Come ogni altro mercato, anche il Forex è incline alla volatilità dei prezzi a causa dei dati e delle notizie finanziarie e politiche, dunque non c’è da stupirsi se molti trader devono tener conto di queste notizie prima di poter agire. Per esempio, molte strategie di trading si basano sugli scambi solo di quelle valute che non fluttuano in qualsiasi direzione, secondo i più recenti comunicati di notizie.
Tutto è più o meno semplice: quando ci sono delle notizie positive per un paese, la sua moneta dovrebbe salire, dunque la si può comprare, quando invece le notizie sono negative, allora la moneta dovrebbe scendere e la si può vendere. Per sfruttare fino in fondo i benefici della conoscenza delle news, è necessario studiare l’elenco delle notizie che influiscono sul mercato, l’orario in cui tali notizie vengono rilasciate ogni giorno e capire in che maniera influiscono sulle valute.
Sicuramente ci sono alcune notizie che possono diventare un pericolo reale per la tua strategia forex, oltre che per le posizioni aperte.
Per seguire le notizie su base regolare è possibile leggere dei giornali finanziari specifici o delle riviste apposite, oltre che visitare i più grandi ed informati portali di notizie economiche online.
Tuttavia non bisogna dimenticare che non tutti sono esperti di lettura delle news, quindi non bisognerebbe mai seguire i consigli di altre persone. La cosa più pericolosa è infatti seguire le cose dette da presunti esperti Forex. Bisogna sicuramente ragionare con la propria testa e valutare con attenzione in che maniera le valute potrebbero muoversi.
Attenzione al fatto che una notizia potrebbe arrivare sul mercato quando ha già concluso il suo effetto sulle valute. Ad esempio, se si parla da giorni di un possibile taglio ai tassi di interesse da parte della FED, il dollaro potrebbe scendere sulla conseguenza di questa news. Quando poi la FED taglia effettivamente i tassi, il dollaro potrebbe già essere sceso in conseguenza della news, rendendo dunque impossibile per noi sfruttarla in pieno.
Abbiamo parlato nello scorso articoli di un disaccordo all’interno della banca centrale. Se si pensa ad esso, c’è anche chi ha giudicato che la strategia di QE3, di cui si parla, potrebbe più probabilmente aumentare le aspettative di inflazione piuttosto che stimolare l’attività economica.
Con l’economia che si trova in una situazione di blocco e che sta vivendo in un solco di crescita lenta e di alta disoccupazione, il divario su quale direzione la Fed dovrebbe prendere è un riflesso dei tempi incerti che si stanno vivendo. Altre banche centrali mondiali si trovano ad affrontare dei dilemmi simili. Ad esempio, alla Banca d’Inghilterra ci sono state delle riunioni di politica negli ultimi due anni in cui i funzionari hanno spinto in direzioni opposte. Due esponenti della Banca centrale europea si sono dimessi quest’anno, tra il malcontento, in seguito a disaccordi con i passi che la BCE ha deciso di fare per affrontare la crisi del debito del continente.
E’ chiaro che molti alla Fed sono scettici sul fatto che un ulteriore allentamento monetario avrà grande impatto sulla crescita economica, in particolare nel contesto attuale. I politici sembrano aver raggiunto un maggiore consenso attorno a come muoversi, ovvero verso la realizzazione di una politica monetaria subordinata alle condizioni economiche attuali. La maggior parte dei funzionari hanno indicato che preferirebbero l’adozione di misure per aumentare ulteriormente la trasparenza della politica monetaria.
Per esempio, il presidente della Fed di Chicago, Charles Evans, ha detto che la banca centrale potrebbe impegnarsi a mantenere i tassi molto bassi fino a quando la disoccupazione non scenderà al di sotto del 7,5 per cento e fino a che l’inflazione non salirà al di sopra del 3 per cento.
Il rapporto solleva la possibilità che la Fed possa introdurre delle linee guida specifiche come parte della sua presentazione trimestrale delle previsioni economiche, momento in cui il presidente della Fed, Ben S. Bernanke, terrà anche una conferenza stampa, prevista per gli inizi di novembre.
I funzionari della Federal Reserve sono stati in forte disaccordo, il mese scorso, su come affrontare la crescita troppo debole dell’economia del paese, cercando di stabilirsi su un gradino non convenzionale al fine di rilanciare la crescita. Il verbale della riunione della Fed, avvenuta lo scorso 20 e 21 settembre, mostra che ci sono degli alti funzionari della banca centrale USA in disaccordo con la politica della banca centrale stessa.
Alcuni pensano che la Fed abbia fatto troppo per cercare di incoraggiare la crescita e che i passi sono stati potenzialmente controproducenti, altri pensano che la banca dovrebbe muoversi in modo più aggressivo per affrontare un’economia in difficoltà.
