E’ generalmente una buona idea creare un piano di trading prima di iniziare a fare forex. Alcune strategie di trading sono più favorevoli alla pianificazione a lungo termine rispetto ad altre. Ad esempio, fare day trading oppure operare secondo la metodologia dello scalping non ci permette di pianificare troppo in anticipo le mosse da fare, in quanto entrambe queste strategie dipendono in larga misura dalle reazioni quasi istintive del mercato, che si muove e che cambia tutto il giorno, e alle quali il trader deve necessariamente rispondere.
Ma per la maggior parte delle strategie commerciali ed anche per la maggior parte dei tipi di swing trading, la creazione di un piano prestabilito è una parte importante degli investimenti. Paradossalmente è anche importante avere la capacità di cambiare in corsa una strategia, se le cose non dovessero andare come previsto. Avere la disciplina di attenersi ad un piano di trading ma sapere al tempo stesso quando cambiare, è uno di quegli aspetti del trading sul Forex che può semplicemente essere appresa con il tempo, con l’esperienza e con la pratica nel mercato delle valute.
Forse la parte più importante di un piano di trading sono gli obiettivi che si sono impostati. Non nel senso generale del termine, dato che l’obiettivo di tutti è quello di guadagnare denaro, ma in un senso molto specifico, ovvero quanto profitto si sta cercando da ogni posizione specifica. Si deve sapere in anticipo quando si ritiene che il mercato stia per invertire e si dovrebbero impostare gli ordini di vendita come conseguenza. Questi punti critici sono fondamentali per il successo come trader nel mercato delle valute.
Molto importante, all’interno di una strategia, oltre al punto di uscita, è anche il punto di ingresso. Una buona strategia generale è quella di tenere traccia del supporto e aprire posizioni long mentre il prezzo è vicino a tale supporto. Allo stesso modo si potrebbe tenere traccia della resistenza e capire quando conviene aprire delle posizioni short.
Il carrey trade è la tipologia di commercio più popolare nel mercato delle valute, praticata sia dai maggiori hedge funds che dagli speculatori più piccoli. Il carry trade si basa sul fatto che ogni valuta nel mondo ha un tasso di interesse collegato ad essa. Questi tassi d’interesse sono fissati dalle banche centrali dei vari paesi: la Federal Reserve negli Stati Uniti, la Banca del Giappone in Giappone, la Banca d’Inghilterra nel Regno Unito, la BCE in Europa.
L’idea alla base del carry trader è molto semplice. Il commerciante va long sulla moneta con un alto tasso di interesse. Nel 2005, uno dei migliori abbinamenti è stata la coppia di valute NZD / JPY. L’economia della Nuova Zelanda, stimolata dalla domanda di materie prime dalla Cina e dal mercato immobiliare caldo, ha visto i suoi tassi salire al 7,25% , mentre i tassi giapponesi erano molto bassi, vicini come di consueto allo zero.
Un trader che va long sulla coppia di valute potrebbe raccogliere 725 punti base dal solo rendimento. Con una base di 10:1, il carry trade del nostro esempio produrrebbe un rendimento del 72,5% annuo, solo per i differenziali del tasso di interesse, senza alcun contributo derivante dalla rivalutazione del capitale.
Ora possiamo capire perché il carry trade è così popolare. Ma attenzione, prima di correre a comprare una coppia di valute con alto rendimento, bisogna essere consapevoli del fatto che quando si fa carry trade, c’è sempre il rischio di un grande ed improvviso calo.
Questo processo è noto come liquidazione e si verifica quando la maggior parte degli speculatori decide che il carry trade non può avere potenziale futuro. Mano a mano i vari operatori cercano di uscire dalle loro posizioni, fino a far sparire i profitti derivanti dai differenziali. L’anticipazione in questo caso è la chiave per avere successo nel carry trade.
Il Forex è un settore in cui ci sono molti trend da seguire. Si dice che per poter fare trading bisogna seguire il trend, ma che cosa significa? Praticamente, dobbiamo aprire delle posizioni in direzione del trend principale. Se una coppia di valute sale, noi dovremmo andare long, mentre se scende dovremmo andare short. Sembra una cosa banale da dire, ma molti trader preferiscono operare contro il trend principale, perdendo molto denaro, soprattutto se non hanno esperienza e non sanno come gestire le posizioni.
Ma cosa succede se il mercato è in una fase di indecisione? Come ci dobbiamo comportare e, soprattutto, come possiamo riconoscere questi momenti?
Analizzando i grafici forex, ci sono due tipologie di candele che possiamo prendere in considerazione.
