Le banche centrali, gli interventi e i tassi di interesse
Le banche centrali influenzano la domanda e l’offerta di moneta del proprio paese o della propria zona economica di riferimento attraverso il controllo dei tassi di interesse.
In molte grandi economie le banche centrali possono influenzare il valore della moneta, agendo semplicemente sui tassi di interesse. La banca centrale americana, che è la Federal Reserve, non necessariamente deve cercare di realizzare e di portare a termine una politica che deve scegliere tra avere un dollaro debole oppure un dollaro forte, ma agisce in modo che le pressioni inflazionistiche siano controllate, mantenendo costante la crescita all’interno dell’economia degli USA. I tassi di interesse agiscono dunque anche come meccanismo per raggiungere questo tipo di situazione.
Un altro metodo utilizzato dalle banche centrali per influenzare l’offerta e la domanda di moneta è anche l’acquisto o la vendita delle sue riserve di valute. Vediamo un esempio di tale operazione. Supponiamo che la Reserve Bank of China pensi che lo yuan cinese sia molto apprezzato e voglia abbassarne il valore. La Reserve Bank of China venderà le sue riserve di yuan e comprerà un’altra valuta, come ad esempio lo yen giapponese. L’aumento dell’offerta di yuan dovrebbe essere sufficiente per abbassare il tasso di cambio della valuta.
Anche se questo rappresenta un metodo conveniente per le banche centrali, che riescono così a controllare il valore della loro moneta, bisogna stare attenti. Ogni paese ha infatti solo una quantità limitata di moneta all’interno delle sue riserve, dunque un tentativo prolungato di combattere le forze del mercato può provocare una crisi finanziaria.
Una banca centrale può influenzare anche la domanda di una data moneta da parte di altri paesi. Se una banca centrale acquista infatti della valuta estera, questo porterà ad un incremento della domanda di questa valuta estera, dato che c’è stato un forte acquisto, con il suo conseguente apprezzamento.


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