L’uragano Irene e gli effetti sul prezzo del gas
L’uragano Irene sta arrivano lungo la costa orientale degli USA, minacciando quasi il 10% della capacità di raffinazione della nazione. La paura è che ci sia un diminuzione della produzione nelle raffinerie. Gli analisti si aspettano dunque che le raffinerie possano chiudere per alcuni giorni a causa dell’uragano Irene.
Questo potrebbe far salire i prezzi della benzina di 15 o 20 centesimi in un paio di settimane. Probabilmente si vedrà solo un aumento temporaneo, ma tutto dipende da quanto tempo dureranno le interruzioni.
Al momento non ci sono ancora segni di interruzione della produzione, anche se si parla già di un arresto parziale. Nonostante l’uragano Irene, le aziende che si trovano a rischio stanno mettendo un completo piano di emergenza in atto.
Le raffinerie sono generalmente costruite per resistere a venti di un uragano di categoria 5, ma spesso si basano su energia elettrica prodotta al di fuori per raffinare il petrolio, tanto che l’abbattersi dei cavi può causare dei problemi. Irene è al momento un uragano di categoria 2, con venti che vanno da 96 a 110 miglia orarie. Dei venti di questa velocità vengono descritti come estremamente pericolosi e in grado di causare gravi danni. L’alimentazione è di fondamentale importanza e le interruzioni di energia elettrica sono comuni dopo un uragano.
E’ molto meglio per le raffinerie iniziare uno spegnimento corretto delle loro strutture, che può richiedere molte ore, invece che farsi cogliere da dei black-out improvvisi che potrebbero portare a situazioni di pericolo. Ecco che i prezzi al dettaglio del gas potrebbero crescere nei prossimi giorni.
Per chi volesse investire nel corso delle prossime ore e dei prossimi giorni occorrerà vedere e valutare anche gli effetti di questo evento sul dollaro. Solitamente, infatti, il prezzo del biglietto verde è molto legato a quello dei vari elementi e beni naturali, come petrolio e, appunto, il prezzo del gas.


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