La prima è il Doji Candlestick Pattern. Il pattern candlestick Doji è costituito da una candela che può muoversi sia in positivo che in negativo ma che chiude sempre allo stesso prezzo di apertura. Una doji indica una forte indecisione del mercato, in quanto la coppia di valute si muove verso l’alto o verso il basso ma alla fine chiude esattamente allo stesso prezzo di apertura. In genere queste candele si trovano nella parte superiore e inferiore di un forte trend, a causa di forze opposte del mercato che stanno agendo per l’inversione del trend.
Un’altra candela che indica incedisione è la Dragonfly Doji Candlestick. Proprio come la doji regolare, in questo pattern il prezzo della valuta si apre e si chiude allo stesso punto. Tuttavia, una candela doji differisce in quanto il prezzo di apertura e di chiusura sono al livello alto della candela stessa. Una Dragonfly Doji di solito compare solo nei punti di svolta del mercato, dove probabilmente ci sarà una inversione del trend principale.
Entrambe queste candele sono ottimi strumenti per prevedere delle possibili inversioni di un trend.
Riprendendo il discorso iniziato nello scorso articolo, possiamo dire che è importate che gli indicatori che si scelgono siano semplici e non diano dei suggerimenti. Basta sapere quanto ci si può permettere di perdere e non bisogna dimenticate di impostare lo stop loss per la perdita una volta in commercio.
Dopo questa lunga e fruttuosa ricerca dei migliori indicatori da usare, è il momento di vedere se il sistema ha le potenzialità per essere usato. I test hanno lo scopo di migliorarlo. Mentre si svolgono tali test bisogna annotare le impostazioni, i passaggi e le regole che verranno utilizzate per la negoziazione. Una volta che si è scritto il proprio sistema di trading, è il momento per la grande prova.
Per farla, basta aprire un conto demo con qualsiasi broker Forex che e mettere in pratica il sistema, per vedere come reagirà. E’ fortemente raccomandato fare trading demo per almeno per 3 o 4 mesi. Tra le numerose ragioni di questa affermazione c’è il fatto che il mercato Forex vive naturalmente più periodi durante i quali il suo comportamento potrebbe cambiare radicalmente.
Per esempio, il mercato è stato in un bel trend per diversi mesi, mentre si stava testando il sistema, poi si effettua la decisione di aprire un conto reale ma il mercato decide di invertire e cambia totalmente, andando lateralmente per un periodo di tempo indefinito. Non hai testato il sistema in tali condizioni e dunque sarebbe una grande delusione scoprire che il sistema non si comporta bene come faceva durante la fase di trend del mercato. Ci sono altri motivi, come l’esperienza e la pratica intensiva, che dovrebbero motivare i nuovi operatori ad attenersi alla negoziazione prova per un periodo di tempo lungo.
Bisogna poi fissare un obiettivo relativamente a a quanto denaro si vuole guadagnare. Quindi bisogna provare sull’account demo, realisticamente, a tentare il raggiungimento di tale obiettivo. Una volta che l’operazione è compiuta, potrebbe essere il momento giusto per pensare di fare trading con denaro reale.
Un modo logico per impostare i punti di protezione è fare uno stop a seconda della volatilità del mercato in un dato momento. A tale scopo i commercianti usano le bande di Bollinger come strumento per generare i cosiddetti “corridoi”. Più ampio è il corridoio e maggiore è l’attività sul mercato, e viceversa. Misurare la larghezza del corridoio, in pips, al momento di entrare in una posizione, è una cosa che ogni operatore può impostare facilmente usando degli stop al di fuori del range di oscillazione del mercato, quindi proteggersi dal cosiddetto rumore del mercato.
Quando si apre una nuova posizione è importante anche calcolare in anticipo quanto si è disposti a perdere se la posizione dovesse andare contro di noi. Anche se l’obiettivo di tutti è quello di creare il miglior sistema di operatività, le perdite sono inevitabili, e quindi bisogna essere pronti a dire fino a dove si può sopportare una perdita e tagliare le perdite, cosa importante quanto si inizia qualsiasi negoziazione nel Forex.
Molto importante è anche calcolare i rischi in ogni trade. E’ una regola d’oro nel Forex sapere quali sono i rischi e i benefici di ogni commercio. Un operatore serio entrerà in una posizione solo se i rischi sono almeno due volte inferiori rispetto ai guadagni potenziali. Ad esempio, il rapporto tra rischio e ricompensa richiesto deve essere almeno di 1:2. Alcuni commercianti prenderanno in considerazione solo operazioni con un grado di rischio di 1:3 , ma questa è una cosa soggettiva.
Pertanto, prima di premere il pulsante per aprire una nuova posizione commerciale, il commerciante deve definire il livello in cui si chiuderà la posizione se essa risulta essere perdente. Ancora una volta, alcuni strumenti di negoziazione, come Fibonacci o i Pivot Point, possono dare degli indizi del momento in cui una posizione potrebbe essere sia aperta che chiusa. Avere delle informazioni sulla carta permette di calcolare i rischi e i benefici prima di entrare nel commercio.