccupazione nel Regno Unito. Secondo questa organizzazione, la disoccupazione continuerà ad aumentare, superando il limite attuale di 2,64 milioni di persone senza lavoro, raggiungendo un picco di 2,85 milioni di disoccupati nel 2013.

Il CIPD ha aggiunto che mentre non sono previsti dei licenziamenti di grandi dimensioni nel settore privato, forse saranno perduti ben 120.000 lavori nel settore pubblico. John Philpott, capo consigliere economico presso il CIPD, ha dichiarato che finché c’è un risultato relativamente favorevole circa l’andamento della crisi della zona euro, ci si aspetta che per il 2012 la recessione sarà un po’ più mite rispetto a quella subita nel 2008 e nel 2009.

Ma la cosa che preoccupa di più il Regno Unito è proprio la disoccupazione, che il prossimo anno è prevista in salita. Purtroppo la situazione sarà tale che il mercato del lavoro del Regno Unito nel 2012 sarà più debole di qualsiasi altro mercato del lavoro che si è avuto dopo la recessione dei primi anni ’90. La situazione non è assolutamente rosea per i lavoratori britannici dunque e sicuramente la crisi in Europa dice la sua in merito a questa situazione.

I dati che sono stati rilasciati hanno visto la luce subito dopo che l’Ufficio nazionale di statistica ha rivelato che il numero totale di lavoratori autonomi nel Regno Unito è attualmente pari a 4,1 milioni, il numero più alto in quasi 20 anni. Effettivamente, quando c’è poco lavoro subordinato, bisogna fare qualche cosa e di conseguenza si aprono nuove imprese. Se trovare lavoro è difficile, tentare la strada del lavoro autonomo rimane la sola soluzione, ma con tanta concorrenza è altrettanto difficile.

Regno Unito, il problema della disoccupazione è delicato

Regno Unito, il problema della disoccupazione è delicato

Il numero dei disoccupati in Gran Bretagna è salito di 128.000 unità, arrivando al massimo da 17 anni a questa parte. Praticamente, oggi nel Regno Unito l’8,3 per cento della forza lavoro è disoccupata. Il numero di disoccupati ha superato i 2,6 milioni per il periodo che va da agosto a ottobre, il dato più alto dal 1994. Ma le condizioni di mercato del lavoro non sono più deteriorate come nella prima parte dell’anno.

Il numero di persone che chiedono aiuto perché senza lavoro sono salite di 3.000 unità rispetto alle previsioni di 13.000 circa. Gli economisti prestano molta attenzione a queste cifre perché sono tempestive rispetto ad altri dati sul mercato del lavoro.

Essi sono inoltre divisi su come leggere le statistiche ufficiali. I dati di oggi sono incoraggianti in quanto avrebbero potuto essere peggiori, ma questa è probabilmente la cosa migliore da dire. Alcuni economisti sono in ogni caso ottimisti, considerando che il Regno Unito, grazie a questi dati, è ben lungi dal cadere in recessione.

I dati hanno mostrato anche una differenza netta tra il settore pubblico e quello privato. Il pubblico impiego ha perso circa 276.000 unità quest’anno. Tali perdite sono state praticamente controbilanciate da un aumento di 262.000 unità per l’occupazione nel settore privato. Tuttavia, nell’ultimo trimestre, l’occupazione nel settore privato è aumentata di solo 5.000 unità, mentre l’occupazione del settore pubblico è scesa di 67.000. Delle recenti indagini evidenziano come i datori di lavoro del settore privato si stanno muovendo in maniera molto prudente.

Il numero dei lavoratori autonomi è aumentato di 166.000 unità, il livello più alto sin dal 1992. Può anche darsi che alcune persone, dopo aver perso il lavoro, si siano inventate come lavoratori autonomi, ma in realtà sono disoccupati o quasi.

Il problema della disoccupazione giovanile continua a peggiorare. Il numero di disoccupati di età compresa tra i 16 e i 24 anni si trova ora al 22 per cento.

L’economia si trova ad un punto di svolta

L’economia si trova ad un punto di svolta

L’economia si trova molto vicina al suo collasso, a meno che il declino della crescita e dell’occupazione si inverta. Sono le parole di John Cridland, direttore generale del CBI, che ha dichiarato come l’azione del governo, in questo caso inglese, sia necessaria per stimolare gli investimenti, per aiutare le imprese a migliorare il loro livello di operatività e per migliorare tutto l’ambiente imprenditoriale.

In vista della conferenza stampa della prossima settimana a Londra da parte del CBI stesso, il nuovo direttore generale Cridland ha detto che il governo ha fatto un “autogol” con la sua idea di introdurre un prezzo minimo per il carbonio. Nonostante le critiche, Cridland ha detto che la coalizione ha lavorato affinché le imprese accettassero che la priorità più importante è quella di andare avanti con la riduzione del deficit. Ma Cridland ha anche aggiunto di essere molto soddisfatto dell’attuale operato del tesoro inglese.

Secondo Cridland bisogna fare nel corso dei prossimi mesi tutta una serie di operazioni che possano aiutare, negli anni futuri, l’economia britannica. Egli sposta l’attenzione alle scuole primarie, da dove si dovrebbero iniziare a preparare i giovani al mondo del lavoro, dicendo che il Regno Unito dovrebbe capire come poter operare con quella che lui definisce come la “nuova Europa” , che emergerà quando la crisi dell’eurozona sarà finita.

Un portavoce del Tesoro ha detto che il governo sta usando ogni leva a sua disposizione per proteggere l’economia britannica e per fare in modo che essa rimanga un rifugio relativamente sicuro a fronte della grande instabilità internazionale e dell’incertezza in cui si vive oggi. Il Regno Unito sta anche affrontando delle questioni strutturali di primaria importanza proprio in questo senso, con l’obiettivo di creare delle condizioni a lungo termine che permettano di avere una crescita forte e sostenibile, tale da rendere il paese ancora migliore.

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