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UE, i ministri delle finanze si riuniscono oggi alle 15.30

UE, i ministri delle finanze si riuniscono oggi alle 15.30

I ministri delle finanze europei, oggi, cercheranno di trovare un termine per l’elaborazione di una serie di aiuti supplementari alla risoluzione della crisi del debito e per la formazione di nuove regole di bilancio, dato che la fiducia degli investitori diminuisce in maniera costante.

I ministri delle finanze terranno una video conferenza alle 15 e trenta per discutere di un aiuto di 200 miliardi di euro in finanziamenti aggiuntivi, attraverso il Fondo monetario internazionale, e circa la meccanica del cosiddetto compatto fiscale, negoziato lo scorso 9 dicembre. L’obiettivo è quello di trovare una soluzione prima di Natale, ma c’è dubbio che i mercati possano essere in uno stato d’animo migliore prima di domenica prossima.

L’accordo circa le regole di bilancio non è riuscito a diminuire la preoccupazione legata ai rischi dell’unione monetaria. Fitch Ratings ha abbassato l’outlook del credito francese, affermando inoltre che una soluzione globale della crisi può essere tecnicamente e politicamente fuori portata.

L’obiettivo dell’incontro di oggi è quello di organizzare i prestiti del FMI. Il pacchetto prevede circa 200 miliardi di euro in totale, come abbiamo detto. Purtroppo la natura sistematica della crisi della zona euro sta avendo un effetto profondamente negativo sulla stabilità economica e finanziaria di tutta la regione. L’euro ha perso il 2,5 per cento nei confronti del dollaro durante la settimana scorsa, dopo il vertice di Bruxelles. Il rifiuto del Regno Unito di firmare per la modifica dei trattati ha costretto gli altri leader ad elaborare un nuovo quadro giuridico.

Il portavoce del primo ministro David Cameron ha detto lo scorso 14 dicembre che il Regno Unito non aveva accettato di aumentare il suo contributo al FMI. La cancelliera Angela Merkel ha invece chiesto che il trattato possa offrire la prospettiva di un futuro dell’unione economica europea, tale da ripristinare la fiducia degli investitori.

Il potere della Commissione europea nel far rispettare i limiti di disavanzo sarà rafforzato. I governi dovranno adottare delle regole che puntano sempre al pareggio di bilancio.

Regno Unito, il problema della disoccupazione è delicato

Regno Unito, il problema della disoccupazione è delicato

Il numero dei disoccupati in Gran Bretagna è salito di 128.000 unità, arrivando al massimo da 17 anni a questa parte. Praticamente, oggi nel Regno Unito l’8,3 per cento della forza lavoro è disoccupata. Il numero di disoccupati ha superato i 2,6 milioni per il periodo che va da agosto a ottobre, il dato più alto dal 1994. Ma le condizioni di mercato del lavoro non sono più deteriorate come nella prima parte dell’anno.

Il numero di persone che chiedono aiuto perché senza lavoro sono salite di 3.000 unità rispetto alle previsioni di 13.000 circa. Gli economisti prestano molta attenzione a queste cifre perché sono tempestive rispetto ad altri dati sul mercato del lavoro.

Essi sono inoltre divisi su come leggere le statistiche ufficiali. I dati di oggi sono incoraggianti in quanto avrebbero potuto essere peggiori, ma questa è probabilmente la cosa migliore da dire. Alcuni economisti sono in ogni caso ottimisti, considerando che il Regno Unito, grazie a questi dati, è ben lungi dal cadere in recessione.

I dati hanno mostrato anche una differenza netta tra il settore pubblico e quello privato. Il pubblico impiego ha perso circa 276.000 unità quest’anno. Tali perdite sono state praticamente controbilanciate da un aumento di 262.000 unità per l’occupazione nel settore privato. Tuttavia, nell’ultimo trimestre, l’occupazione nel settore privato è aumentata di solo 5.000 unità, mentre l’occupazione del settore pubblico è scesa di 67.000. Delle recenti indagini evidenziano come i datori di lavoro del settore privato si stanno muovendo in maniera molto prudente.

Il numero dei lavoratori autonomi è aumentato di 166.000 unità, il livello più alto sin dal 1992. Può anche darsi che alcune persone, dopo aver perso il lavoro, si siano inventate come lavoratori autonomi, ma in realtà sono disoccupati o quasi.

Il problema della disoccupazione giovanile continua a peggiorare. Il numero di disoccupati di età compresa tra i 16 e i 24 anni si trova ora al 22 per cento.

6 banche centrali agiscono in favore dell’UE

6 banche centrali agiscono in favore dell’UE

La Federal Reserve e altre grandi banche centrali ieri hanno permesso alle banche straniere di prendere più facilmente in prestito delle somme di denaro, grazie ad una manovra che cerca di prevenire il crollo globale dei mercati finanziari. L’ultima serie di interventi da parte delle banche centrali, compresa l’espansione di un programma già esistente da parte della Fed che consente alle banche estere di prendere in prestito dollari ad un tasso di interesse molto basso, riflette le preoccupazioni crescenti sui problemi finanziari dell’Europa, che ostacolano la crescita.

Come segnale del fatto che la crisi è sempre più globale, la banca centrale cinese, che ha cercato di rallentare la sua economia, surriscaldata dall’inflazione nel corso dell’ultimo anno, si è mosso inaspettatamente ma in maniera indipendente dalle azioni svolte dalle banche centrali ieri, incoraggiando le banche cinesi a chiedere nuovi prestiti.

