Scalping e dati macroeconomici
Abbiamo iniziato a parlare, nello scorso articolo, di cosa lo scalper dovrebbe fare per poter operare in maniera efficace sul mercato. Abbiamo anche parlato del fatto che ci sono una serie di valori macro economici che questo tipo di investitore dovrebbe tenere in considerazione. La ragione per la quale i mercati vengono influenzati così pesantemente dai dati macro economici è perché questi sono delle indicazioni accurate ed affidabili della forza o della debolezza economica di un paese.
Le statistiche sono elaborate ed analizzate utilizzando delle formule molto complesse, che è quasi impossibile manipolare. Queste cifre sono sia trasparenti che a disposizione di tutti allo stesso tempo, per cui vi è un senso generale nel fatto che il mercato valutario sia un campo dove giocano sia gli investitori grandi che quelli piccoli.
Queste statistiche sono in genere rilasciate intorno allo stesso periodo di tempo, ogni mese, con l’eccezione di quei dati che vengono rilasciati trimestralmente, come il PIL, e distribuiti da tutti i principali attori del mercato.
Tuttavia, un rapporto positivo o negativo sulla disoccupazione non significa necessariamente una modifica dei tassi di cambio. Ad esempio, se si assume che un investitore sia interessato al tasso di cambio tra il dollaro e l’euro e i dati trimestrali del PIL hanno mostrato un forte aumento, pari al 5%, dell’economia americana, ma un aumento del 2% per la zona euro, un commerciante Forex inesperto potrebbe supporre che il dollaro dovrebbe aumentatare contro l’euro.
Purtroppo non è così semplice, dato che le cifre in sé non riescono a spostare i tassi di cambio. In realtà, è la percezione e le aspettative del mercato che faranno muovere i tassi. Quindi, anche se l’economia statunitense è cresciuta più rapidamente della zona euro, il dollaro potrebbe ancora perdere terreno nei confronti dell’euro sul mercato dei cambi. L’economia americana poteva infatti avere una previsione di crescita del 7,5%, mentre la zona euro aveva delle aspettative di crescita molto basse e attese attorno all’1%. Pertanto l’economia statunitense è cresciuta a circa la metà del tasso atteso, mentre la zona euro è cresciuta del doppio rispetto a quanto atteso, quindi, è più probabile che il dollaro perda terreno nei confronti dell’euro.


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