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L’Euro cresce sulla speranza di aiuti alla Grecia

L’Euro cresce sulla speranza di aiuti alla Grecia

L’euro sta guadagnando terreno durante la giornata di oggi, dopo aver raggiunto il suo valore minimo da un anno a questa parte, a seguito della pubblicazione di rapporti che dicono che potrebbe esserci una grande possibilità di arrivo concreto degli aiuti alla Grecia. L’euro aveva raggiunto il suo livello più basso da oltre un anno rispetto al dollaro dopo che l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha tagliato il rating del credito della Spagna, dopo aver effettuato il downgrade del debito greco e di quello portoghese il giorno prima.

Ma il punto di minimo è stato raggiunto solo per poco tempo, dato che gli investitori si sono concentrati sulle osservazioni di un parlamentare tedesco che ha detto che il pacchetto di aiuti per la Grecia porterebbe nelle casse del paese una somma tra 100 e 120 miliardi di euro nei prossimi tre anni.

Sicuramente fino ad ora l’incertezza circa l’entità e i tempi del pacchetto di aiuti agli stati fortemente indebitati, come la Grecia, ha pesato molto sull’euro. Ora sembra che ci sia un certo ottimismo sulla situazione greca, che sta aiutando l’euro. Il mercato infatti vede il pacchetto di aiuti alla Grecia come molto grande. Ciò contribuisce a risolvere alcuni dei timori degli investitori e a dare un certo supporto all’euro.

Intanto, negli Stati Uniti, un comunicato della Federal Reserve, ha offerto una visione più ottimistica dell’economia degli Stati Uniti che ha rafforzato il sentiment di rischio. La Fed ha mantenuto la sua promessa di mantenere i tassi di interesse bassi per ancora un lungo periodo, nonostante siano leggermente migliorate alcune delle sue previsioni economiche.

Vedremo durante i prossimi giorni come si comporteranno queste due valute sui mercati, diamo un occhio particolare all’euro, soprattutto nei confronti di valute importanti, come dollaro, sterlina e yen giapponese.

L’euro ai minimi storici

L’euro ai minimi storici

L’euro ha raggiunto il livello minimo da 10 mesi a questa parte contro il dollaro USA in seguito al timore espresso circa la possibilità di trovare una soluzione per i guai di bilancio della Grecia. Le preoccupazioni circa i problemi di bilancio del paese sono tornati durante la notte, nonostante la Germania, per la prima volta, abbia confermato la possibilità di creare un pacchetto di aiuti finanziari.

Alcuni analisti hanno detto che il sostegno della Germania ha reso improbabile che i leader dell’Unione europea trovino un accordo nel prossimo summit, della durata di due giorni a partire da domani.

Sia l’Unione europea che il Fondo monetario internazionale avrebbero soccorso la Grecia, ma in maniera non certa. L’euro sembra destinato ad una ulteriore discesa nel breve termine. L’ansia per il paese europeo ha oscurato anche tutta una serie di dati importanti, come i dati tedeschi sulle PMI e gli ordini di beni durevoli negli USA.

Rispetto al franco svizzero, la nostra valuta ha raggiunto il valore record di 1,4232 franchi, tanto che i trader pensano che la Banca nazionale Svizzera può intervenire sul mercato per indebolire la valuta svizzera. Verso il dollaro australiano, invece, l’euro è scivolato al minimo storico.

Il dollaro forte ha tirato giù anche i prezzi delle materie prime, con il petrolio in calo di circa 70 centesimi sul barile.

C’è anche molta preoccupazione sulle relazioni commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti, soprattutto dopo il fatto che è successo con Google. L’apprezzamento dello yuan e un potenziale aumento dei tassi di interesse in Cina potrebbe avere delle influenze.

Vedremo in che maniera l’andamento delle valute risentirà di queste notizie e soprattutto delle relazioni USA / Cina. I mercati potrebbero risentire notevolmente di queste novità e decisioni. Attenzione anche all’andamento delle commodities.

Yen e dollaro su, l’euro scende

Yen e dollaro su, l’euro scende

Lo yen è salito al valore massimo contro l’euro in seguito al calo delle azioni sulla borsa asiatica e della speculazione circa il fatto che le banche centrali seguiranno l’India ed aumentanno i tassi di interesse, incrementando di conseguenza la domanda di investimenti più sicuri.

Lo yen e il dollaro si sono entrambe rafforzate rispetto ad altre valute a più alto rendimento dopo che la banca centrale indiana ha aumentato, la scorsa settimana, il parametro di riferimento per i tassi a pronti, portandolo al 3,5 % contro un 3,25 % . Sicuramente una delle decisioni che ha portato l’India ad aumentare i tassi è il fatto che l’inflazione nel paese asiatico ha colpito in maniera pesante, arrivando quasi al 10% durante il mese di febbraio.

L’euro è invece sceso rispetto al dollaro in seguito alla preoccupazione che l’Unione europea non riuscirà ad accordarsi su un pacchetto di aiuti per la Grecia.

