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Range Break out, parte 2

Range Break out, parte 2

Abbiamo parlato nello scorso articolo del range break out, ovvero delle operazioni che vengono aperte sul mercato quando un prezzo rompe il breakout. Se il prezzo si trova al centro di una gamma di prezzi più ampia non siamo nel momento migliore per cercare un occasione di scambio. Conviene dunque attendere fino a quando il prezzo sarà vicino ai valori alti o a quelli bassi al fine di valutare le inversioni o le rotture di tendenza, che è l’opzione con più alta probabilità.

Una volta che prezzo ha rotto uno dei due livelli, per evitare di trovarsi in una falsa situazione, conviene entrare nella posizione solo dopo il passaggio della posizione correttiva. Ad esempio, nel breve termine è possibile attendere 2 o 3 minuti per vedere e confermare l’andamento del trend.

Ora, dopo aver aperto la posizione, devo anche impostare uno stop loss. Il modo in cui si gestisce la posizione è quello che ha come obiettivo l’eliminazione del rischio.

Seguendo la stessa filosofia si può identificare il range e attendere che il prezzo vada oltre i limiti che abbiamo del nostro range. L’attesa per il pullback del prezzo crea la possibilità di avere un ingresso nella posizione ed anche di fissare degli stop loss.

A seconda del proprio modo di fare trading sarà poi possibile fissare determinati obiettivi di prezzo da voler e dover raggiungere. Sicuramente la scelta finale del target dipende dal modo di operare.

L’obiettivo finale che si vuole raggiungere operando con i break out è, in definitiva, quello di cercare di evitare l’apertura di posizioni sbagliate, seguendo dei trend falsi, e di minimizzare il grado di rischio che è naturalmente legato ad ogni posizione. Quando il prezzo è pronto a muoversi e a iniziare un trend fuori del range che abbiamo avuto, allora possiamo operare ed essere pronti ad entrare nel mercato.

Range Break out

Range Break out

Gli intervallo di break out possono costituire la base del trading di molte persone. Il punto principale di questo modo di operare è quello di individuare un periodo sul grafico in cui il prezzo rompe un livello di supporto o di resistenza, muovendosi con forza verso una direzione.

Quello che mi interessa in questa strategia è individuare dove sono i modelli di consolidamento vicini ai livelli di supporto e di resistenza. Cosa fare quando il prezzo ha rotto una linea di tendenza? E’ una vera rottura del modello oppure no? Questo elenco di domande può andare ancora avanti a seconda del modello e di come si sviluppa l’azione dei prezzi.

Due modelli interessanti possono essere quello intraday e quello swing, più a lungo termine. L’unica differenza notevole tra i due set up è il modo di identificare un target da raggiungere.

Una volta che il range è stato identificato, possiamo concentrarci meglio sul trading. In generale entrare nella direzione del break out significa per il 65% andare secondo un modello di continuazione , mentre per il 35% delle volte si tratta di un pattern di inversione Con questa cifra in mente cerchiamo delle inversioni e delle rotture del massimo range.

Ecco le regole per fare uno scambio sul range una volta identificato.

  • fare il primo commercio dopo il break out dal range stabilito
  • arrestare la perdita quando questa va oltre il valore che mi ha fatto entrare nel commercio
  • gli obiettivi per il commercio intraday sono basati su un movimento medio del prezzo negli ultimi giorni
  • gli obiettivi per il swing trading, ovvero per il lungo periodo, variano a seconda dell’altezza del modello

Nel prossimo articolo continueremo a studiare questo interessante modello di trading, andando a vedere come poterlo applicare con successo al nostro trading e come possiamo guadagnare denaro dal metterlo in pratica.

Forex, consigli per fare trading

Forex, consigli per fare trading

Il mercato del forex è unico tra i mercati finanziari, nel senso che non c’è bisogno che il mercato salga per avere delle occasioni di profitto. Il range trading è una strategia che si avvale di movimenti di volatilità laterali del mercato valutario.

Guardando ad un grafico, ci accorgiamo come ci possono essere delle linee di supporto e di resistenza, delimitate. Possiamo vedere la nostra coppia di valute che rimbalza all’interno di queste linee di supporto e di resistenza e ritorna sempre verso il punto a metà strada. I commercianti che operano nel range prosperano in queste situazioni, dato che comprano e vendono il titolo vicino ai limiti approfittando delle opportunità commerciali piuttosto che di cercare di chiamare un break out.

Per prima cosa, bisogna scegliere la giusta coppia di valute. In genere bisogna cerca coppie che hanno un differenziale basso come tasso di interesse  oppure cercare coppie di valute le cui economie sono intrecciate. Un buon esempio è la coppia EUR / CHF, dato che la maggior parte delle esportazioni svizzere vanno verso l’Unione europea e che la Svizzera è circondata geograficamente  dall’Unione europea.

Bisogna determinare i livelli di supporto e di resistenza, che sono livelli oltre i quali il prezzo non andrà. Possono essere dei minimi o dei massimi precedenti, dei punti di inversine, punti determinati con le Bollinger Bands o dei livelli di Fibonacci.

