Range Break out, parte 2
Abbiamo parlato nello scorso articolo del range break out, ovvero delle operazioni che vengono aperte sul mercato quando un prezzo rompe il breakout. Se il prezzo si trova al centro di una gamma di prezzi più ampia non siamo nel momento migliore per cercare un occasione di scambio. Conviene dunque attendere fino a quando il prezzo sarà vicino ai valori alti o a quelli bassi al fine di valutare le inversioni o le rotture di tendenza, che è l’opzione con più alta probabilità.
Una volta che prezzo ha rotto uno dei due livelli, per evitare di trovarsi in una falsa situazione, conviene entrare nella posizione solo dopo il passaggio della posizione correttiva. Ad esempio, nel breve termine è possibile attendere 2 o 3 minuti per vedere e confermare l’andamento del trend.
Ora, dopo aver aperto la posizione, devo anche impostare uno stop loss. Il modo in cui si gestisce la posizione è quello che ha come obiettivo l’eliminazione del rischio.
Seguendo la stessa filosofia si può identificare il range e attendere che il prezzo vada oltre i limiti che abbiamo del nostro range. L’attesa per il pullback del prezzo crea la possibilità di avere un ingresso nella posizione ed anche di fissare degli stop loss.
A seconda del proprio modo di fare trading sarà poi possibile fissare determinati obiettivi di prezzo da voler e dover raggiungere. Sicuramente la scelta finale del target dipende dal modo di operare.
L’obiettivo finale che si vuole raggiungere operando con i break out è, in definitiva, quello di cercare di evitare l’apertura di posizioni sbagliate, seguendo dei trend falsi, e di minimizzare il grado di rischio che è naturalmente legato ad ogni posizione. Quando il prezzo è pronto a muoversi e a iniziare un trend fuori del range che abbiamo avuto, allora possiamo operare ed essere pronti ad entrare nel mercato.


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