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Il prezzo del greggio sale in attesa degli incontri dei leader europei

Il prezzo del greggio sale in attesa degli incontri dei leader europei

Il valore del greggio, durante una settimana di perdite, torna a salire negli istanti che precedono l’incontro di sabato e domenica dei leader europei, che devono prendere delle decisioni in merito al fondo di salvataggio utile ad alleviare la crisi del debito che minaccia l’economia della regione. I future sono saliti di prezzo dello 0,9 per cento . I prezzi del petrolio avranno un andamento misto, secondo gli esperti, almeno nella giornata di oggi e nella prossima settimana, dato che la direzione dipenderà dalla risoluzione dei problemi in Europa. Gli alti e i bassi della crisi continueranno e senza dubbio questo sarà un fattore importante nel prezzo del greggio.

La morte di Gheddafi nella sua città natale, Sirte, permetterà inoltre di avere nuova produzione di greggio il più presto possibile. Ora che Sirte è liberata, le persone possono muoversi rapidamente. Non tutti gli analisti ne sono convinti. Alcuni infatti hanno detto che la morte di Gheddafi non sarà in grado di accelerare la produzione di petrolio. I combattimenti hanno infatti ridotto la disponibilità di luce, di greggio a bassa densità e contenuto di zolfo. La quantità di petrolio che esce dal paese ogni giorno è stata di 45.000 barili ad agosto, mentre il mese prima la Libia produceva ed esportava 100.000 barili al giorno.

Ma anche i dati provenienti dagli Stati Uniti, che mirano ad un andamento migliore relativamente alla produzione, stanno aiutando i prezzi del petrolio. Il mercato potrebbe vivere oggi una giornata abbastanza tranquilla in vista del vertice europeo, le cui aspettative sono elevate.

I ministri delle finanze si riuniscono a Bruxelles da oggi pomeriggio alle 14, per gettare le basi per la riunione di domenica 23 ottobre, con i capi di governo. Si spesa che tale incontro possa davvero permettere all’Europa di trovare una soluzione che oramai necessita, non solo l’Europa stessa ma tutti gli stati del mondo.

La situazione in Grecia sta drammaticamente precipitando, parte 2

La situazione in Grecia sta drammaticamente precipitando, parte 2

In Grecia la situazione non è per nulla facile e addirittura si pensa di usare l’esercito per calmare le rivolte che stanno accadendo ad Atene. Le prossime ore saranno forse ancora peggiori, con uno sciopero generale atteso per i giorni di mercoledì e giovedì che terrà i voli fermi per due giorni, paralizzerà i servizi pubblici e molti dei servizi privati, saranno inoltre chiusi i servizi essenziali, come le stazioni di servizio e le panetterie.

Il dissenso e le proteste dei sindacati stanno intanto accumulando pressione sul governo Papandreou, mentre la Grecia attende l’approvazione formale, che dovrebbe avvenire questa settimana, sul suo ennesimo salvataggio, da circa 8 miliardi di euro, da parte del Fondo Monetario Internazionale e dei paesi della zona euro, che sono sempre più scettici sulle capacità di Atene di ridurre il suo deficit. La Grecia ha ammesso infatti di non riuscire a raggiungere i suoi obiettivi di riduzione dei deficit per quest’anno e ha promesso delle severe misure di austerità nel corso del 2012.

Lunedì le autorità greche hanno riferito che il deficit di bilancio del paese era al 10,6 per cento del prodotto interno lordo e al 144,9 per cento del PIL. Entrambi i dati sono stati peggiori delle aspettative previste per questo 2011. I funzionari europei vogliono che sia pronto entro la fine della settimana un piano globale per combattere la crisi del debito con nuovi strumenti, che potrebbero essere un alleggerimento del carico del debito sulla Grecia, il rafforzamento della salute delle banche europee al fine di resistere alle turbolenze del debito e un migliorato impatto dei prestiti del fondo di salvataggio dell’eurozona.

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che i detentori privati ​​di bond greci dovrebbero probabilmente sopportare delle grandi perdite. Una cosa considerata cruciale se la Grecia ha come obiettivo quello di avere una possibilità di uscire dal suo enorme debito.

Secondo alcuni, in ogni caso, non bisogna attendersi una soluzione definitiva alla crisi finanziaria nel prossimo vertice di domenica.

 

La situazione in Grecia sta drammaticamente precipitando

La situazione in Grecia sta drammaticamente precipitando

Gli scioperi fermato i traghetti per le isole greche e lasciano la spazzatura accumularsi lungo le strade di Atene, per il 16esimo giorno di seguito, mentre i sindacati combattono contro le misure di austerità che sono state imposte dal governo greco al fine di rimanere in zona euro evitando il default. I sindacati hanno orchestrato una raffica di scioperi e di proteste. Gli esattori delle tasse e delle dogane abbandonano il lavoro, diverse centinaia di vigili del fuoco e di agenti di polizia hanno inscenato una protesta nel centro di Atene.

La Grecia è soggetta ad una votazione il prossimo giovedì su delle nuove misure di austerità, mentre altri paesi della zona euro si stanno affrettando per trovare una soluzione completa alla crisi del debito. Sia il voto greco che il piano per affrontare il debito sono necessari per l’Europa al fine di evitare una perdita di fiducia nei mercati globali, che alcuni temono farebbe precipitare l’economia mondiale e farla tornare in una recessione.