In tale riunione la Fed ha annunciato una nuova strategia per aiutare l’economia, ovvero lo spostamento di 400 miliardi di dollari delle proprie dotazioni di breve termine in obbligazioni del Tesoro a lungo termine, nel tentativo di spingere verso il basso i tassi di interesse a lungo termine, come quelli sui mutui.
Tre funzionari delle banche Fed regionali, ovvero Richard Fisher di Dallas, Narayana Kocherlakota di Minneapolis e Charles Plosser di Philadelfia, hanno dissentito con tale decisione, dato che ci sarebbero dei benefici minimi e un elevato rischio di inflazione.
Ma i verbali della Fed mostrano anche che alcuni funzionari non sono d’accordo per un’azione più aggressiva. Due membri del comitato della politica hanno detto che le condizioni attuali e le prospettive di mercato potrebbero giustificare un’azione politica forte.
Ulteriori azioni che la FED potrebbe fare, come una nuova iniezione di denaro nell’economia con l’acquisto di obbligazioni, il tanto temuto QE3, potrebbero non avere il successo che ci si attende. Sembra che la strategia di acquistare obbligazioni verrà in ogni caso discussa se l’economia dovesse peggiorare ulteriormente. Ovviamente si spesa di non dover necessariamente arrivare fino a quel punto, dato che significherebbe un ulteriore peggioramento della situazione economica.
Quante volte hai pensato di voler lasciare il tuo lavoro da ufficio per iniziare a dedicarti anima e corpo al trading? E’ una scelta difficile, che non sempre si decide di fare. Sono infatti poche le persone che riescono a fare forex a tempo pieno. Più spesso si opta per fare trading nei ritagli di tempo, magari durante la pausa pranzo o durante la cena. Il problema di fare trading in questa maniera è che si perdono tante occasioni. Dato che il forex è un mercato che è aperto per 24 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, ogni momento può essere quello buono per guadagnare denaro. Se non sei davanti al computer potresti non poter aprire una posizione. Alla fine potrai accumulare così tante occasioni mancate da renderti conto di aver perduto tanto denaro.
Ma per fortuna ci sono dei modi di fare trading ideali anche per chi lavora in ufficio. Il più classico è quello di rivolgerti ad una coppia di valute che funziona prevalentemente di notte, ad esempio. Lo yen giapponese si basa molto sull’andamento della borsa nipponica, questo significa che durante gli orari di apertura della borsa giapponese, lo yen avrà i movimenti più interessanti, dunque potrebbe essere una ottima soluzione per chi decide di fare trading part time. Lo stesso dicasi per chi fa trading durante la pausa pranzo: sceglie sempre una coppia di valute la cui borsa sia aperta, in maniera da avere tante occasioni. E non dimenticare di usare i take profit e gli stop loss.
Il problema di fare trading part time è infatti quello di uscire dalle posizioni, se bisogna farlo mentre si è a lavoro in ufficio. In questo caso è fondamentale farsi aiutare dagli stop loss e dai take profit, altrimenti si rischia di perdere denaro se si dovesse lasciare aperta una posizione senza protezione.
Il comportamento umano tende ad essere prevedibile. Gli psicologi hanno osservato che il comportamento di gruppi di umani, e quindi la storia, tende a ripetersi. Gli analisti tecnici del mercato delle valute sfruttano questa idea identificando alcune caratteristiche del movimento dei prezzi, per una coppia di valute, che tendono ad avere valore predittivo.
Per esempio, una delle cose più interessanti che gli analisti tecnici cercano nei grafici, è il prezzo che disegna una serie di modelli classici. Questi potrebbero comprendere alcuni modelli molto consolidati, come:
- testa e spalle
- doppi fondi e doppi tripli
- canali e tendenze
- rettangoli e gamme
- bandiere e stendardi
- triangoli simmetrici, ascendenti e discendenti
Gli analisti tecnici cercano questi modelli specifici nei loro grafici perché spesso possono fornire un risultato prevedibile per quanto concerne l’azione futura dei prezzi sul mercato, una volta che una certa condizione è soddisfatta. Questa condizione viene spesso soddisfatta quando il mercato rompe una linea sul grafico dei prezzi che indica la fine dello sviluppo di un dato modello dei prezzi.
Il modello fornirà quindi all’analista un chiaro segnale di entrata nel mercato. Il segnale di solito include anche dove e come mettere gli stop-loss al fine di gestire il rischio.
Alcuni analisti utilizzano una tecnica più sofisticata, nota come teoria delle onde di Elliott, per prevedere le azioni future dei prezzi. Questo approccio è sempre più popolare nell’analisi tecnica ed è stato inizialmente sviluppato da Elliott, che ha ipotizzato che i mercati tendono ad avere una tendenza di cinque movimenti ondulatori e successivamente a correggere questa tendenza in tre ondate.
E’ sulla base di questa teoria che il mercato ripete i movimenti che ha fatto in passato, per questo motivo si dice che il mercato delle valute ripeterà in futuro i movimenti fatti in passato, ed è proprio questa teoria alla base dell’analisi tecnica.