La nostra valuta è scesa contro il dollaro dopo che il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto agli investitori che non devono aspettarsi vertice dal vertice di questa settimana dell’UE la realizzazione di un pacchetto di aiuti per la Grecia. I leader dell’UE non devono creare “illusioni” ai mercati relativamente a tli aiuti. Il commento del cancelliere è venuto dopo che il Primo Ministro greco George Papandreou e il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso, hanno dichiarato che l’UE dovrebbe precisare un piano di salvataggio al prossimo vertice di Bruxelles, 25 e 26 marzo.

In vista del , le preoccupazioni sulle difficoltà di Grecia e del finanziamento peseranno sull’euro. Intanto, il dollaro probabilmente rimarrà fermo in attesa di affrontare gli effetti della rimozione di ulteriori stimoli.

Anche la sterlina è risultata debole in apertura a seguito della speculazione sul Dubai World, secondo cui si prolungherà il rimborso dei prestiti.

Dollaro in stallo contro l’euro

Dollaro in stallo contro l’euro

Il dollaro è stato poco scambiato rispetto alle principali valute durante la giornata di ieri, dopo che sono stati resi noti alcuni dati fondamentali sugli Stati Uniti, come l’andamento del mercato e la richiesta di nuovi sussidi di disoccupazione, i jobless claims.

A seguito dei dati che sono stati diffusi, infatti, il dollaro non si è mosso contro l’euro, il biglietto verde fa fatica a trovare una direzione e se la cosa dovesse continuare così, allora gli investitori potrebbero decidere di spostare la loro attenzione verso il trading di altre coppie di valute. Alle fine della sessione, il valore dell’euro è incrementato dello 0,1% contro il dollaro USA.

Il disavanzo commerciale degli Stati Uniti si è ridotto in modo imprevisto durante il mese di gennaio, in quanto le importazioni di petrolio sono scese, mentre il numero dei lavoratori americani che hanno chiesto il sussidio di disoccupazione è stato leggermente superiore al previsto, accennando a una lenta ripresa del mercato del lavoro.

Sempre negli USA, per la giornata di oggi, si attende la pubblicazione da parte del Dipartimento del Commercio USA dei dati relativamente alle vendite al dettaglio negli Usa, con le attese che sono per un calo dello 0,2 %.

Intanto la nostra valuta è ancora sotto pressione, soprattutto dopo che il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che la prima priorità per la Grecia è quella di riconquistare la fiducia dei mercati finanziari. Sembra infatti che la decisione ai tagli sul bilancio presa dal primo ministro greco, che tanto scalpore ha suscitato nel paese, possa essere solo una pausa per il rischio del debito sovrano. Inoltre non c’è preoccupazione che i prossimi potrebbero essere uno tra Portogallo, Spagna o Irlanda.

Dunque è un periodo ancora difficile per il dollaro e per l’euro, che potrebbero ancora doversi trovare a superare diversi punti difficili.

Grecia e Portogallo pronti a scendere in piazza

Grecia e Portogallo pronti a scendere in piazza

Dei manifestanti in Grecia hanno fatto sentire la loro voce davanti al ministero delle Finanze, nella capitale del paese ellenico, bloccando le strade del centro della città. Anche le scuole e gli ospedali sono stati chiusi in seguito alla decisione dei sindacati di intensificare le proteste contro i tagli al disavanzo pubblico.

Ad Atene circa 200 membri del gruppo dell’Unione PAME, in linea con il Partito Comunista, hanno occuparono l’edificio, mentre dei manifestanti hanno protestato nella vicina General Accounting Office. Un altro gruppo ha bloccato una strada centrale.

Il primo ministro greco George Papandreou ha annunciato ieri una manovra da 4,8 miliardi di euro che ha l’obiettivo di tagliare il disavanzo del paese, mentre cerca di convincere l’Unione europea e gli investitori che il divario del bilancio si può colmare. I funzionari europei hanno apprezzato le mosse del paese, che comprendono anche una riduzione del 30 per cento relativamente al pagamento dei bonus sullo stipendio dei dipendenti pubblici.

Secondo i protestanti le misure sono gravemente inique, dunque il paese si prepara ad uno sciopero di 24 ore. Il popolo infatti deve pagare per la crisi.

Le decisioni presa da Papandreou comprendono una riduzione della spesa per l’istruzione e un aumento del valore aggiunto delle imposte, così come i tagli ai bonus versati ai dipendenti pubblici e il congelamento delle pensioni. Le misure dovrebbero essere votate oggi in Parlamento.

Il principale sindacato dei lavoratori pubblici, ADEDY, ha chiamato uno sciopero del lavoro della durata di tre ore, mentre si organizza una manifestazione di protesta nel centro della città. La maggior parte dei servizi pubblici di trasporto faranno uno sciopero di 24 ore, dunque saranno fermi tram, servizi ferroviari e autobus, così come la metropolitana.

Allo stesso modo anche il Portogallo farà sentire la sua voce, con uno sciopero di 24 ore per protestare contro il blocco dei salari, che fa parte degli sforzi del governo per convincere l’Unione europea e gli investitori che si può limare il deficit di bilancio.

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