Il mercato ignora le decisioni di S&P
L’Europa ha fatto un passo indietro dal baratro. Ora, dopo tre settimane, i tassi dei prestito dei titoli a 10 anni dei paesi europei sono scesi a livelli più gestibili, le aste del debito pubblico sono andate meglio, segno che la fiducia degli investitori aumenta. La cosa potrebbe creare imbarazzo soprattutto in Francia, dove il downgrade del suo rating è stato accolto con una scrollata di spalle dao mercati finanziari.
Tutto questo è in netto contrasto con le ultime settimane dello scorso anno, quando paesi come Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, a causa degli imponenti costi di gestione del loro debito, sono stati downgradati.
Gli ostacoli rimangono tuttavia elevati: la Grecia deve ancora trovare un accordo con i suoi creditori privati, per non parlare dei problemi a lungo termine: debito, economia non competitiva e la prospettiva di anni di minima spesa pubblica. Ma per il momento il continente sta respirando.
Il ministro delle finanze portoghese, Vitor Gaspar, dopo il suo paese ha venduto con successo 2,5 miliardi di euro di titoli di debito nazionale, ha azzardato dicendo che la cosa potrebbe essere un buon segno che si possa essere prossimi ad un punto di svolta.
Nonostante il rating AA + , la Francia ha venduto facilmente 9,5 miliardi di euro di debito, a dei tassi di interesse inferiori rispetto alle aste precedenti, quando la sua valutazione era invece AAA. La vendita ha attenuato i timori che il downgrade di S & P sulla Francia possa danneggiare le finanze della seconda economia del continente.
La Spagna ha invece raccolto 6,6 miliardi di euro, molto più di quanto era previsto dal suo obiettivo iniziale, di 3,5 miliardi di euro, con tasso di interesse al 5,4 per cento.
Gli indici azionari in Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Spagna sono saliti e sono di nuovo vicino ai livelli dello scorso agosto, quando la crisi si è estesa in Italia e ha preso una svolta al peggio.


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