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Grecia, bisogna cambiare subito

Il Parlamento greco ha votato, i manifestanti hanno protestato e gli edifici sono in fiamme. Quale futuro per la Grecia. Il paese ha bisogno di soldi, i quali saranno probabilmente erogati, per evitare il default di marzo. I media oggi si concentrano sull'austerità e sui tagli, argomenti centrali dell'Unione europea. Si cerca anche di dare fiducia nelle capacità della classe politica greca in termini di mantenimento della promessa di tagliare ancora i costi.

Il Fondo Monetario Internazionale ha rilasciato un rapporto a novembre in cui si osserva che i ritardi tecnici hanno impedito qualsiasi privatizzazione nel corso del terzo trimestre, le riforme strutturali non sono ancora state finite e altri tagli promessi devono ancora essere messi in pratica.

I funzionari stranieri stanno ora indagando più a fondo nei meccanismi dello stato greco. Praticamente i fondi di aiuti da parte dell'UE e del FMI non saranno dati e consegnati al pese fino a che non vi sia un taglio drastico delle spese. Questo costituisce fino ad ora il nucleo centrale del problema e spiega l'insistenza di diversi stati, tra cui la Germania, ad avere un'assicurazione sul fatto che i politici manterranno gli impegni presi.

L'UE ora costringerà il sistema politico greco a tagliare altri costi, come ad esempio quelli legati al settore del pubblico impiego o alle società che sono al momento sotto il controllo pubblico. Così, è ben chiaro che le richieste di riduzione del numero dei dipendenti pubblici e quelle legate alla privatizzazione delle aziende sono in realtà la chiave fondamentale per avere gli aiuti. Tutto dunque è nelle mani del sistema politico greco. Se la classe politica greca non dovesse essere in grado o non dovesse volere intervenire su questi punti, può essere solo una questione di tempo prima la pazienza si esaurisca sia per la UE che per il FMI e il finanziamento non venga più concesso, e allora?

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