S&P declassa la Francia
Il primo ministro della Francia ha detto che il suo paese continuerà con le misure di riduzione dei costi, anche dopo che il debito è stato declassato, in maniera che il colpo non abbia ripercussioni. Anche altri paesi europei hanno subito un declassamento da parte di S&P, come Austria a Cipro. La mossa potrebbe rendere più costoso, per i paesi che cercano in prestito denaro, ottenerlo. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che il downgrade di nove paesi della zona euro sottolinea il fatto che l’Europa ha una lunga strada davanti a sé per riconquistare la fiducia degli investitori.
La Merkel e il primo ministro francese Francois Fillon ha detto che il downgrade dovrebbe spingere i paesi europei ad implementare rapidamente un patto che prevede di rafforzare la disciplina di bilancio. La Germania e la Francia hanno pilotato gli sforzi di soccorso per gli altri paesi, ma nonostante questo si è ancora in crisi. La Francia svolge un ruolo centrale nell’aiutare gli altri paesi e il downgrade, ora, potrebbe spingere gli oneri finanziari ancora più su.
S & P aveva effettivamente avvertito ben 15 nazioni europee, nel mese di dicembre, che erano a rischio di downgrade. Esso è accaduto per il paese francese esattamente tre mesi prima delle elezioni presidenziali francesi ed è stato un allarme che non deve essere drammatizzato più di quanto non dovrebbe essere sottovalutato.
Praticamente, oggi la Francia si ritrova, con l’agenzia di rating Standard & Poor, con un rating AAA, portandolo giù di una tacca ad AA +. Lo stesso, anche l’Italia si trova ancora più in basso. La Germania ha invece mantenuto al massimo il suo livello di rating, mentre il debito del Portogallo è stato definito come spazzatura.
La situazione per la zona euro non è dunque delle più rosee, bisognerà fare qualche cosa prima che sia troppo tardi.


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