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Petrolio, l’anno chiude in salita

Petrolio, l’anno chiude in salita

I prezzi del petrolio sono stati in salita presso la borsa di Londra nella giornata di oggi, oscillando appena sotto gli 80 dollari al barile sull’ultimo giorno di contrattazione dell’anno. Secondo un analista di MF Global “non ci si aspetta di vedere molto in termini di andamento forte nel corso della giornata di negoziazione di oggi, mentre la settimana prossima dovrebbe essere molto più interessante, in quanto non solo ci saranno degli importanti dati macro economici al di fuori degli Stati Uniti, ma la maggiore liquidità dei mercati potrebbe portare una spinta alla direzione del valore del petrolio stesso.

Durante il prossimo mese di gennaio i prezzi del petrolio potrebbero rompere il valore di 80 dollari a barile, Dunque per quanto riguarda il greggio sembra che il 2009 finirà con una nota positiva. Nel corso di un anno molto turbolento per i mercati finanziari, infatti, il Nymex ha vissuto dei valori di 50 dollari a barile, partendo da un minimo di 32,70 dollari al barile lo scorso 20 gennaio fino ad un massimo di 82 dollari al barile il 21 ottobre.

Intanto durante la settimana di Natale la produzione di petrolio è stata pari a 4,9 milioni di barili, ulteriormente alimentata lo scorso mercoledì anche dal fatto che il Dipartimento dei dati energetici ha mostrato il quarto calo consecutivo delle scorte di greggio per gli USA. Gli stock di greggio sono infatti diminuiti durante le ultime quattro settimane di 13,8 milioni di barili.

L’Organizzazione di paesi esportatori di petrolio, l’OPEC, potrebbe anche cambiare la sua posizione durante i prossimi sei mesi, dato che dovrà essere più severa sul rispetto da parte degli stati membri delle regole stabilite, se si vuole avere qualche possibilità di sostenere i prezzi durante il prossimo anno.

Petrolio, attenzione al mercato

Petrolio, attenzione al mercato

Secondo Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, in Europa non c’è un mercato corretto relativamente al petrolio. Quello che è disponibile fino ad ora nel nostro continente non è un vero e proprio mercato del petrolio, bensì un semplice settore o, addirittura, solamente una piattaforma.

Secondo Ortis il mercato manca in maniera totale ed anche la presenza di un cartello codificato, ovvero l’OPEC, non riesce a migliorare la situazione. I prezzi del greggio, infatti, non sono al momento veri, dato che subiscono l’influenza della speculazione e della politica di immissione sul mercato. Allo stesso modo del prezzo, anche i volumi che vengono trattati non sono quelli reali per il motivo che il mercato è inesistente. Su questo problema del mercato l’Europa riesce ad intervenire. Bisognerebbe riuscire a portare un po’ di mercato in questo settore, stabilendo nuovi rapporti con i vari Paesi produttori”.

Ortis continua affermando che la stessa situazione del petrolio è quella che sta vivendo anche il settore del gas. Si parla, in questo caso, della creazione di un cartello. Ma il problema principale è che i contratti non sono assolutamente trasparenti, mentre dovrebbero esserli.

Questa discussione è stata lanciata da Ortis in occasione della presentazione del libro EcoEuropa, che è stato scritto dal direttore della Rappresentanza a Milano, Carlo Corazza. Tra i presenti c’erano, oltre al già citato Ortis, anche Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea, Carlo Andrea Bollino, professore di economia politica all’Universita’ di Perugia.

E’ dunque importante che l’Europa diventi una sorta di terzo interlocutore tra i due principali, ovvero USA e Cina. Solamente in questa maniera si riuscirà ad essere realmente competitivi. E’ inoltre molto importante competere con delle regole che siano comuni a tutti i mercati.

Infine, bisogna anche dare un’importanza crescente al settore dell’energia nucleare.

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