Il petrolio crolla al prezzo più basso da 3 mesi
Il prezzo del greggio negli USA è sceso al livello più basso degli ultimi tre mesi, arrivando ad un prezzo al di sotto dei 74 dollari in seguito alla preoccupazione che la crisi del debito europeo possa frenare la crescita mondiale e la domanda energetica. La crisi del debito europeo infatti ha messo in evidenza che potrebbero esserci dei problemi per le prospettive di crescita dell’economia globale, e quindi della domanda di carburante.
Questo ovviamente pesa sulla fiducia dei mercati. Il sentiment del mercato sta infatti svolgendo un ruolo importante, dato che si è assistito ad un aumento dell’avversione al rischio tra i titoli azionari e alcuni mercati delle materie prime.
Nel lungo periodo tuttavia il prezzo del greggio è al rialzo, secondo quanto hanno detto gli economisti e gli esperti del settore. C’è stata infatti una risposta significativa verso i responsabili politici europei e il mercato ne sta ancora digerendo l’effetto, che dunque si verificherà in futuro.
Il greggio infatti ha avuto dei buoni guadagni durante la giornata di lunedì, dopo che l’UE ha annunciato il pacchetto di salvataggio da quasi 1.000 miliardi di dollari.
Intanto, è da segnalare la particolarità che paesi come l’Arabia Saudita, il Kuwait e l’Iraq hanno smesso, durante gli ultimi sei mesi, di utilizzare il WTI come prezzo di riferimento per le vendite di greggio agli Stati Uniti, a causa della disconnessione con i mercati mondiali del petrolio, il che implica generalmente dei prezzi più bassi. Essi invece usano il Sour Argus Crude Index, ASCI.
L’attenzione del mercato ora è rivolta verso gli indicatori economici degli Stati Uniti che saranno pubblicati nella giornata di oggi, ivi compresi la produzione industriale e le vendite al dettaglio del mese di aprile. Il mercato vuole infatti delle ulteriori indicazioni che la ripresa economica degli Stati Uniti stia diventando autosufficiente.


Trading Semplicissimo




