Il mercato del Forex è il più grande del mondo, lo sappiamo bene. Con diversi miliardi di dollari che sono scambiati ogni giorno, si tratta di un buon modo, se fatto bene, per poter guadagnare denaro ritagliandosi la propria fettina di mercato. Dato che il Forex è aperto a tutti, si tratta di un mercato in cui tanti decidono di tuffarsi al fine di investire i loro risparmi. Fare Forex senza la giusta esperienza può essere una cosa molto pericolosa, per ogni investitore. Vediamo in ogni caso un paio di modi con cui ci si può assicurare dei grandi ed interessanti guadagni quando si fa Forex.
Il primo modo con cui poter fare trading è quello di trovare alcune risorse online che possano aiutarvi a capire di cosa si tratta. Tutto quello che trovate su questo sito web, ad esempio, vi fornirà delle idee interessanti su cosa fare e cosa non fare. Se volete approfondire ancora di più il mercato delle valute potete anche decidere di seguire un corso di Forex, dove un professionista ti seguirà passo dopo passo e ti dirà tutto ciò che puoi e non puoi fare sul mercato delle valute. Questi corsi di Forex online offrono la possibilità di imparare a fare trading seguiti da un professionista, guardando cosa lui fa e operando in maniera simile, ma non ovviamente uguale dato che ogni trader opera nella maniera migliore per sé, più consona al proprio modo di essere.
Un altro modo per poter guadagnare denaro con il mercato del Forex è quello di acquistare dei segnali di trading, che vengono rilasciati sempre da un operatore esperto. Questo forse è un modo meno intraprendente, nel senso che non sei tu in prima persona che fai analisi di mercato, ma è molto veloce. In questa maniera hai la scelta tra due diversi modi per fare trading nel mercato delle valute. Ma questo è solo l’inizio, dato che per poter essere proficui bisogna fare altri passi, che vedremo nel prossimo articolo.
I proprietari delle piccole imprese si troveranno ad affrontare un aumento della pressione per creare posti di lavoro nel corso del prossimo anno. Lo fa sapere il Chartered Institute of Personnel and Development, che prevede che il 2012 porterà un ulteriore aumento della disoccupazione nel Regno Unito. Secondo questa organizzazione, la disoccupazione continuerà ad aumentare, superando il limite attuale di 2,64 milioni di persone senza lavoro, raggiungendo un picco di 2,85 milioni di disoccupati nel 2013.
Il CIPD ha aggiunto che mentre non sono previsti dei licenziamenti di grandi dimensioni nel settore privato, forse saranno perduti ben 120.000 lavori nel settore pubblico. John Philpott, capo consigliere economico presso il CIPD, ha dichiarato che finché c’è un risultato relativamente favorevole circa l’andamento della crisi della zona euro, ci si aspetta che per il 2012 la recessione sarà un po’ più mite rispetto a quella subita nel 2008 e nel 2009.
Ma la cosa che preoccupa di più il Regno Unito è proprio la disoccupazione, che il prossimo anno è prevista in salita. Purtroppo la situazione sarà tale che il mercato del lavoro del Regno Unito nel 2012 sarà più debole di qualsiasi altro mercato del lavoro che si è avuto dopo la recessione dei primi anni ’90. La situazione non è assolutamente rosea per i lavoratori britannici dunque e sicuramente la crisi in Europa dice la sua in merito a questa situazione.
I dati che sono stati rilasciati hanno visto la luce subito dopo che l’Ufficio nazionale di statistica ha rivelato che il numero totale di lavoratori autonomi nel Regno Unito è attualmente pari a 4,1 milioni, il numero più alto in quasi 20 anni. Effettivamente, quando c’è poco lavoro subordinato, bisogna fare qualche cosa e di conseguenza si aprono nuove imprese. Se trovare lavoro è difficile, tentare la strada del lavoro autonomo rimane la sola soluzione, ma con tanta concorrenza è altrettanto difficile.
Le borse asiatiche hanno perso terreno nel corso della sessione di oggi, sia per le vacanze di fine anno degli operatori che per la minaccia di possibili interruzioni nelle forniture di petrolio da parte dell’Iran, che ha già minacciato di fermare il flusso di petrolio proveniente dal Golfo. Di questa cosa ne risentiranno sicuramente anche i mercati europei, che potrebbero avere un andamento in calo oggi, o quantomeno avere una sessione difficile.
Il greggio degli Stati Uniti si è stabilizzato intorno alla quota di 101,30 dollari al barile, in aumento proprio in seguito alle preoccupazioni derivanti dal Medio Oriente. L’Iran ha infatti minacciato di chiudere i rubinetti se dovessero venire imposte delle sanzioni sulle sue esportazioni di petrolio. L’unico modo che l’Iran avrebbe di mettere in pratica le sue minacce e la guerra, ma tale possibilità appare bassa dato che nessun paese vorrebbe correre il rischio, soprattutto quando in tutto il mondo la crescita sarà probabilmente rallentata. Ma nonostante questo la questione Iran sarà una delle principali fonti di volatilità nel 2012, insieme alla crisi del debito della zona euro.
