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Cause ed effetti della recessione, parte 3

Una fase di recessione, per una economia, significa avere un generale rallentamento dell'attività economica di un Paese per un periodo prolungato di tempo, oppure ancora una contrazione del ciclo economico. Durante le recessioni, molti indicatori macroeconomici variano in maniera simile. La produzione misuratacon il prodotto interno lordo, noto anche come PIL, l'occupazione, la spesa per investimenti, la capacità di utilizzo redditi delle famiglie e dei profitti aziendali, sono tutti caduti.

Durante la recessione i mutui sub prime sono arrivati sotto i riflettori e si sono rivelati una scelta eccellente per le banche. Molti grandi investitori hanno chiesto tali prestiti da altri istituti di credito, aiutando i creditori con nuovi fondi. Questi investitori sono stati non solo americani, ma anche stranieri, di conseguenza il fenomeno della recessione non è rimasto confinato negli USA, ma si è espanso anche altrove, come ad esempio in Europa, dove si trova ancora oggi.

Gli investitori provenienti da tutto il mondo, che hanno chiesto dei prestiti alle banche americane, hanno subito delle perdite importanti. Queste perdite sono passate ad altre banche che erano legate alle grandi banche internazionali d'America, che è solitamente una delle spine dorsali per molte banche mondiali. Le banche sono rimaste senza soldi, le maggiori industrie e aziende in tutto il mondo, che dipendevano dai prestiti ottenuti da queste banche, son state costrette a chiudere. La recessione è diventata pericolosa per il mercato mondiale.

Sin dalla crisi asiatica degli anni 1997 e 1998, gli effetti della crisi sono entrati in America e da lì si sono espansi nel resto del mondo, come un virus. La situazione si è andata sempre peggiorando, proprio come un domino sono caduti dei pezzi sempre più importanti. Il fallimento della Lehman Brothers, la grande banca americana che ha praticamente scatenato la crisi mondiale, è stata solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

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