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Il petrolio perde valore

Il petrolio perde valore

I Futures del petrolio hanno perso valore, arrivando a scendere al di sotto degli 80 dollari al barile. Il sentiment del mercato è rivolto al ribasso anche a causa dei dubbi sulla ripresa economica, del dollaro forte e di un eventuale inasprimento del credito per Cina e per India, cosa che può ovviamente danneggiare la domanda.

Proprio in merito agli effetti del biglietto verde nei confronti del prezzo del greggio, possiamo vedere che il dollaro si è ripreso e non è più debole come previsto. Un dollaro più forte del petrolio rende più costoso acquistare greggio per i titolari di altre valute. La ripresa economica è tuttavia in dubbio dopo che l’agenzia di rating Moody’s ha avvertito circa un possibile declassamento del rating di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.

Anche alcuni paesi emergenti, come Cina e India, visti come due dei paesi portanti della domanda di petrolio, potrebbero avere problemi con il credito. A causa delle manovre che verranno messe in atto al fine di combattere l’inflazione, aumenta la preoccupazione che il prezzo dei prodotti al consumo potrebbe scendere. Tutto questo ovviamente rafforza il sentimento ribassista verso il petrolio, facendone scendere il prezzo.

In ogni caso, c’è chi pensa che i prezzi dei petrolio verranno mantenuti al minimo attorno ai 76 dollari al barile. Il Ministro del petrolio saudita, Ali Naimi, ha tuttavia fatto sapere che c’è bisogno di un cambiamento, dato che il mercato del petrolio deve essere in equilibrio.

Altre cose che potrebbero influire sull’andamento dei prezzi del greggio, vediamo anche la riunione della Federal Reserve, prevista per questa settimana, nella quale si discuterà dei tassi di interesse, cosa che secondo le attese dovrebbe rimanere invariata, dato che i tassi di disoccupazione sono ancora alti. Vedremo effettivamente come si muoverà la FED e quali influenze queste decisioni potranno avere sul prezzo del greggio.

Sale il prezzo del greggio

Sale il prezzo del greggio

Il prezzo del petrolio greggio è aumentato per il secondo giorno consecutivo a seguito delle speculazioni sul miglioramento della domanda mondiale di questa commodity e a seguito della comunicazione relativamente alle limitazioni dell’offerta da parte dell’Opec, decisione che aiuterà la crescita lenta delle scorte.

Sappiamo che i paesi OPEC realizzano circa il 40 per cento della produzione di petrolio mondiale. I ministri di questi paesi si riuniranno il prossimo 17 marzo a Vienna per decidere se adeguare le quote di produzione, cosa che accadrebbe per la prima volta da quando si è deciso di tagliare la produzione stessa, nel mese di dicembre 2008, a seguito del calo della domanda di carburante, il peggiore dalla seconda guerra mondiale.

Dunque il clima generale a livello economico per l’oro nero sembra essere abbastanza positivo, il che ovviamente contribuisce a spingere il valore del petrolio.

Il greggio è salito di 54 centesimi sul prezzo, arrivando a rompere la quota di 82 dollari al barile.

Tra le altre cose che, secondo gli esperti del settore, stanno sostenendo e spingendo al rialzo i prezzi del petrolio, ci sono anche i guadagni dei mercati azionari. L’entità del rally del petrolio, dopo il report della scorsa settimana riguardante l’inventario degli Stati Uniti, è stato sorprendente, poiché le scorte greggio sono in continuo aumento e anche le scorte di benzina rimangono molto alte.

Un’altra cosa che fa presupporre una buona situazione economica è il fatto che i paesi produttori di greggio al momento stanno vedendo anche in molte economie avanzate come appunto quella degli USA. Queste sono senza dubio le prime fasi del loro recupero.

In termini di scorte, infatti, il greggio negli Usa è salito di oltre 4 milioni di barili, arrivando a sfondare quota 340 milioni di scorte due settimane fa.

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