L’euro si attesta ancora aquota 1,3065 contro il dollaro, rimanendo sopra il minimo da 11 mesi, ovvero quota 1,2945 , raggiunto all’inizio di questo mese. Domani verrà venduto il debito italiano, circa 8,5 miliardi di euro che forniranno un indicatore potente della propensione degli investitori. L’Italia dovrà rimborsare circa 100 miliardi di euro in rimborsi obbligazionari e pagamenti di cedole tra gennaio e aprile.
Negli Stati Uniti, intanto, i dati che arrivano dal mercato sono a supporto per una ripresa dell’economia, soprattutto in seguito al miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, che ha alzato la fiducia dei consumatori. L’Europa intanto deve superare diversi ostacoli, tra cui le aste dei titoli di Stato e l’attuazione del programma di salvataggio, prima di poter riacquistare la fiducia dei mercati sulla sua capacità di contenere la crisi del debito. Una volta che la prospettiva di risoluzione della crisi del debito sarà definita, allora anche gli altri dati economici, sia negli Stati Uniti che in Cina, ad esempio, potranno migliorare e sarà aumentata la propensione al rischio.
Mentre l’Europa lotta contro la sua crisi del debito, le aziende americane e le società finanziarie di oltre oceano sono in mezzo alle difficoltà. Le vendite sono stimolate dato che le banche europee stanno rimescolando le carte per raccogliere i capitali e per ridurre le spese dei propri bilanci, spesso sotto gli ordini dai regolatori. Le istituzioni finanziarie europee scaricheranno fino a 3 miliardi di dollari di asset nei prossimi 18 mesi, secondo una stima di Morgan Stanley. In che maniera le imprese americane stanno sfruttando la crisi economica nella zona euro?
Questo mese un team di tre banchieri sono diretti in Grecia per esaminare una promettente società privata che non può ottenere credito da parte delle banche greche. Anche Google ha visto un’opportunità nella crisi. Ha infatti comprato l’edificio Montevetro a Dublino. Molte altre aziende stanno seguendo l’esempio dell’azienda di Mountain View.
Anche le società finanziarie americane stanno entrando in Europa, nonostante i loro problemi. Nell’ultimo trimestre, JPMorgan Chase ha aumentato il suo totale di crediti verso delle aziende mutuatarie europee. Kohlberg Kravis si sta espandendo da Londra verso l’Europa, sperando di sfruttare le opportunità di investimento. L’azienda potrebbe fare dei potenziali investimenti in questo paese, dove la crisi è iniziata.
Il mese scorso Wells Fargo ha acquistato 3,3 miliardi dollari in prestiti immobiliari, supportati da immobili commerciali presenti negli Stati Uniti, di proprietà della ex Anglo Irish Bank. Wells ha anche acquistato 2,4 miliardi di dollari in prestiti e in altre attività, sempre in Irlanda.
Gli esperti credono che tutti questi acquisti da parte di aziende straniere in Europa potranno portare una enorme quantità di denaro in Europa, il che potrebbe aiutare in qualche modo ad uscire dalla crisi. Anche la nostra valuta potrebbe avere in futuro un andamento in salita, in maniera particolare contro dollaro, sterlina e yen giapponese, proprio grazie a questi acquisti.
Alcuni di voi avranno sentito parlare del forex swing come uno dei modi con cui è possibile fare trading sul mercato delle valute. Ma cos’è precisamente lo swing forex? Si tratta dell’inversione a U di una posizione in un certo periodo di tempo. Lo swing trading non deve essere confuso con l’inversione del trading, dato che lo swing è solo per un tempo breve periodo, mentre un’inversione di trading è un cambiamento di tendenza che ha degli effetti a lungo termine.
Fondamentalmente ecco come si può collocare lo swing trading nel forex. Nella prima fase si cerca di aprire una posizione in base, ad esempio, ai valori del trend che si verificano nel corso della giornata. In genere, se si opera durante l’orario di apertura della borsa di Londra o di quella di New York, si avrà la possibilità di sfruttare un maggior numero di oscillazioni.
La seconda fase consiste nel trovare lo swing. C’è bisogno, per fare questo, di usare un indicatore di oscillazione, come l’RSI o lo stocastico, che permetta di aiutare ad identificare lo swing stesso. Un altro ottimo strumento in questo senso è quello che permette di identificare una situazione di ipervenduto o di ipercomprato.
La terza fase consiste nel trovare dei livelli di supporto e di resistenza importanti, come ad esempio il livello di Fibonacci o pivot point, il che aiuta a trovare il perfetto punto di uscita.
La quarta fase consiste nell’attesa di una pausa nella tendenza attualmente in corso per poi entrare in una posizione.
L’uso di una strategia come questa può portare ad avere un interessante guadagno, ma la cosa migliore da fare è quella di fare prima pratica con un conto di prova. Dato che si tratta di una strategia che va contro il trend principale, potrebbe comportare dei rischi maggiori rispetto ad una strategia che, invece, segue il trend.