Previsioni per euro e dollaro
Tutta la situazione di cui abbiamo parlato nello scorso articolo, ovvero le difficoltà della zona euro, portano ad avere dei vantaggi per quanto riguarda il dollaro. La situazione USA è sempre negativa, ma comunque migliore dell’Europa. In dollaro beneficia di questa debolezza dell’Euro e i problemi del debito pubblico di alcuni paesi potrebbero indebolire ancora di più la valuta unica. Tali problemi potrebbero tuttavia non limitarsi all’Europa. Ma gli Stati Uniti possono stampare moneta in maniera più efficiente per la sua economia.
Secondo alcuni esperti del settore l’euro calerà a 1,20 dollari entro i prossimi tre mesi. In un termine più lungo, l’euro dovrebbe recuperare qualche punto, ma solo se la riforma finanziaria ha i suoi effetti. Nonostante questo, il danno fatto alla reputazione della valuta unica potrebbero risultare più lunghi.
In seguito alla nascita dell’euro, nel 1999, le banche centrali hanno avuto una riserva di moneta molto valida, negli ultimi dieci anni la quota del dollaro nelle riserve mondiali si è ridotta dal 72% al 62%, mentre quella dell’euro è salita dal 18% al 28%. Tuttavia, durante il quarto trimestre del 2009, le banche centrali hanno assegnando il 71% del totale delle riserve al dollaro, in forte crescita rispetto al terzo trimestre, che era al 48%.
I grandi investitori ci penseranno due volte su prima di fare altri investimenti nell’euro, almeno fino a quando le incertezze del mercato non verranno risolte.
L’euro si troverà, infatti, a raggiungere il suo tasso di cambio iniziale contro il dollaro, quello del 1999, pari a 1,18 dollari. C’è anche chi dice che la valuta della zona euro e il dollaro potrebbero raggiungere la parità entro l’inizio del 2011.
Lontano dall’Europa, tuttavia, il dollaro deve continuare a lottare per guadagnare terreno, soprattutto contro le valute dei mercati emergenti.
Con il debito pubblico che sarà pari al 48% del PIL, secondo le previsioni per quanto riguarda i paesi industrializzati, non è una che sorpresa gli investitori sono alla ricerca di nuovi investimenti. Dunque, il dollaro canadese, la corona svedese e il dollaro australiano sono emessi da governi forti, in paesi in cui l’inflazione è stabile e la crescita economica è robusta.


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