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L’importanza del calendario economico

L’importanza del calendario economico

Vediamo in questo articolo l’importanza di studiare ed analizzare il calendario economico, ovvero l’insieme delle notizie che vengono rese note dai governi e dalle banche di tutto il mondo in termini economici e finanziari, ma non solo. Chi inizia a fare trading Forex potrebbe domandarsi quale tra i vari indicatori tecnici possono dirci con sicurezza che il trend avrà un andamento in salita oppure uno in discesa.

La risposta in questo caso è semplice, dato che nessun indicatore ci permette di prevedere il futuro. Gli indicatori infatti ci permettono di conoscere come il trend potrebbe cambiare, ma questo non significa che il trend si muoverà certamente in quella direzione.

Dunque, che cosa possiamo utilizzare per aiutarci ad identificare un possibile andamento in salita o in discesa del mercato? Uno degli strumenti più utili è senza dubbio un calendario economico. Perché? La parte di analisi fondamentale del mercato è in grado di spingere un trend in salita oppure in discesa, fino ad arrivare a toccare un punto di massimo ed un punto di minimo. Gli indicatori tecnici, invece, ci permettono di sapere come si muove il trend tra questi punti di minimo e di massimo. Solitamente il movimento di un trend in salita ed in discesa sono in genere causate da ciò che succede nell’ambiente del mercato, che è in continua evoluzione. Gli indicatori tecnici non hanno nulla a che fare con i movimenti di un trend, ma ci permettono di prevederlo.

Questo è uno dei motivi per cui la maggior parte degli operatori professionali una sia l’analisi fondamentale che quella tecnica nell’approccio al Forex. Così, è importante studiare il calendario economico, almeno una volta alla settimana, per essere consapevoli di ciò che verrà reso noto durante la settimana in maniera da poter essere preparati.

Investire in commodities

Investire in commodities

Quando si vuole investire denaro, ci sono diverse opportunità che possiamo prendere in considerazione. Ad esempio, possiamo vedere il mercato azionario o quello del Forex, che si basa sulle valute. In aggiunta, è anche possibile aprire dei contratti future sulle materie prime, come ad esempio il grano, l’avena, il mais, il caffè, l’oro, l’argento, il petrolio. A seconda del tipo di merce che si vuole tradare, bisogna rivolgersi ad una particolare borsa.

E’ possibile optare per investimenti nel mercato delle commodities, ad esempio, quanto gli investitori non hanno fiducia nel mercato azionario, in particolare durante i periodi in cui le economie stanno vivendo dei periodi di contrazione economica. In questo caso, si potrebbe voler investire in materie prime al fine di avere un’efficace diversificazione del portafoglio.

Secondo delle analisi che sono state compiute, un buon portafoglio diversificato dovrebbe avere una dotazione di almeno il 5% in oro ed altre materie prime.

C’è ovviamente del rischio anche ad investire in materie prime. Quando un investitore acquista delle merci, sta acquistando dei contratti futures che cessano di esistere alla data di scadenza. Ciò significa che alla scadenza del contratto l’investitore guadagna o perde sulla differenza, oppure può decidere di tenere ancora la merce, ma così facendo non chiudono la posizione e non c’è nessun valore aggiunto.

Solitamente investire in materie prime è consigliato per non rischiare troppo su un unico tipo di investimenti. Il commercio in commodities deve essere fatto in più fasi, in particolare se il mercato è relativamente stabile. La ragione è che, quando il mercato è molto volatile, le transazioni sono effettuate ad un ritmo molto veloce. Nonostante questo, le materie prime non devono essere seguite su base giornaliera o intra-day, dato che per loro natura chiedono di essere quasi “dimenticate” nel momento dell’apertura del contratto e fino a chiusura.

Quando il mercato registra un trend al rialzo, allora è un buon momento per approfittarne e per vendere gradualmente almeno il 25% dei titoli commodities in portafoglio, al fine di bloccarne i profitti.

2009 in utile per la maggior parte delle aziende italiane

2009 in utile per la maggior parte delle aziende italiane

Seocndo Bankitalia la situazione per le imprese italiane non è così negativa come potrebbe sembrare, almeno per quanto riguarda il settore delle costruzioni. Dagli studi che ha effettuato la banca centrale italiana, infatti, il 57,6% delle imprese di questo settore prevede di chiudere il 2009 con un risultato economico positivo. Nel 2008 il numero era stato pari al 72%.

Le analisi che sono state fatte da Bankitalia hanno riguardato 3.874 imprese con almeno 20 addetti. Il risultato d’esercizio è risultato essere migliore, in proporzione, in quelle aziende che hanno oltre 200 addetti. I risultati peggiori invece sono stati quelli delle aziende del nord, dove la percentuale stimata delle aziende che chiuderà il bilancio di esercizio in positivo scende fino a sfiorare quasi il 25%.

Relativamente al 2010 le previsioni sono meno pessimistiche, ma in ogni caso ancora negative.
Inoltre il proseguimento della fase di recessione si pensa potrà ancora interessare ben il 26,9% delle aziende, memtre solo per il 19% di esse si segnala una possibile ripresa.

