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La Banca d’inghilterra pensa al QE, parte 2

La Banca d’inghilterra pensa al QE, parte 2

Abbiamo visto nello scorso articolo che una delle possibili decisioni alla quale andrà incontro la banca d’Inghilterra potrebbe essere quella di un nuovoi QE. Con il rischio di una nuova recessione, tutto il possibile deve essere fatto. L’inflazione nel paese è già troppo alta e ci sono problemi per la banca nel rispettare il suo obiettivo. Ma nel contesto attuale il danno che potrebbe derivare da una seconda recessione andrebbe a toccare anche altri punti importanti del mercato.

Intanto, negli USA, la Fed ha detto che andrebbe a sostituire gran parte del debito a breve termine presente nel suo portafoglio, con un debito a più lungo termine, con un’operazione nota come “Operazione Twist“. La banca centrale comprerà 400 miliardi di dollari di obbligazioni con scadenze da sei a 30 anni, mentre metterebbe in vendita una quantità pari di debito con scadenza a tre anni o meno.

Tornando in Inghilterra, la pressione sulla Banca centrale, che deve assolutamente trovare un modo per far ripartire la crescita, passa per il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne, che giura di tenere stretta il suo piano di taglio alla spesa, al fine di ridurre il defici. Si tratta di una mossa che i politici dell’opposizione dicono che stia minando la ripresa.

Alcuni economisti ed investitori hanno detto che il calo della sterlina, che ha perso terreno contro il dollaro USA, potrebbe essere seguito da un ulteriore calo della valuta britannica, che potrebbe indebolirsi ulteriormente qualora la Banca d’Inghilterra dovesse iniziare ad operare per un allentamento della politica. La sterlina era stata sostenuta dallo status di rifugio sicuro, dato che gli investitori erano attirati dalla politica stabile, a livello monetario e fiscale, del Regno Unito. La  prospettiva di un nuovo QE può togliere questo status alla sterlina e all’Inghilterra. Le previsioni per la divisa britannica sono infatti in calo.

Ecco dunque che un nuovo QE potrebbe non essere lontano a meno che non vi sia un miglioramento delle condizioni del mercato finanziario.

La Banca d’Inghilterra pensa ad un QE2

La Banca d’Inghilterra pensa ad un QE2

Il programma di quantitative easing, lanciato dopo la crisi finanziaria, ha potenziato l’economia di ben il 2%, secondo le ultime stime della Banca d’Inghilterra. Il suo programma QE ha visto l’acquisto di 200 miliardi di sterline in asset, pari a circa il 14% del PIL, tra marzo 2009 e gennaio 2010, al fine di contribuire all’economia del Regno Unito.

Il rapporto, il primo a misurare l’effetto del QE sull’economia, trova un beneficio significativo ed ha contribuito alla crescita del PIL di circa l’1,5% o il 2% al massimo. Questo porterà anche i tassi di interesse a scendere da un minimo del 1,5 e fino ad un massimo di 3 punti percentuali.

La Banca non può abbassare il suo tasso di interesse per rilanciare la crescita, dato che è già al minimo storico dello 0,5% , per cui vi è una sorta di speculazione riguarda la stampa di nuovo denaro. Tuttavia, la cosa potrebbe anche alzare il tasso di inflazione. L’ultimo attacco di QE ha aumentato il CPI del consumatore tra lo 0,75 e l’1,5%. Quando la banca ha iniettato denaro nell’economia era preoccupato che il CPI scendesse al di sotto del suo obiettivo del 2%. Da allora, ha aumentato fino al 4,5%, tra i prezzi delle materie prime e gli aumenti delle tasse.

Anche se la relazione fornisce la prova che le misure di allentamento quantitativo sono state efficaci per stimolare la crescita, si fa notare che gli effetti possono essere diversi qualora dovesse essere rifatto anche questa volta.

Il rapporto ha detto, infatti, che le circostanze economiche in cui sono verranno effettuati gli acquisti di beni possono essere molto diverse da quelle che hanno prevalso nei primi mesi del 2009, quindi non si può presumere che l’ampiezza degli effetti sarà necessariamente la stessa.

Ci sono state delle prove negli ultimi mesi che alcuni membri della Banca nove forte comitato di politica monetaria hanno preso in considerazione una votazione per il QE.

