Le borse perdono all’apertura in Asia
E’ stata un’altra brutta giornata per i mercati in Asia quella di oggi, dopo il downgrade del debito pubblico degli Stati Uniti, che ha aggiunto nuovi timori circa le prospettive dell’economia più grande del mondo. Mentre gli investitori hanno una certa fiducia nel fatto che la Banca centrale europea si sta preparando a comprare le obbligazioni italiane e spagnole per evitare una maggiore crisi della zona euro, la mossa non è stata sufficiente per fermare le preoccupazioni dei mercati.
Nella tarda mattinata a Hong Kong, l’indice della borsa è sceso del 2,4 per cento, dopo aver perso l’8,5 per cento la scorsa settimana. Dopo i mercati si sono chiusi nella scorsa giornata di venerdì, Standard & Poors ha abbassato il rating degli Stati Uniti, con un outlook negativo, il che significa che il rating potrebbe essere declassato ulteriormente entro due anni.
I commercianti si sono però scrollati di dosso la paura del downgrade degli Stati Uniti pensando che, un decennio dopo che il Giappone ha perso il rating AAA, i rendimenti dei titoli giapponesi sono ancora all’1 per cento e lo yen è forte come mai.
Tuttavia, i mercati azionari asiatici hanno reagito bruscamente alla notizia del downgrade, perdendo bruscamente in apertura.
La cosa che pesa di più, però, non è il downgrade in sé, ma la condizione generale di incertezza. Ciò rende le prospettive economiche marginalmente meno certe.
Un tuffo dei mercati azionari come quello che si è visto la scorsa settimana si è avuto l’ultima volta solo nel 2008, quando Lehman Brothers è fallita. Ma quello fu l’inizio della crisi economica come la conosciamo oggi.
Anche se l’Asia non è al centro delle preoccupazioni, i suoi mercati azionari sono scesi bruscamente proprio come quelli in Occidente, dato che l’economia della regione e il suo sistema finanziario sono strettamente legati a quelli degli Stati Uniti e dell’Europa.


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