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Indicatore A/D

Indicatore A/D

Iniziamo col precisare il significato della sigla “A/D”, questa sta per Accumulazione / Distribuzione.

Questo indicatore, un indice elaborato da Larry Williams, un analistica tecnico e un trader specializzato in azioni e in commodity, ci permette di avere un segnale sul tipo di controllo che viene eseguito sul mercato. Ovvero, se vengono aperte più esposizioni in acquisto, ossia più esposizioni di accumulazione, si dice che il controllo è ad appannaggio di chi va long. In caso contrario, se invece vengono aperte più esposizioni short, ossia di distribuzione, si dice che il mercato è ad appannaggio di chi va short.

L’indicatore A/D utilizza una formula matematica abbastanza complessa.

Detta in breve, viene innanzitutto sottratta la differenza tra il prezzo di chiusura e il prezzo più basso al prezzo più alto. Successivamente, ci possono essere diversi casi, come quello che l’indicatore A/D può variare a seconda del prezzo e del volume degli scambi effettuati. Proprio grazie anche a questo caso, bisogna ricordarsi che per questo indicatore è di fondamentale importanza il volume degli scambi, dato che rappresenta una sorta di peso del cambio del prezzo, ossia più alto è il volume degli scambi effettuati e più elevata sarà l’influenza del cambiamento di prezzo nel periodo di tempo considerato.

Per quanto riguarda a livello operativo, è abbastanza chiaro, questo, nel caso la linea A/D va a formare una divergenza positiva, ci fornisce il segnale di aprire una posizione long. In caso contrario, se invece vi si forma una divergenza negativo ci dà il segnale dell’apertura di una posizione short.

Forex Stress

Forex Stress

Iniziamo col dire cosa sono questi Stress Test.

Questi test, in pratica, stabiliscono quanto elastica sia una banca se viene a presentarsi un fallimento.

Dopo che si è stabilito uno standart unico per il test, le banche sono sottoposte a delle vere e proprie simulazioni di rottura

e quegli istuti che non passano la prova ricevono un avvertimento dalla FED, dove viene stabilito il capitale di sicurezza che bisogna

immettere nella banca per far fronte a un problema tale.

Riguardo a questo, 10 banche USA non hanno superato lo stress test.

E da quanto detto anche sul il Sole 24 ore queste banche, vista la situazione, hanno bisogno di un rafforzamento patrimoniale.

Ben Bernake, presidente della FED, ha affermato che nonostante la maggior parte degli istituti bancari USA non abbia superato lo stress test,

il fatto che ci siano delle ricapitalizzazioni abbastanza sufficienti per poter dare un aiuto a queste banche è di primaria importanza.

Tanto vero, il Sole 24 Ore, sostiene che durante i prossimi 2 anni gli istituti bancari USA faranno registrare delle perdite per quasi 600 miliardi di dollari,

che quindi devono in qualche modo essere coperti.

Cosa centra tutto questo con il Forex? Eppure centra molto. In quanto grazie a questa notizia, dobbiamo fare molta attenzione ai principali

indici USA e sulla valuta dollaro. E non solo, ma controllare anche le risposte che avrà il mercato per i prossimi mesi a queste stimate da parte

delle banche USA.

PARABOLIC SAR

PARABOLIC SAR

Il Parabolic SAR non è soltanto un semplice indicatore trend follower, ma è anche un vero e proprio trading system.

Graficamente si presenta simile ad una media mobile dalla quale si differenzia per il fattore d’accelerazione. Quest’ultimo è un parametro che aumenta man mano che l’attività  finanziaria registra nuovi massimi o minimi, in base alla tendenza in atto, ed è stato inserito nella formula per rendere l’indicatore  più reattivo e tempestivo rispetto ai movimenti dei prezzi.

L’unico punto in comune con la media mobile è il difetto di non essere un indicatore affidabile durante le fasi laterali di congestione. Al fine di filtrare i falsi segnali, si può abbinare il Parabolic SAR al Directional Movement oppure al Commodity Selection Index. Essi indicano se il mercato è inquadrato in una tendenza ben definita, al rialzo o al ribasso, in modo da poter utilizzare  nell’operatività un indicatore trend follower quale il Parabolic SAR.