Un dato significativo che Bankitalia ha studiato è stato anche quello relativo ai prestiti bancari che sono stati chiesti durante gli ultimi 6 mesi. Per quasi la metà delle aziende c’è stato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito. La motivazione principale di questo peggioramento è dovuto al costo eccessivo del finanziamento stesso oppure a delle garanzie eccessive che vengono richieste dagli istituti di credito.

Andando invece a guardare il risultato del comparto edilizio, vediamo che il 47,3% indica che c’è una diminuzione delle attività rispetto allo scorso anno, mentre solo per il 18,4% delle aziende del settore il lavoro è stato in aumento. Nel settore delle opere pubbliche la maggior parte delle aziende ha avuto una diminuzione del lavoro. Anche per il prossimo anno è previsto un calo del valore della produzione delle opere pubbliche.

Trading intraday, consigli

Trading intraday, consigli

Sappiamo che il trading intraday è quello che consiste nell’aprire e nel chiudere nuove posizioni nel giro di una stessa giornata di trading, ad esempio aprendole la mattina e chiudendole la sera. Solitamente per fare trading intraday bisogna prendere a riferimento dei grafici di breve durata, da pochi minuti fino ad un ora, che ci possano servire per valutare sia l’andamento generale del trend che trovare dei punti di trading per poter entrare ed uscire dal mercato.

Il trading intraday è sicuramente una delle tipologie di trading che più crea emozioni nel trader, dato che bisogna controllare con una certa costanza il mercato.

Solitamente una delle cose che bisogna necessariamente guardare è cosa farà il titolo durante i prossimi 30 minuti di contrattazione. Il più delle volte avremo che il titolo continuerà a fare esattamente quello che sta facendo. E’ vero, potrebbe anche invertire il trend ed iniziare a salire se magari c’è stata una forte discesa, così come potrebbe iniziare a scendere se invece c’è stata una forte salita, ma nella maggior parte dei casi continuerà a fare esattamente quello che sta facendo, ovvero salire o scendere.

E’ molto importante riuscire a trovare il momento migliore per riuscire ad entrare in un’operazione. Migliore è il momento di ingresso in un’operazione e migliore sarà il suo rendimento.

Vediamo poi tre interessanti consigli per poter fare trading intraday. Il primo si ha nel caso in cui nella giornata di ieri il titolo ha avuto un inside day, ovvero il massimo è stato minore del massimo del giorno precedente ed il minimo è stato maggiore rispetto al minimo del giorno precedente. In questo caso ci può essere una buona probabilità che il trend continui in quella direzione.

Se invece il titolo apre con un valore inferiore alla chiusura della giornata precedente, allora probabilmente continuerà almeno per un po’ nella stessa direzione. Se invece il titolo ha aperto al di sopra del prezzo di chiusura, anche in questo potremmo attenderci una continuazione nello stesso senso.

Money Management, quali stili possiamo usare?

Money Management, quali stili possiamo usare?

Negli scorsi approfondimenti abbiamo visto l’importanza del money management nella qualità del nostro trading Forex. Ripetiamo ancora una volta che prima di sperare di fare grandi guadagni con il Forex dobbiamo imparare a gestire il nostro denaro. Vediamo ora quali diversi stili di money management possiamo mettere in pratica.

Parlando in via generale, possiamo vedere due diverse modalità per fare money management. La prima vede il trader impostare degli stop loss molto piccoli e tentare di fare un grosso guadagno da ogni singola operazione. La seconda invece vede il trader fare dei piccoli guadagni da operazioni singole e piazzare degli stop loss meno frequenti ma più larghi, in maniera da rimpiazzare una eventuale grande perdita con tanti piccoli guadagni.

Il primo metodo crea un manor peso psicologico sul trader stesso, ma allo stesso modo produce anche alcuni grandi momenti di estasi. D’altra parte, la seconda strategia ha dei momenti di gioia più frequenti ma anche un peso psicologico maggiore. Con il secondo approccio potrebbe anche capitare di perdere, con solo due trading, i guadagni fatti anche in un mese.

Non c’è un metodo ottimale per tutti, dato che dipende dalla nostra personalità, che è un processo di scoperta che ogni trader deve fare in maniera individuale. Uno dei grandi vantaggi del mercato del Forex è che entrambe gli stili sono ben accetti, nel senso che è possibile avere grandi soddisfazioni, anche economiche, da entrambe.

Il Forex uniforma i prezzi e questo è un grande beneficio, dato che è possibile praticare con successo qualunque forma di money management con successo e con lo stesso peso, in termini di costo, sia per chi investe molto denaro che per chi ne investe di meno.

Abbiamo dunque capito che il money management è importante e che un modo per poterlo mettere in pratica è usare gli stop loss, lo strumento per eccellenza che protegge il nostro capitale. Vedremo nel prossimo approfondimento come poter usare questo strumento a nostro favore e quanti tipi di stop loss ci sono.

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