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Forex, conoscere le basi, parte 2

Forex, conoscere le basi, parte 2

Sappiamo che prima di potersi avventurare nel mercato delle valute occorre conoscerne le basi. Solo così si può sapere esattamente cosa si va a fare e in che maniera. Inoltre, solo così sarà possibile fare veramente il meglio per se stessi e per il proprio forex. Tra le cose che devi necessariamente sapere ci sono alcuni termini fondamentali. Bid, ad esempio, è il valore della valuta che si desidera acquistare o vendere. Offerta, è il tasso di valuta che realmente si ha nel momento in cui si compra o si vende, mentre quando si parla di spread si intende la differenza tra i valori di acquisto e di vendita.

Pips, è l’ultimo valore decimale del tasso di cambio, solitamente la quarta cifra dopo la virgola, ad eccezione dello yen giapponese, in cui il pip è la seconda cifra decimale. Lotto, ovvero la quantità di unità della valuta di base che si acquista o si vende quando si entra nel mercato.Il margine è l’importo minimo di denaro necessario per ciascun lotto di commercio. Ad esempio, il margine può essere di 1 lotto per 100 dollari, quindi si avrebbe bisogno di 300 dollari nel proprio account per poter fare trading con 3 lotti contemporaneamente.

Il trend è la direzione in cui il mercato attualmente va. Proprio il concetto di trend è fondamentale, dato che bisogna aprire delle posizioni che vadano nella sua direzione. Andare long significa aprire una posizione puntando al fatto che il mercato salirà, mentre andare short significa aprire una posizione nella quale si tende a pensare che il mercato scenderà.

La conoscenza dunque di tutti i termini legati al mercato delle valute è una cosa fondamentale per avere successo. Se non si conoscono tali termini non si potrà mai sapere con precisione che cosa si sta facendo, anzi, si rischia di sbagliare più facilmente.

Forex, conoscere le basi

Forex, conoscere le basi

Nel momento in cui ti avvicini per le prime volte al mercato del trading, potresti essere sopraffatto dalla quantità di informazioni che ci sono da apprendere e da sapere. Una delle cose più dure da fare per un nuovo operatore è imparare il gergo. Alcuni dei termini utilizzati nei tassi di cambio sono auto-esplicativi, mentre altri meno. In questo e nel prossimo articolo andremo a vedere le definizioni di alcuni dei più comuni termini usati nel trading Forex.

Spot Deal. Praticamente, si tratta dell’accordo fatto tra due parti con la quale ci si impegna a scambiare una certa quantità di valute diverse entro 2 giorni lavorativi. I 2 giorni lavorativi valgono per tutte le valute ad esclusione dei dollari canadesi. che invece sono scambiati in 1 giorno lavorativo.

Market Order. Si tratta dell’ordine di mercato, ovvero quello che si effettua quando si decide di acquistare una valuta. In altre parole, si vede un tasso di cambio per una data coppia di valute e si fa un ordine di mercato semplicemente facendo click sul pulsante per eseguire la posizione.

Ordini di entrata. Questo è fondamentalmente un ordine anticipato, si decide a che prezzo si vuole comprare o vendere una valuta e si fa un ordine di entrata. Non appena la valuta raggiunge quel dato valore la posizione viene eseguita.

Stop-Loss Order. Si tratta di ordini stop loss, una funzione offerta dai broker che mira a ridurre il rischio legato al mercato delle valute. E’ praticamente possibile decidere l’importo massimo e minimo di utile o di perdita con cui si desidera uscire da una posizione. In altre parole, se si decide di guadagnare 1.000 dollari da una posizione e al tempo stesso non si vogliono perdere più di 1.000 dollari nel caso in cui le posizioni vadano in una direzione contraria a quello previsto. E’ dunque possibile inserire questa rete di sicurezza sulle posizioni aperte.

Fattori da considerare come principiante del mercato delle valute, parte 4

Fattori da considerare come principiante del mercato delle valute, parte 4

Concludiamo in questo articolo l’elenco delle cose da considerare come principianti del mercato delle valute. Occorre sempre prevedere i movimenti del mercato, cosa che si fa con l’uso di grafici Forex. Tali grafici permettono di analizzare alcuni movimenti del passato per predire il futuro. Questo processo è rischioso, dato che può essere impreciso e quindi si perde denaro. Tuttavia, ogni trader ha le sue preferenze quando si tratta di predire i movimenti grafici.

Un commerciante Forex deve tenere presente che le politiche delle banche principali, come i tassi di interesse, le influenze geopolitiche e altri dati fondamentali eventualmente determinati nel corso della giornata sono tutti fattori che possono influenzare i tassi di cambio delle valute.

Gli indicatori di direzione del forex sono dati fondamentali presenti in un grafico del mercato delle valute. Tali indicatori aiutano il trader a predire il mercato o il movimento dei prezzi. Tutti i commercianti dovrebbero usare più di un indicatore, quelli più abili potrebbero usarne anche più cinque o sei. Il consiglio è quello di non usarne però più di due o tre, dato che altrimenti potrebbero esserci dei dati in contrasto tra di loro. I principali indicatori sono RSI e MACD.