Bisogna poi impostare gli stop e i limiti. Nelle posizioni long bisogna fissare dei limiti nella parte superiore della resistenza e degli stop al di sotto del supporto. Se non si vuole essere fuori dal mercato nel momento migliore, allora assicurati di lasciare margine di manovra. Nelle posizioni short i limiti dovrebbero essere fissati in prossimità del minimo e le fermate al di sopra del massimo.

Infine, non bisogna essere avidi, ma porsi degli  obiettivi realistici. Anche se si potrebbe essere in grado di fare soldi sulla tendenza, ci si può anche perdere la testa.

Principi di base del trading a breve termine, parte 2

Principi di base del trading a breve termine, parte 2

Continuiamo in questo articolo a vedere alcuni principi di base del trading a breve termine, in maniera che puoi sapere e capire come poter fare trading di breve termine al meglio delle tue possibilità.

Abbiamo parlato dell’importanza degli stop loss e nello scorso articolo abbiamo fatto un esempio che dovrebbe mettere a tacere il dubbio se usare o meno gli stop loss nel breve termine. Il trading è come un grande obiettivo, c’è bisogno di raggiungere prima degli obiettivi più piccoli, per vedere da un altro giorno raggiunto anche l’obiettivo maggiore.

Guadagnare tempo è un altro grave errore. Spesso gli operatori mescolano vari tipi di trading. Ad esempio, un trader entra in una posizione durante il giorno e porta la sua posizione ancora aperta durante la notte nel caso in cui la posizione va contro di lui. Oppure, un trader di breve termine non esce su uno stop loss e lo converte in un investimento a lungo termine, sperando che un giorno possa prendere un profitto maggiore. Questi operatori stanno solo gudagnando tempo. Purtroppo, questo modo di operare funziona raramente come ci si attende. Mettete dei paletti al vostro trading, rimanete fedeli alle vostre decisioni e, soprattutto, non convertite le posizioni da un tipo ad un altro.

Monitora il tuo rendimento. Untrader deve sempre monitorare le prestazioni di ogni posizione. Se la negoziazione è il tuo business, allora devi gestirlo come un business. Esegui una rigida pianificazione delle previsioni e monitora i risultati che hai. In poche parole possiamo dire che il trading a breve termine ha i suoi vantaggi se confrontato con il  day-trading e con gli investimenti a lungo termine. E’ adatto sia per chi fa trading full-time che per chi lo fa part-time. Quando fai trading seguendo i principi di base che abbiamo visto, può essere un’attività coinvolgente e potenzialmente redditizia.

Principi di base del trading a breve termine

Principi di base del trading a breve termine

Il primo principio è quello di aprire solo un certo numero di posizioni. In ogni momento non si dovrebbero avere più di 6 posizione aperte. Un buon numero va da 3 a 5 posizione aperte in comtemporanea.

Dividete il tuo capitale di trading a breve termine equamente, tra tutte le posizioni.

Poniti degli obiettivi chiari di profitto. Durante la posizione bisogna avere chiaro in mente l’obiettivo di prezzo che si aspetta di ottenere. Una volta che l’obiettivo è raggiunto gli utili dovrebbero essere prontamente presi. Qui alcuni trader spesso cadono in errore a causa della sindrome di avidità e cercano di lasciare aperta la posizione per avere più profitti. Questo, il più delle volte, porta a delle perdite nel lungo periodo.

Usa degli stop loss. Nessuna strategia, per quanto buona, può garantire il 100% di successo. Una strategia che ha dei rendimenti al di sopra di un tasso di successo del 65% è abbastanza buona. Il 65% di successo significa guadagnare da 2 posizioni su 3. Ma quanto si perde nella terza? Questo è ciò che determina la vostra redditività generale.

Il seguente esempio illustra quando detto. Supponiamo che si investono 100 dollari in 3 posizioni. Le 2 operazioni positive ci fanno guadagnare 10 dollari, 5 ciascuna, al 5%. Ora, se lo stoploss della terza posizione è di circa il 5%, allora si perderebbero 5 dollari da quella posizione e si guadagnerebbe, in totale, 5 dollari, ovvero 10 – 5, circa l’1,67%. Considerando che questo è trading di breve termine, il periodo di detenzione media di ogni posizione può essere di una quindicina di giorni. Pertanto, il rendimento annualizzato sarebbe ancora pari a 1,67% x 26, ovvero 26 quindicine in un anno, che fa il 43% annuo.

Ma se nello stesso esempio il trader non pone uno stoploss, allora continua a tenere gli scambi in perdita. Infine, quando si accorge che è in una situazione irrimediabile, chiude la posizione con il 15% di perdita. In questo caso, si perdono 15 dollari, il che mangia i profitti di 10 dollari delle altre due posizioni. Così si finisce con una perdita netta di 5 dollari, ovvero -1,67%, su tre posizioni.

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