Cina, parte la negoziazione dei futures
Il lancio dei tanto attesi futures sugli indici della borsa cinese sono partiti. Il Consiglio di Stato cinese ha dato il via libera all’introduzione dei futures sugli indici alla fine dello scorso anno. La mossa di avviare dei futures sugli indici, che segue la recente introduzione del margin trading e delle vendite allo scoperto sui mercati azionari, viene vista come una strategia che mira ad aumentare, sviluppare e approfondire il mercato finanziario cinese.
Il requisito di margine iniziale per poter fare trading sui futures in questa fase è stato fissato al 15% per i contratti dei mesi di maggio e di giugno, mentre al 18% per i contratti di settembre e di dicembre. Per poter aprire un conto di trading sui futures l’importo minimo da investire sarà di 500.000 yuan.
I requisiti che bisogna avere per poter fare negoziazione sui futures portano al fatto che almeno all’inizio saranno pochi gli investitori che potranno utilizzare i contratti a termine come strumento per coprire i rischi delle loro operazioni nel mercato del denaro. Mano a mano che si andrà avanti nel tempo, in ogni caso, sarà possibile ridurre tali barriere di accesso, in maniera da permettere ad un numero sempre maggiore di persone di poter operare in questo settore.
Il punto di riferimento iniziale di questi futures cinesi è l’indice CSI 300, che considera 300 grandi capitali negoziati alla borsa cinese di Shangai.
Secondo gli esperti del settore, il CSI 300 ha delle barriere all’ingresso molto alte per attirare solo particolari investititori, in particolar modo si tratta degli operatori economici esperti. Ma nel tempo ci si aspetta che l’ambiente operativo sarà reso più flessibile, migliorando anche l’efficienza dei prezzi. Gli esperti si attendono anche un graduale aumento della liquidità, anche se difficilmente questo indice sui futures potrà mai avere, almeno per il momento, un impatto diretto e significativo sul mercato azionario.


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