Grecia, bisogna agire subito o si rischia il default, parte 2
Molti analisti e funzionari del mondo dell’economia, compresi gli esperti del FMI, hanno paura che la Grecia avrà bisogno di “incatenarsi” in un debito ancora più grande, se vorrà portare il suo debito complessivo ad un livello sostenibile.
I timori che la Grecia possa lottare per evitare un default disordinato del debito stanno minacciano il mercato. Durante il loro primo incontro del 2012, la Merkel e Sarkozy, i leader dei due paesi più potenti della zona euro, hanno discusso i dettagli di un patto tra i vari paesi al fine di limitare i debiti dei governi e di allineare le politiche economiche al fine di prevenire il ripetersi di una crisi come quella della Grecia.
Molti economisti sono critici sul piano franco-tedesco al fine di far rispettare la disciplina fiscale, sostenendo che essa trascura degli squilibri economici più profondi all’interno della zona euro stessa, che hanno portato ad un eccessivo accumulo di debito, sia privato che pubblico, in paesi come Grecia, Portogallo e Irlanda . Sia la Francia che la Germania hanno fallito, finora, nell’offrire un percorso convincente di ritorno verso la crescita economica.
La recessione che si sta diffondendo nella zona euro sta anche rendendo più difficile, per la Grecia e per gli altri paesi, avere dei programmi di salvataggio per chiudere i loro deficit fiscali. Il deficit persistentemente alto della Grecia aumenta il rischio di un vero e proprio default sulle sue obbligazioni, cosa che secondo gli economisti potrebbe avere delle conseguenze incalcolabili per la zona euro nel suo complesso.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno già dato il via al prossimo round di aiuti nella battaglia per arginare la crisi del debito della zona euro. I governi europei rimangono nel frattempo preoccupati che un legame di mercato possa creare il panico e far perdere denaro alle grandi economie, come la Spagna e l’Italia.


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