Lo Yuan al G20
La Cina ha fissato un tasso di cambio più forte per il suo yuan dopo che Pechino è stato messo sotto pressione ancora una volta dal gruppo dei G 20, che durante lo scorso fine settimana si son incontrati in Canada.
La People’s Bank of China ha detto che fisserà il tasso di parità a 6,7890 rispetto al dollaro. E’ il movimento più forte che lo Yuan ha avuto da quando la Cina inizià ad usare un tasso di cambio fluttuante per la sua valuta. Secondo gli analisti questa mossa non avrà però degli importanti cambiamenti.
Nel corso della riunione del G20 a Toronto, il presidente statunitense Barack Obama ha detto che si sarebbe aspettato dalla Cina di mantenere la promessa fatta una settimana fa, nella quale il paese orientale ha detto che avrebbe dato una maggiore flessibilità allo yuan. Il ministro delle Finanze brasiliano ha inoltre esortato la Cina a rafforzare in modo veloce la sua valuta.
La banca centrale cinese ha promesso che lascerà lo yuan più libero rispetto al dollaro, ma ha escluso dei movimenti drammatici della sua valuta.
Molti analisti hanno visto questa decisione come un tentativo di scongiurare un pesante scontro di parole tra il G20 e Pechino. Inoltre, la capitale cinese abbraccia, in questo modo, una riforma monetaria che rientra nel quadro di iniziative volte ad incentivare la ripresa economica globale. Il leggero incremento che lo yuan ha avuto fino a questo momento è stato un tentativo deliberato da Pechino per rendere la sua politica monetaria più accettabile anche ad altri stati.
Alcuni esperti sostengono che lo yuan è sottovalutato rispetto al dollaro fino al 40 per cento. I leader cinesi che hanno preso parte al G20 del Canada hanno detto che Pechino non si piegherà alle pressioni internazionali che vogliono uno yuan più forte. Staremo a vedere nelle prossime settimane cosa succederà.


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