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L’euro perde terreno contro dollaro e yen

Il dollaro è scambiato vicino al livello massimo da quasi sette mesi nei confronti dell’euro, valuta che sicuramente è stata toccata negativamente dal problema della Grecia, che dovrà lottare aspramente per ridurre il suo deficit pubblico. L’euro è tornato a perdere terreno nella giornata di ieri, dopo aver vissuto quattro giorni in guadagno.

Intanto in zona Euro l’Unione Europea è preoccupata del fatto che i problemi della Grecia possano diffondersi anche attraverso altri stati membri. Anche per questo motivo è importante porre un freno ai guadagni dell’euro e rendere la valuta attraente per gli investitori stranieri. Il dollaro ieri è arrivato attorno a quota 1.3850 euro, il livello più elevato dallo scorso 8 luglio.

Euro debole anche contro lo yen, che ha cancellato le perdite precedentemente registrare nei confronti della moneta unica. La nostra valuta è infatti diminuita per la terza volta in quattro giorni contro lo yen, dopo che l’Unione europea ha fatto sapere, in un’intervista, che la Grecia si trova in una situazione molto difficile e che il suo disavanzo è molto grande. Il recupero del paese dovrà essere attuato in circostanze difficili. Il problema della Grecia è che il debito sembra essere radicato.

Ieri occhi puntati sull’Australia e sulla Reserve Bank, dopo che la banca aveva fatto sapere di voler aumentare ancora il tasso di interesse. Il dollaro australiano si è indebolito dopo che la banca centrale ha inaspettatamente lasciato invariati i tassi di interesse, segno che forse l’economia australiana non è così forte come si diceva. La valuta australiana ha infatti perso quasi l’1,5% contro il dollaro USA.

La decisione della RBA, la banca centrale del paese australiano, è stata una sorpresa. Questa decisione segnala inoltre che il recupero globale può essere frammentario e che si richiede una attenta politica da portare avanti. Ricordiamo inoltre che Stevens, governatore della RBA, è stato il primo banchiere centrale al mondo ad aumentare i tassi di interesse, aumentandoli già tre volte fino ad oggi.

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