Grecia, le azioni previste devono essere svolte, è una cosa necessaria
Non si placa l’interesse dei mercati internazionali sulla Grecia. L’ultimo programma di salvataggio che il paese ha ricevuto fallirà se il nuovo governo non riuscirà a portare avanti le riforme. Lo dice il capo della sezione “missione greca” del Fondo monetario internazionale, Poul Thomsen. Facendo riferimento alla tranche da 130 miliardi di euro di finanziamento concessa al paese ellenico, Thomsen ha detto che il programma avrà successo solo se il nuovo governo porterà avanti le sue riforme.
Thomsen aggiunge che nessuno si aspetta che questo accada velocemente, ma è anche evidente che il sostegno da parte della comunità internazionale si potrà continuare ad avere solo se ci sarà un costante progresso.
Venerdì scorso l’FMI ha avvertito che il programma di prestiti della Grecia si trova di fronte a dei rischi eccezionalmente elevati, facendo notare ad Atene come potrebbe essere necessaria una ulteriore ristrutturazione del debito e dei finanziamenti aggiuntivi.
L’FMI ha detto la Grecia che non è in grado di assorbire eventuali shock o errori di programma, altrimenti si rischiano dei livelli di debito molto più alti. I funzionari sono particolarmente preoccupati per la capacità di Atene di mettere in pratica delle decisioni politicamente severe per poter andare avanti con la riforma economica che il paese ha promesso. Nel breve termine, il personale del FMI è molto interessato alle prossime elezioni, dato che i nuovi leader del paese potrebbero non essere così attivamente impegnati verso le politiche di tagli.
Secondo Thomsen, guardando retrospettivamente, ci sono certamente delle cose che avrebbero dovute essere fatte in maniera diversa. Secondo l’uomo del FMI, ad esempio, il programma fa troppo affidamento sull’aumento delle aliquote fiscali. Il comitato del fondo di salvataggio ha intanto approvato un prestito di 28 miliardi di euro per la Grecia come parte di un pacchetto più ampio, per garantire che la Grecia non vada in default sul proprio debito, cosa che, molti temono, potrebbe innescare un crollo dell’euro e una nuova recessione economica globale.


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