La caratteristica principale di tale indicatore è quella di permettere al trader di essere sempre sul mercato con una posizione aperta. Infatti, quando si chiude una posizione, se apre un’altra immediatamente nella direzione opposta. Quando si chiude un’operazione long (al rialzo), se ne apre una short (al ribasso).

Il segnale d’acquisto è generato nel momento in cui i prezzi dell’attività finanziaria diventano superiori al valore dell’indicatore. Al contrario, il segnale di vendita è generato dalla discesa sotto il valore del SAR da parte della quotazione dell’attività finanziaria.

Indicatore OsMa

Indicatore OsMa

Utilizzare degli indicatori tecnici per tentare di aprire sempre più operazioni in direzione del trend,

è davvero importante nel Forex.

Diversi sono gli oscillatori che è possibile usare nell’analisi del Forex, uno di questi è appunto OsMa (Oscillator of Moving Average).

Il quale può prendere anche il nome di media mobile dell’oscillatore.

Questo ci comunica la relazione in termini percentuali assoluti, la cui relazione può essere di due tipi: oscillatore di prezzo e oscillatore di volume.

L’OsMa ci torna utile per trovare perlopiù delle condizioni di ipervenduto oppure di ipercomprato.

Nel momento in cui ci troveremo ad avere due situazioni tipo, dobbiamo tenere d’attenzione il mercato stesso, in quanto il mercato sitrova in

una condizione eccessiva e pertanto molto probabilmente rientrerà.

L’Osma ha una struttura molto semplice e ci tiene a dimostrarci la differenza che si presenta tra oscillatore e la sua media mobile.

Due sono le linee, la linea principale del MACD e la linea del segnale del MACD. La linea del MACD ha la funzione di oscillatore, invece la linea

del segnale del MACD diventa la media mobile.

Se l’indicatore OsMa non dovesse salire più ma dovesse iniziare a scendere, bisognerebbe considerare l’apertura di nuove posizioni short, queste in discesa.

Al contrario se l’indicatore OsMa dovesse smettere di scendere e dovesse riprendere la salita, in questo caso, bisognerà considerare il fatto di aprire delle nuove posizioni long.

RELATIVE STRENGTH INDEX (RSI)

RELATIVE STRENGTH INDEX (RSI)

Da un punto di vista grafico, l’indicatore si muove all’interno di un indice fisso compreso tra 0 e 100 punti. La zona estrema superiore, con l’RSI maggiore di 70 punti, è  detta “ipercomprato”. La zona estrema inferiore, con l’RSI inferiore di 30 punti, è detta “ipervenduto”.

La logica sottostante a tale indicatore è quella secondo cui un titolo, o una valuta, quando si trova in una zona di ipercoprato sta per segnare un rimbalzo tecnico a ribasso. Al contrario se ci troviamo in una zona di ipervenduto, possiamo aspettarci una correzione tecnica rialzista.

La formula dell’indice è:

RSI= 100 – (100/1 + (U/D),

dove (U/D) è il rapporto tra la media delle chiusure al rialzo e la media delle chiusure  al ribasso in un determinato periodo di tempo. Il dominio temporale comunemente utilizzato è di 14 giorni. E’ chiaro che bisogna comunque ricercare, procedendo per tentativi, l’arco temporale più idoneo alle proprie analisi individuando quello che ha maggiormente dato segnali positivi nel tempo.

L’indice si presta a varie interpretazioni sui segnali di entrata e di uscita. Quella più comune e maggiormente utilizzata è quella secondo cui i segnali di acquisto scattano nel momento in cui l’indicatore, dopo aver raggiunto la zona estrema di ipervenduto (RSI minore di 30) inverte la propria tendenza e supera nuovamente il livello di 30 punti, rientrando nella barra neutra d’oscillazione.

Al contrario avviene per le zone di ipercomprato.

L’ingresso nelle zone di ipercomprato e ipervenduto è un semplice campanello d’allarme che segnala un eccesso a cui il mercato, prima o poi dovrà porre rimedio.

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