Dopo aver letto le informazioni che abbiamo visto in questo e nello scorso articolo, fare forex può sembrare una cosa decisamente facile. Ma bisogna stare attenti, dato che non è una cosa così semplice. Al fine di ottenere il massimo profitto nella tua carriera commerciale, ciascuna variabile e ciascun aspetto del Forex deve essere chiaro e deve essere messo in pratica.

Non è difficile perdere soldi nel mercato delle valute. Se però si perde denaro all’inizio della tua esperienza di trading forex, occorre considerarla come una lezione da imparare, un errore di cui fare tesoro. Con l’esperienza e con l’apprendimento degli errori, un commerciante forex può migliorare molto il modo di operare e diventare un trader redditizio.

Fattori da considerare come principiante del mercato delle valute, parte 3

Fattori da considerare come principiante del mercato delle valute, parte 3

Quando stai muovendo i primi passi nel mercato delle valute, molto spesso incontrerai dei codici tecnici, come GBP / USD o EUR / USD. Queste sono le coppie di valute. Un trader può comprare o vendere una valuta in cambio di un’altra. Ogni coppia di valute ha un proprio tasso di cambio individuale e ogni broker più importante offre la possibilità di fare trading in cambio di uno spread.

In una coppia di valute, la prima valuta indicata è nota come valuta base, che ha sempre un valore di 1 unità, mentre la seconda moneta è definita contatore.

I brokers fanno profitto a seconda della differenza tra bid e ask. Attraverso questo spread i mediatori possono dare il servizio di broker in maniera gratuita e senza alcuna commissione.

I grafici forex mostrano i movimenti di prezzo in un determinato periodo di tempo. E’ importante che come trader principiante si impari a leggere e capire quello che un grafico rappresenta. Senza sapere come creare e leggere grafici, un trader può rischiare di perdere davvero molti soldi, semplicemente perché non sa che cosa il grafico sta mostrando. Ci sono vari tipi di grafici che un operatore deve essere in grado di leggere.

Per prima cosa bisogna leggere i grafici a linea, che sono dei grafici piuttosto semplici e comunemente usati. Poi ci sono i grafici a barre, che sono una versione più dettagliata di un grafico a linee e che visualizza il prezzo di chiusura insieme con il prezzo di apertura. Inoltre si mostrano i prezzi alti e quelli bassi durante un certo periodo di tempo specifico.

Infine ci sono i grafici a candele, che sono come i grafici a barre ma più semplici ed intuitivi. Sono formati da candele colorate che possono essere facilmente lette e interpretate a seconda del colore. Ogni candela ha un suo colore, al fine di distinguere tra un modello di mercato toro o orso. Le candele possono anche dare un segnale di quanto sia volatile una coppia di valute.

Gli indicatori di volatilità

Gli indicatori di volatilità

Gli indicatori di volatilità indicano le dimensioni e l’ampiezza delle fluttuazioni di prezzo.
In ogni mercato ci sono periodi di alta volatilità e di bassa volatilità. Questi periodi sono ad ondate, nel senso che una bassa volatilità è sostituita da una volatilità in aumento, mentre dopo un periodo di elevata volatilità c’è sempre un periodo di bassa volatilità.

Gli indicatori di volatilità misurano l’intensità delle fluttuazioni di prezzo, offrendo una panoramica del livello di attività del mercato.

Gli indicatori di volatilità sono principalmente tre, ovvero il l’ATR, le bande di Bollinger e il calcolo dell’uscita con le candele.

Come si usano gli indicatori di volatilità? Una bassa volatilità suggerisce un interesse molto basso nel prezzo, ma al tempo stesso ricorda che il mercato si sta riposando prima di un nuovo movimento di grandi dimensioni. I periodi di bassa volatilità vengono utilizzati per impostare i breakout delle posizioni. Per esempio, quando le bande di Bollinger sono strette, i trader devono stare attenti ad un possibile breakout delle bande, ovvero al fatto che i prezzi rompano i limiti delle bande.

La regola è che un cambiamento della volatilità porta ad una variazione di prezzo. Un’altra cosa da ricordare sulla volatilità è che, mentre una bassa volatilità può mantenersi per un lungo periodo di tempo, una volatilità alta non è mai durevole e spesso scompare presto.

Nel prossimo articolo inizieremo a parlare dei primi indicatori di volatilità, ovvero dell’ATR, sviluppato da Wilder. Questo è un indicatore offre agli operatori una sensazione di ciò che è stata la volatilità storica al fine di prepararsi per la negoziazione nel mercato attuale.

Le coppie di valute Forex, attraverso una lettura dell’ATR, possono suggerire una bassa volatilità del mercato oppure una alta volatilità del mercato. Ovviamente, a seconda della lettura dell’indicatore ATR ci sono degli adeguamenti commerciali da fare alla propria strategia, il tutto secondo la maggiore o minore volatilità del mercato.

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