FED, riviste le stime di crescita economica
Il dollaro ha perso terreno nei confronti dell’euro dopo che nella giornata di ieri la Federal Reserve ha rilasciato una visione leggermente più cauta dell’andamento dell’economia degli Stati Uniti, appesantita ancora e di nuovo dal bassissimo tasso di interesse e portando gli investitori a vendere il biglietto verde in favore di attività più rischiose ma d’altra parte più redditizie.
L’euro supera dunque saldamente il livello di 1,23 dollari dopo che nella mattinata di ieri era sceso anche al di 1,22 dollari.
La dichiarazione della Fed suggerisce che i tassi d’interesse potranno rimanere così bassi ancora per un lungo periodo, dando dunque abbondante liquidità per gli investimenti in asset più rischiosi. Sono le parole di alcuni esperti del settore.
Ma come si è comportato il biglietto verde anche contro le altre valute in seguito alla dichiarazione della FED? Nella sessione pomeridiana di ieri l’euro era circa a quota 1,2320 dollari, contro 1,2270 della giornata precedente. Il dollaro è in calo contro lo yen giapponese. La valuta nipponica ha guadagnato anche contro l’euro. La sterlina britannica ha guadagnato terreno nei confronti del dollaro USA, mentre contro il franco svizzero, il dollaro era in calo.
L’ICE Dollar Index, che riproduce il valore del dollaro contro un paniere ponderato di valute, era anche in calo.
I funzionari della Fed che hanno declassato le prospettive per l’economia statunitense, indicano dunque che i tassi di interesse a breve termine potrebbero restare a tale livello record fino al prossimo anno, al fine di sostenere la crescita del paese.
Inoltre, considerando il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti, questo dovrebbe rimanere elevato ancora per un po’. Allo stesso modo, si prevede che l’inflazione possa rimanere bassa. La FED si dice dunque convinta del fatto che non c’è ragione nell’aumentare i tassi di interesse immediatamente, dato che questo potrebbe influire negativamente sul dollaro.


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