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Franco svizzero e yen, le valute sono più forti

Franco svizzero e yen, le valute sono più forti

Il franco svizzero e lo yen si sono rafforzati durante la sessione asiatica di oggi in seguito alle crescenti preoccupazioni degli investitori circa il fatto che i prezzi delle azioni potrebbero crollare.

Gli investitori speculano sui deboli fondamenti economici degli Stati Uniti e sulle incertezze di alcune obbligazioni europee. Tutto peserà sulla crescita dell’economia globale.

Mentre tutte queste preoccupazioni non sono nuove, il downgrade del weekend sui buoni del Tesoro degli Stati Uniti da parte di Standard & Poor apre un ventaglio di paure per gli investitori.

La Banca centrale europea ha fatto sapere di voler acquistare il debito italiano e spagnolo, il che rappresenta un altro fattore che c’è dietro la vendita. L’operazione infatti suggerisce che ci sono dei problemi nel debito europeo e che essi sono profondamente radicati.

Tutti gli occhi sono ora sulla riunione del Federal Open Market Committee, che si concluderà nel corso della giornata, per vedere se la Fed prenderà dei provvedimenti per alleviare le preoccupazioni del mercato. Il FOMC potrebbe annunciare infatti delle nuove misure per fornire ulteriore liquidità al mercato.

Il dollaro è sceso intanto al suo livello più basso contro lo yen, a quota 77.21, avvicinandosi sempre più al valore di 77.10 , corrispondente all’intervento del Giappone nel tentativo di far perdere forza alla sua valuta.

Il Giappone potrebbe mettere in atto un’altra vendita di yen molto presto, perché i guadagni dello yen mettono sotto pressione le esportazioni del paese. All’inizio della giornata, infatti, il ministro delle finanze giapponese Yoshihiko Noda ha fatto sapere che stanno studiando e valutando le mosse dello yen, definendole chiaramente unilaterali.

Anche il franco svizzero è salito attestandosi al suo massimo storico contro il dollaro e contro l’euro.

Anche se si è indebolito nei confronti dello yen e del franco, il dollaro è stato più forte contro le altre valute. Il dollaro australiano è sceso ad esempio sotto la quota di 1,00 dollaro, il punto più basso da marzo. Inoltre sia l’euro che il dollaro canadese e quello della Nuova Zelanda sono caduti rispetto al biglietto verde.

L’euro ai minimi

L’euro ai minimi

L’euro ha perso terreno contro le altre principali valute a seguito della paura degli investitori relativamente al rischio del debito sovrano che sta cogliendo diversi paesi del continente, tra cui la Grecia, già in default, e ora l’Ungheria. L’euro si trova al suo valore più basso da 8 anni e mezzo a questa parte nei confronti dello yen, inoltre è al minimo quadriennale contro il dollaro e al minimo da un anno e mezzo contro la sterlina. L’euro è infatti sceso al di sotto del livello di 1,20 contro il dollaro, per la prima volta dal mese di marzo 2006.

L’apertura sui mercati asiatici ha messo in evidenza che gli investitori hanno paura della situazione in zona euro, preoccupati da una serie di fattori. Inoltre dei numeri deludenti che sono stati pubblicati dagli USA relativamente ai posti di lavoro e ai prezzi delle materie prime, pesano notevolmente sulla situazione.

L’euro ha iniziato il calo durante lo scorso mese di dicembre, a seguito della paura legata alla situazione della Grecia. Fino ad ora, la coppia euro-dollaro ha perso oltre il 21%.

Nei confronti dello yen, la nostra valuta è al minimo da 8 anni e mezzo, arrivando attorno quota 108,00 . Qualora la nostra valuta dovesse perdere ancora terreno, l’obiettivo successivo e più probabile è visto intorno al livello di 100. Il rally della coppia di valute euro-yen ha perso il 19%, fino ad ora, da inizio anno.

L’euro ha toccato un nuovo record negativo anche contro il franco svizzero, arrivato al minimo storico e poi risalito a causa di dati macro economici pesanti che sono stati pubblicati dal paese elvetico.

Relativamente al rapporto contro la sterlina inglese, l’euro si trova ai minimi di un anno e mezzo. Se dovesse scendere ulteriormente è probabile che l’obiettivo da porci è attorno al livello di 0,8000.

