Come la disoccupazione ha fatto salire il dollaro
Sappiamo che tra i dati fondamentali più importanti che possono venire pubblicati da un governo c’è quello relativo all’andamento della disoccupazione. Vediamo in questo articolo un esempio reale di come tale dato, quando positivo, influisce sull’andamento delle valute. Durante la settimana che si è appena conclusa, nel rapporto di cambio tra dollaro USA e yen giapponese, la valuta nipponica stava guadagnando terreno. Il dollaro è invece salito nei confronti dello yen durante la giornata di ieri, dopo che una relazione del governo degli Stati Uniti ha mostrato come i datori di lavoro hanno tagliato meno posti di lavoro di quanto si era previsto. Dunque questa notizia fa sperare in un pià pronto recupero economico degli Stati Uniti.
Il Dipartimento del Lavoro USA ha detto infatti che l’economia ha perso 36.000 posti di lavoro nel mese di febbraio, lasciando il tasso di disoccupazione invariato al 9,7 per cento. Gli analisti invece avevano previsto una perdita di 50.000 ulteriori posti di lavoro e un tasso di disoccupazione pari al 9,8 %.
Il rinnovato ottimismo ha anche incoraggiato gli investitori a comprare azioni e valute ad alto rendimento, come ad esempio quelle in Australia e in Nuova Zelanda.
Questo fatto, che fa pensare che il mercato del lavoro statunitense è in una forma migliore rispetto a quanto si pensava, incoraggia i trader ad investire, anche in posizioni a rischio.
Parlando di numeri, vediamo che il dollaro ha raggiunto un valore di oltre 90,50 yen, il più alto della settimana.
Inoltre i bassi tassi di interesse fanno si che l’acquisto dello yen tende a diminuire quando aumenta la voglia di rischio degli investitori.
L’economia americana sembra dunque in buona forma. Ma anche l’economia del Giappone sta ancora lottando per uscire completamente dalla crisi.


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