La Bank of England ferma l’acquisto di obbligazioni

La Bank of England ferma l’acquisto di obbligazioni

La Bank of England ha deciso di fermare la serie di acquisti di obbligazioni a quota 200 miliardi di pound, circa 320 miliardi di dollari. Ora la banca stessa ha fatto sapere di voler valutare l’impatto che questo operato creerà sulla moneta britannica. Il Monetary Policy Committee ha tuttavia detto, in un’intervista, che è pronto a riprendere gli acquisti delle obbligazioni qualora le condizioni del mercato dovessere renderlo ancora necessario, anche se ha detto di aspettarsi una ripresa graduale del livello di attività.

L’euro è intanto in una fase di pressione, anche a causa delle preoccupazioni legate al debito di alcuni paesi dell’Unione.

La banca ha detto che le azioni passate in termini di acquisto delle obbligazioni ha portato uno stimolo notevole all’economia monetaria, da ora e anche per il futuro. Ora la banca d’inghilterra continuerà a monitorare il programma di acquisto delle obbligazioni, al fine di valutare se ulteriori acquisti potrebbero essere utili.

Intanto durante la giornata di oggi la BCE definirà la politica monetaria per i 16 paesi della zona euro. Molto probabilmente il tasso di interesse verrà lasciato invariato, all’attuale 1%, cosa che tra l’altro era molto attesa. Il presidente della Banca centrale, Jean-Claude Trichet, terrà poi un discorso che si concentrerà sulla risposta ad una serie di domande sui problemi del debito in alcune zone dell’euro.

In zona euro la spesa delle famiglie sembra andare un po’ in aumento, anche se questo può essere dovuto a dei fattori temporanei, mentre il tasso di diminuzione della spesa per gli investimenti delle imprese sembra lenta. Inoltre, anche le esportazioni si sono alzate, secondo quanto detto dalla banca stessa.

Il recupero delle esportazioni, legato alla sterlina debole, ed uno stimolo relativamente alla politica monetaria, dovrebbe continuare a sostenere l’attività nel mercato interno, anche se le condizioni di credito probabilmente rimarranno ancora restrittive.

UK, bisogna risanare il deficit

UK, bisogna risanare il deficit

Il governatore della Banca d’Inghilterra Mervyn King ha rinnovato il suo avvertimento al governo relativamente al fatto che bisogna necessariamente tagliare il deficit pubblico. King ha fatto sapere che un elemento chiave per accrescere il tasso di risparmio nazionale è l’eliminazione, nel tempo, del disavanzo delle finanze pubbliche.

Al momento in Inghilterra c’è un dibattito ragionevole circa i tempi necessari per portare a termine il ritiro delle misure di stimolo fiscale che sono state messe in campo per permettere la la ripresa economica. Alcune di queste misure sono già state ritirate, ad esempio con il ritorno al tasso standard di IVA, pari al 17,5% , all’inizio del mese. Dato che però c’è una forte incertezza su quando e su come la politica fiscale risponderà ad un impatto diretto sulla politica monetaria c’è molta paura per la risposta dei mercati.

King ha anche reso noto che l’inflazione molto probabilmente salirà in maniera marcata nel corso di questo anno, soprattutto nella prima parte. Proprio questo tasso potrebbe aumentare anche di oltre il 3% per un po’ di tempo, addirittura di più se i prezzi dell’energia e delle imposte indirette  aumentino ancora. Nonostante questo, si tratta solo di una cosa temporanea, dato che l’inflazione dovrebbe tornare in termini normali entro il medio termine.

Secondo i dati resi noti dall’Office for National Statistics, il Consumer Price Index (CPI), che misura l’inflazione subita dai consumatori quando acquistano beni e servizi, era saliti al 2,9%, ancora maggiore rispetto al massimo registrato a novembre, pari all’1,9%.

In un recente discorso King ha anche parlato della posizione di bilancio degli Stati Uniti. Secondo Bernanke, infatti, non bisogna scartare l’ipotesi di una considerazione delle misure necessarie per affrontare gli squilibri di bilancio, altrimenti non ci sarà una sana e duratura crescia economica.

Staremo a vedere come si evolverà la situazione e che conseguenze ci saranno in termini di valute Forex.

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