Grande crescita della Svizzera

Grande crescita della Svizzera

La crescita economica della Svizzera accelera più di quanto gli economisti avevano previsto,grazie anche alle esportazioni del quarto trimestre 2009, che hanno contribuito a questo ottimo risultato. Le imprese svizzere stanno beneficiando di una ripresa globale che ha aiutato l’economia ad emergere da una fase di recessione durante il terzo trimestre. La banca centrale svizzera, che terrà la sua prossima riunione di politica monetaria l’11 marzo, ha mantenuto la sua stretta sul tasso di interesse di riferimento, ancora a zero da quasi un anno, e ha acquistatato delle valute estere per indebolire il franco.

Le esportazioni sono aumentate dell’1,6 % durante il quarto trimestre 2009, dopo essere salite del 3,3 % durante i tre mesi precedenti. Anche il valore delle importazioni è salito dello 0,3 % , dopo che nel trimestre precedente c’era stato un aumento del 2,9 %. La crescita degli investimenti sono salite dell’1,4% .

La spesa dei consumatori è aumentata di quasi mezzo punto percentuale. Anche il tasso di disoccupazione della Svizzera è al 4,1 % durante il mese di gennaio, il che, messo a confronto con il 9,9 per cento della zona euro, fa capire come la situazione elvetica sia nettamente migliore.

Il rallentamento della crescita nella zona euro, il più grande acquirente delle esportazioni svizzere, possono tuttavia influire sul recupero della Svizzera per quest’anno. L’economia del paese è infatti orientata alle esportazioni, che ovviamente dipendono in larga misura dalla domanda mondiale, la quale in fase di stallo può provocare dei rallentamenti.

Le previsioni dicono che l’economia svizzera si espanderà dell’1 % nel 2010. Non bisognerebbe essere pessimisti in zona euro, ma è chiaro che la Svizzera sta marciando a un ritmo diverso rispetto ad altri stati in Europa. Staremo a vedere se e come il paese elvetico è influenzato dalla minor velocità dell’EU.
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La Banca Nazionale Svizzera non vuole apprezzare il franco

La Banca Nazionale Svizzera non vuole apprezzare il franco

La Banca nazionale svizzera ha fatto sapere di essere pronta a sventare la minaccia di un eccessiva apprezzamento del franco. Il presidente della banca centrale, Philipp Hildebrand, ha detto in un comunicato stampa pubblicato nella giornata di ogi che BNS “continua ad impedire qualsiasi eccessivo apprezzamento del franco svizzero nei confronti dell’euro.” Questa dichiarazione ha spinto il franco a scendere di poco rispetto all’euro al confronto dei risultati che si sono avuti nelle prime ore di contrattazione.

Tutto questo non fa altro che ripetere la posizione relativamente alla sua valuta che la BNS ha adottato lo scorso dicembre. Mano a mano che il prezzo sale ci sono dei forti andamenti positivi del franco, cosa che spinge ovviamente ad acquistare. Geoffrey Kendrick, analista presso la banca svizzera UBS a Londra, ha detto che “si tratta di una reiterazione del fatto che ci troviamo ancora in una situazione nella quale si guarda il mercato”.

Intanto la politica monetaria della BNS si è modificata nel corso delle ultime settimane. Per la maggior parte dello scorso anno la banca svizzera ha detto che avrebbe impedito l’apprezzamento del franco nei confronti dell’euro, cosa che effettivamente ha fatto con una serie di interventi volti a far perdere potere al franco, in particolare durante lo scorso mese di marzo.

Nel frattempo l’indebolimento dei prezzi al consumo in Svizzera è aumentato, con i prezzi che sono scesi dello 0,2% durante lo scorso mese di dicembre. Una cosa che tuttavia potrebbe spingere al rialzo il franco svizzero è anche la possibilità di un aumento del tasso di interesse elvetico, previsto durante il terzo trimestre di quest’anno.

L’economista svizzero Fabian Heller ha detto che si aspetta che la BNS gradualmente elimini tutte le misure di politica estera insolite prese fino ad ora, come gli interventi di cambio, in vigore dal marzo 2009. Tuttavia il passaggio sarà lento, nel tentativo di evitare qualsiasi volatilità.

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