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USA, i consumatori si sentono più fiduciosi

USA, i consumatori si sentono più fiduciosi

Il Conference Board Consumer Confidence Index, molto importante per valutare la situazione della fiducia del mercato americano, è pari al 70,8, significativamente superiore al 63 delle previsioni. Una lettura di 90 o superiore indica una sana economia, in ripresa. Fino ad ora questo indice non ha mai raggiunto tale livello dal dicembre 2007, quando è iniziata la recessione. Eppure, questa settimana i numeri hanno messo in evidenza una economia più stabile.

Un anno fa, l’indice è salito a quota 72, con le prospettive economiche che stavano migliorando. La lettura di febbraio 2011 è la più alta da prima della crisi finanziaria, nell’autunno del 2008. Dopo di che, le prospettive hanno fatto perdere terreno a questo indicatore durante la primavera e l’estate.

Lynn Franco, direttore del Conference Board Consumer Research, spera che la tendenza al rialzo possa riuscire a resistere, almeno questa volta. I consumatori dovrebbero veramente sentirsi come se il peggio fosse oramai alle spalle. Stiamo vedendo finalmente un po’ di ripresa e si spera che nel corso dei prossimi mesi la ripresa stessa si rivelerà sostenibile.

L’indice è sceso al minimo storico di 25,3 nel febbraio 2009. Negli ultimi 12 mesi, si sta andando avanti e indietro a seconda delle maggiori o minori preoccupazioni sull’economia. In effetti, la fiducia è scesa, lo scorso ottobre, a 40,9 , il dato più basso dal marzo 2009, durante la piena fase della recessione.

L’indagine del Conference Board sui consumatori, condotta dal 1 febbraio fino al 15 febbraio, ha mostrato che gli acquirenti per ora stanno meglio sul mercato del lavoro. Gli acquirenti hanno effettivamente delle buone ragioni per sentirsi meglio in merito al mercato. Il governo ha riferito che sono stati 243.000 i posti di lavoro aggiunti nel mese di gennaio, il che ha portato il  tasso di disoccupazione all’8,3 per cento, il dato più basso da tre anni a questa parte. La disoccupazione è scesa dunque per ben cinque mesi di seguito, cosa che l’ultima volta era accaduto nel 1994.

USA, i consumatori si sentono più fiduciosi della ripresa economica

USA, i consumatori si sentono più fiduciosi della ripresa economica

Gli americani si sentono meglio nei riguardi dell’economia, ma durerà questa volta? Il barometro della fiducia dei consumatori è salito nel mese di febbraio al suo livello più alto da un anno a questa parte, mentre gli americani hanno preso atto del miglioramento delle prospettive di lavoro tra amici e familiari e del calo della disoccupazione, che ora al minimo da tre anni.

La valutazione sono state pubblicate ieri da un gruppo di ricerca privato e riflettono un atteggiamento più ottimista circa la ripresa della nazione. Questo è un grande vantaggio per il presidente Obama in vista della rielezione. L’economia si sta riprendendo e chiaramente gli acquirenti sono più ottimisti sulle loro prospettive di lavoro.

L’aumento della fiducia dei consumatori ha dato fiducia a Wall Street, aiutandola a recuperare l’ultimo tratto di terreno perduto prima di precipitare nella recessione. Il Dow Jones Industrial Average chiude sopra i 13.000 punti, per la prima volta dal 19 maggio 2008, quattro mesi prima della caduta della banca d’affari Lehman Brothers e del peggio della crisi finanziaria.

La fiducia dei consumatori è tuttavia ancora al di sotto del livello di un’economia sana. L’aumento dei prezzi del gas potrebbero macchiare l’umore di chi ama fare shopping e far deragliare la ripresa economica. Ci sono anche timori circa una resa dei conti nucleare con l’Iran e si è ancora preoccupati della crisi del debito europeo. Tali preoccupazioni potrebbero danneggiare la domanda di importazioni degli Stati Uniti e far calare nuovamente le assunzioni.

L’indice di fiducia è strettamente sorvegliato perché la spesa dei consumatori rappresenta il 70 per cento dell’attività economica degli Stati Uniti. Il grosso punto interrogativo, come abbiamo detto, è il prezzo della benzina, che è salito di 20 centesimi al gallone da quando l’indagine è stata conclusa, due settimane fa. Questo prezzo è un grosso problema perché ha un effetto immediato sui portafogli degli acquirenti, soprattutto quelli che guadagnano meno e che stanno già spendendo di più per altri oggetti base, come il cibo.

USA e gli ultimi dati della disoccupazione

USA e gli ultimi dati della disoccupazione

Venerdì scorso il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti è sceso inaspettatamente al 3,8 per cento in gennaio, il livello più basso dal febbraio 2009. Secondo il Dipartimento del Lavoro, l’economia ha creto altri 243.000 posti di lavoro. Inoltre, la relazione di oggi include anche delle revisioni aggiungendo un totale di 60.000 posti di lavoro nel libro paga di novembre e di dicembre. Il Dipartimento del Lavoro ha rivisto anche i guadagni medi di dicembre, da 200.000 a 203.000.

I dati arrivano una settimana che le preoccupazioni espresse della Federal Reserve sull’economia, circa il tasso di disoccupazione in calo, è stato sollevato il dubbio di quanta ulteriore facilitazione la Fed fornirà al mercato. Dando uno sguardo più da vicino ai dati sulla disoccupazione, la partecipazione della forza lavoro, che è la percentuale di persone in età lavorativa che sono occupati o disoccupati in cerca di lavoro, è scesa al 63,7, il livello più basso in 30 anni. Un record se si considera  che 1,2 milioni di persone hanno abbandonato la ricerca di lavoro.