La commissione finanze del Parlamento greco ha approvato delle nuove misure di austerità, che includono dei tagli alle pensioni e degli aumenti fiscali. Secondo i sindacati le ultime misure sono il colpo di grazia al reddito dei greci. Il governo sta distruggendo la sua amministrazione centrale e sta tagliando via la rete di sicurezza per i cittadini. Ma il Primo Ministro George Papandreou si è detto determinato a vedere le ultime riforme applicate, dato che altrimenti si rischia di dover rispondere ai creditori internazionali.

Questa è la settimana più critica per l’Europa e naturalmente per la Grecia, con delle decisioni che determineranno il destino della zona euro. Il governo intanto si trova di fronte al dissenso di un voto in parlamento che dovrà far passare una nuova serie di aumenti delle tasse.

Il governo sta in ogni caso affrontando la prospettiva di una sconfitta imbarazzante su una parte importante della nuova normativa, ovvero i piani sui diritti dei lavoratori.

Le azioni mondiali sono ai minimi, la paura dell’euro si fa sentire

Le azioni mondiali sono ai minimi, la paura dell’euro si fa sentire

Il valore delle azioni e livello mondiale è sceso al suo minimo da 15 mesi durante la giornata di oggi, mentre le azioni del mercato asiatico sono addirittura al minimo da 16 mesi, in quanto gli investitori pensano che le attività siano più rischiose in seguito ai dubbi dubbi sulla capacità della Grecia di evitare di default, alimentando così i timori di una crisi finanziaria globale e di avere una recessione.

I timori per l’esposizione del settore bancario della zona euro al debito sovrano e al crollo del valore dei beni ha portato ad un ulteriore ampliamento forte del default swaps credit. Le prospettive di indebolimento della domanda industriale hanno pesato, tra le altre cose, su rame e petrolio. Gli investitori stanno riducendo la loro esposizione al rischio mano a mano che i rischi sono più estremi.

Le pressioni di vendita massiccia hanno indotto alcune autorità ad intervenire per contribuire a ristabilire un certo ordine. La borsa coreana ha temporaneamente sospeso la seduta, mentre a Taiwan sono stati usati dei fondi statali per sostenere alcune aziende molto grandi, come la Taiwan Semiconductor Manufacturing Co, produttore di chip con le aziende più importanti del mondo.

Le banche si trovano ad affrontare le preoccupazioni per la loro esposizione al debito dell’Europa, tanto che sono in un vicolo cieco e non possono uscire dalla situazione. L’attenzione travolgente del mercato sui problemi finanziari della Grecia ha oscurato una lettura migliore del previsto dell’indica USA del settore manifatturiero e un aumento della spesa delle costruzioni.

Lo yen, spesso considerato come un rifugio sicuro, si trovava circa nei pressi del massimo da 10 anni a questa parte nei confronti dell’euro e ha tenuto nei confronti del dollaro. La preferenza degli investitori per dei rifugi sicuri, come l’oro, ha spinto il mercato in quella direzione.

I politici europei stanno discutendo sui modi per sfruttare il fondo di salvataggio della zona euro e mettere pressione verso la Grecia al fine di implementare le riforme strutturali concordate.

Gli investitori e l’euro, parte 2

Gli investitori e l’euro, parte 2

Gli analisti dicono che non ci sono ragioni concrete affinché l’euro possa guadagnare terreno nei confronti delle altre valute nel lungo termine. Questo ha incoraggiato gli investitori, soprattutto durante la settimana scorsa, ad investire sempre di più contro la moneta comune. L’ascesa dell’euro all’inizio della settimana scorsa è stata provocata dal fatto che la Germania e molti altri paesi della zona euro hanno approvato un aumento del Fondo europeo di stabilità finanziaria, che si tratta di un fondo di salvataggio per le economie minacciate da alti livelli del debito. Tuttavia, i funzionari europei non hanno completato i dettagli di un altro piano di salvataggio per la Grecia, il paese che si trova in una situazione di pericolo imminente.

L’aumento temporaneo dell’euro durante la metà della settimana scorsa probabilmente ha avuto più a che fare con gli investitori che hanno chiuso le posizioni prima della fine del terzo trimestre, avvenuta lo scorso venerdì, così ci sono state alcune prese di profitto. Questi due fattori spesso provocano una situazione di disallineamento del tasso di cambio e convincono i partecipanti al mercato che una tendenza sia in fase di cambiamento, quando in realtà si sta solo “prendendo una pausa”.

Gli ultimi investimenti sull’euro sono superiori per quantità e per importo solo a quelli della primavera del 2010. All’epoca, infatti, gli investitori erano preoccupati del fatto se la Grecia avrebbe avuto aiuti per la sua situazione. Senza tali aiuti, infatti, il paese era a rischio default, il che a sua volta avrebbe potuto innescare una cascata di problemi per le banche europee e per i paesi membri della zona euro, a seconda della loro maggiore o minore esposizione al debito greco.

Gli investitori infatti percepiscono che i leader europei non stanno ancora affrontando il problema alla radice. Questo fa rischiare la nostra zona euro e fa scendere la nostra valuta.

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