In Europa e negli Stati Uniti la prospettiva di avere denaro a basso costo per facilitare le operazioni tra le banche ha fatto schizzare in alto gli indici azionari. Il DAX è salito di quasi il 5 per cento, lo Standard & Poor 500 è invece salito di oltre il 4 per cento.

Ma i politici e gli analisti si sono affrettati a porre cautela all’azione della Fed e delle banche centrali, dato che la stessa azione non ha affrontato i problemi fondamentali che minacciano la sopravvivenza stessa dell’unione monetaria europea. Nella migliore delle ipotesi gli sforzi delle banche centrali per allentare le condizioni finanziarie potrebbero consentire ai 17 paesi dell’Unione europea di avere un tempo sufficiente per concordare un piano per la conservazione dell’area euro stessa.

Il problema del debito sovrano europeo non si risolve solo con la liquidità, ma servono delle riforme pesanti.

I leader europei, sempre più preoccupati del quadro deteriorato, hanno detto che stavano creando un piano per convincere i mercati del fatto che i debiti di nazioni come Italia e Grecia non sono poi così grandi come si pensa, dunque basta impostare delle nuove regole al fine di vincolare il prestito stesso.

Secondo Olli Rehn, commissario europeo per gli affari economici e monetari, stiamo entrando in un periodo critico, della durata di 10 giorni, in cui si completerà la risposta alla crisi dell’Unione europea.

Regno Unito, si potrebbe evitare una seconda recessione

Regno Unito, si potrebbe evitare una seconda recessione

La Gran Bretagna può ancora evitare una nuova fase di recessione nonostante le turbolenze della zona euro. Una sfilza di cattive notizie dall’economia ha aumentato i timori di una recessione, la Banca d’Inghilterra ha già avviato un nuovo ciclo di allentamento quantitativo per sostenere la ripresa.

Le ultime previsioni economiche della Confederation of British Industry, hanno tagliato le previsioni di crescita inglesi allo 0,9 per cento quest’anno e al 1,2 per cento il prossimo, rispettivamente dal 1,3 per cento quest’anno e dal 2,2 per cento il prossimo anno. Sicuramente secondo alcuni il rischio di una doppia recessione è aumentato. L’economia della Gran Bretagna, che è cresciuta dello 0,5 per cento tra luglio e settembre, è stata particolarmente vulnerabile alla domanda debole relativamente alle esportazioni in Europa, suo primo partner commerciale.

Il problema disoccupazione dovrebbe inoltre ancora preoccupare il paese, dato che il numero di persone senza lavoro dovrebbe salire nel 2012, arrivando ad un picco dell’8,5 per cento. Attualmente tale dato si trova all’8,1 per cento, il tasso più alto dal 1996, poiché le aziende private non riescono a compensare le perdite di lavoro nel settore pubblico. I datori di lavoro sono infatti nervosi, rimandando la decisione di assumere nuovo personale in attesa che le prospettive economiche possano essere migliori. In molti casi essi preferiscono colmare le lacune con dei lavoratori temporanei.

Riguardo all’inflazione, le previsioni sono per un calo dal tasso attuale del 5,2 per cento. Questo a partire dal primo trimestre del prossimo anno. L’obiettivo della Banca d’Inghilterra è quello di raggiungere il 2 per cento nei primi tre mesi del 2013.

Secondo molti l’inflazione cadrà bruscamente l’anno prossimo con alcune decisioni una tantum, come l’aumento delle imposte sul valore aggiunto e a causa degli alti prezzi del greggio.

Date le incerte prospettive economiche e la necessità assoluta di mantenere fiducia verso il mercato del Regno Unito, bisogna trovare dei modi per rivitalizzare la crescita.

La lettera di Berlusconi colpisce positivamente i leader UE

La lettera di Berlusconi colpisce positivamente i leader UE

Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha preparato il piano di intervento che l’Italia deve presentare ai leader dell’Unione europea, nel tentativo di rassicurarli sulla capacità del suo governo di rilanciare la crescita. In una tanto attesa lettera inviata ai leader, c’è l’impegno parziale alla riforma del sistema pensionistico italiano, l’accelerazione dello stato alla vendita di asset per un fatturato di 5 miliardi di euro entro i prossimi tre anni, l’allentamento delle leggi del lavoro al fine di rendere i licenziamenti più facili.

Nella lettera Berlusconi ha ribadito l’impegno chiave dell’equilibrio di bilancio entro il 2013, riconoscendo che, pur avendo approvato un pacchetto di austerità di 60 miliardi di euro, il Governo devono ancora affrontare un pesante fardello, tra debito e crescita stagnante.

Il premier italiano, criticato in patria e in Europa per non aver affrontato la situazione del paese, promette di offrire una crescita e di presentare un piano dettagliato il prossimo 15 novembre, attuando la riforma nei prossimi otto mesi.

Il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy sono rimasti piacevolmente colpiti dalla lettera di Berlusconi. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha detto che il piano ha fatto una buona impressione tra i leader europei.

La lettera di Berlusconi sottolinea il fatto che il debito pubblico in Italia è aumentato meno di quello di qualunque altro paese dell’area dell’euro negli ultimi quattro anni, fattore determinato quasi esclusivamente dalla crescita dei costi legati al debito, che a sua volta riflette l’ampia crisi dell’area euro.

La lettera dice che Berlusconi prevede la riforma del sistema pensionistico, aumentando l’età pensionabile per uomini e donne, a 67 anni, entro il 2026. Il governo italiano intende portare avanti anche degli sforzi per rendere più facile per le imprese espandersi e avviare dei progetti legati alle infrastrutture, affidandosi principalmente a finanziamenti privati.

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