Un altro punto in favore della disoccupazione è che il numero di lavoratori part-time sta aumentando rapidamente, dato che molti si trovano a doversi accontentare di queste opportunità di lavoro.

Nel mese di gennaio, il numero di lavoratori part-time è salito quasi di 700.000 unità, il che rappresenta il più grande aumento. Nel frattempo, i lavoratori a tempo pieno sono aumentati soltanto di 80.000 unità. La diminuzione del tasso di disoccupazione è ben accetta, ma questo non segnala un’economia stabile.

In uno scenario di riferimento, il 2012 vedrà un deficit di bilancio federale che sarà di 1.100 miliardi di dollari circa, con la disoccupazione che si troverà sopra l’8 per cento. Nel mese di gennaio, il numero dei licenziamenti programmati presso le aziende degli Stati Uniti è salito a 53.486 unità, il livello più alto di quattro mesi. In ogni caso, c’è ancora molto da fare.

Regno Unito, il problema della disoccupazione è delicato

Regno Unito, il problema della disoccupazione è delicato

Il numero dei disoccupati in Gran Bretagna è salito di 128.000 unità, arrivando al massimo da 17 anni a questa parte. Praticamente, oggi nel Regno Unito l’8,3 per cento della forza lavoro è disoccupata. Il numero di disoccupati ha superato i 2,6 milioni per il periodo che va da agosto a ottobre, il dato più alto dal 1994. Ma le condizioni di mercato del lavoro non sono più deteriorate come nella prima parte dell’anno.

Il numero di persone che chiedono aiuto perché senza lavoro sono salite di 3.000 unità rispetto alle previsioni di 13.000 circa. Gli economisti prestano molta attenzione a queste cifre perché sono tempestive rispetto ad altri dati sul mercato del lavoro.

Essi sono inoltre divisi su come leggere le statistiche ufficiali. I dati di oggi sono incoraggianti in quanto avrebbero potuto essere peggiori, ma questa è probabilmente la cosa migliore da dire. Alcuni economisti sono in ogni caso ottimisti, considerando che il Regno Unito, grazie a questi dati, è ben lungi dal cadere in recessione.

I dati hanno mostrato anche una differenza netta tra il settore pubblico e quello privato. Il pubblico impiego ha perso circa 276.000 unità quest’anno. Tali perdite sono state praticamente controbilanciate da un aumento di 262.000 unità per l’occupazione nel settore privato. Tuttavia, nell’ultimo trimestre, l’occupazione nel settore privato è aumentata di solo 5.000 unità, mentre l’occupazione del settore pubblico è scesa di 67.000. Delle recenti indagini evidenziano come i datori di lavoro del settore privato si stanno muovendo in maniera molto prudente.

Il numero dei lavoratori autonomi è aumentato di 166.000 unità, il livello più alto sin dal 1992. Può anche darsi che alcune persone, dopo aver perso il lavoro, si siano inventate come lavoratori autonomi, ma in realtà sono disoccupati o quasi.

Il problema della disoccupazione giovanile continua a peggiorare. Il numero di disoccupati di età compresa tra i 16 e i 24 anni si trova ora al 22 per cento.

USA, ecco la situazione occupazionale

USA, ecco la situazione occupazionale

La disoccupazione è tornata a scendere, speriamo che sia la volta giusta. Il numero di lavoratori che hanno cercato per la prima volta il sussidio di disoccupazione è sceso a 409.000 unità durante la settimana terminata il 27 agosto, secondo quanto affermato dal Dipartimento del Lavoro. Il numero di 409.000 è in calo dalle 421.000 unità della settimana ancora precedente.

Gli economisti avevano previsto che la domanda di disoccupazione, ovvero i job claims, sarebbe scesa a 407.000 unità nel corso della settimana. Nella maggior parte degli stati i lavoratori in sciopero non hanno diritto al sussidio di disoccupazione, ma questo non significa necessariamente che essi non possano anche farne domanda. Ecco che circa 45.000 persone hanno scioperato lo scorso 7 agosto dopo che il gigante delle telecomunicazioni Verizon ha taglia i benefici per la salute e i contributi per le pensioni. Gli scioperi sono durate 2 settimane.

Come risultato degli scioperi, circa 12.500 lavoratori hanno fatto domanda di jobless claims nella settimana di scioperi terminata il 13 agosto e altri 8.500 lavoratori hanno presentato istanza per questi benefici nella seconda settimana di sciopero. Escludendo gli effetti dello sciopero l’andamento della disoccupazione è cambiata poco nel corso delle ultime settimane e gli economisti hanno previsto che ci potranno ancora essere dei cali a causa degli effetti dell’uragano Irene.

La prossima settimana il fatto che 1,7 milioni di case e di aziende negli USA sono ancora fuori gioco, lungo la costa orientale degli Stati Uniti, ieri potrebbe avere un impatto sui dati e sull’andamento dell’economia stessa. Come di consueto, il rapporto sulla disoccupazione settimanale arriva un giorno prima del rapporto di disoccupazione mensile, che verrà invece reso noto oggi. Le previsioni parlano di un tasso di disoccupazione che è rimasto invariato al 9,1% durante lo scorso mese di agosto. Questo rapporto sarà usato, probabilmente, da Obama per impostare il tono del suo discorso sulla creazione di occupazione, che si terrà il prossimo giovedì.

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